Diego Armando Maradona: disordini in Argentina

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-di Marianna Giugliano-

La  morte di Maradona ha sconvolto chiunque, giovani e adulti, in ogni parte del mondo ed in particolar modo le città di Napoli e Buenos Aires.

In Argentina sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale e la salma è stata trasportata alla Casa Rosada, il palazzo presidenziale, a testimonianza dell’importanza che Maradona ha avuto (e continua ad avere) per tutta la nazione. In pochissimo tempo tantissime persone si sono riversate in strada ed hanno raggiunto la camera ardente in attesa dell’apertura, per offrire l’ultimo saluto al campione.

In realtà però, si sono verificati gravi incidenti che hanno causato l’intervento delle forze dell’ordine: infatti, secondo i media, alcuni tifosi (dopo essersi riuniti non badando alle raccomandazioni di mantenimento della distanza imposte causa covid) hanno tentato di entrare nella Casa Rosada utilizzando la violenza, cosa che ha obbligato le forze dell’ordine a rispondere con l’uso di idranti e lacrimogeni. Il tutto si sarebbe concluso con una serie di arresti e feriti, tanto che l’account ufficiale di Casa Rosada ha deciso di interrompere la diretta di ciò che stava accadendo all’interno dell’edificio.

È stato anche modificato il percorso del corteo funebre: la salma ha attraversato la Avenida de 9 fino al cimitero di Bella Vista dove si trovano anche i genitori del calciatore.

La bara chiusa è stata ricoperta da una bandiera argentina, da una maglietta della nazionale con il numero 10 e da un’altra del Boca Juniors e del Napoli.

A Buenos Aires, nella stessa notte, sono risuonati gli applausi da parte di tutti i quartieri e allo stadio “Diego Maradona” del club Argentinos Juniors, oltre al lancio dei fuochi d’artificio, migliaia di persone sono entrate in campo gridando “Maradoo, Maradoo” e applaudendo.

“Non importa cosa hai fatto nella tua vita, ma cosa hai fatto per le nostre”.

 (Allenatore del Manchester City, Pep Guardiola su Maradona)

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