Alle radici della guerra in Ucraina

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di Antonino Papa-
Cosa ha spinto Putin ad una guerra ingiustificata che sta facendo precipitare nel baratro della recessione due popoli.

La guerra è un male, da qualsiasi parte provenga, non esiste alcuna guerra giusta o santa che possa giustificare la morte di esseri umani per interessi di qualcuno, di Paesi o lobbies che ledono i diritti e le libertà altrui o la sovranità di un popolo.
Ciò che sta accadendo in Ucraina non è giustificabile da alcun punto di vista e le considerazioni che seguiranno mirano semplicemente ad analizzare il percorso che ha condotto il Governo Russo ad adottare questa orribile decisione di invadere una Nazione indipendente.
Doverosa premessa onde evitare fraintendimenti, appellativi di essere pro o contro chiunque sia ed alimentare polemiche inutili e strumentali.

La fisica insegna, e non solo, che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, e nella società moderna questo principio è diventato fisiologico tanto che i popoli si dividono al loro interno, proprio a causa di azioni alle quali seguono reazioni, e secondo il vivere civile, la colpa sta non solo in chi compie la cattiva azione ma ricade anche su chi reagisce e giudica prima di guardarsi indietro.

E noi guardiamo indietro …
William J. Burns, attuale Direttore della CIA, quando nel 2008 era ambasciatore USA a Mosca, aveva ammonito la Casa Bianca che “la decisione di espandere la NATO (che è un’entità militare) nei paesi est europei e baltici avrebbe causato un inevitabile irrigidimento della Russia e possibili reazioni.”

Tale considerazione derivava dal fatto che gli USA, non solo tramite la NATO, che di fatto non è altro se non un’alleanza di carattere militare, per giustificare le basi sparse per il mondo, ma anche grazie ad accordi bilaterali con altri Paesi, ha praticamente accerchiato la Russia avvicinandosi sempre di più fino ad arrivare all’uscio di casa del Governo di Mosca, sia dalla parte europea, sia da quella asiatica e perfino da quella polare artica.

In questi casi la domanda sorge spontanea: cosa pensereste, e come reagireste, se intorno alla vostra villa, da ogni lato avete armi puntate contro ? Anche se vi viene assicurato che non saranno mai usate ?
Se è sufficiente un semplice divieto di sosta davanti al vostro portone per farvi adirare, posso immaginare cosa accadrebbe nel caso appena citato.

Questo è soltanto uno degli aspetti della questione, una seconda considerazione, non di minor peso specifico, è il dato di fatto che gli USA, in nome di una paventata esportazione della democrazia, negli ultimi decenni, hanno deciso governi in molti stati del mondo, rovesciandone altrettanti, deposto ed ucciso capi di stato, provocato reazioni come Isis, Talebani ed armato fazioni di cui si sono serviti per poi combatterle.
In tutto ciò c’è molta ipocrisia, chiedetevi perché si è intervenuto in Kuwait, e di conseguenza in Iraq, scatenando una guerra infinita e non si interviene in Ucraina ?
Chiedetevi perché si è intervenuto in Libia e non in Armenia ?
Chiedetevi perché si è intervenuto nella ex Jugoslavia e non in molti stati africani i cui dittatori sanguinari sono al loro posto da sempre con l’appoggio degli occidentali e conseguente sfruttamento delle risorse ?
Ed in tutte le circostanze si trattava di nazioni indipendenti con aggressori ed oppressori.

Pertanto, chi sostiene la tesi di un imperialismo USA mirato ad indebolire la potenza militare ed economica russa, non ha assolutamente torto, ma tra i due litiganti ora si è interposta la Cina e gli assetti sono mutati.

Un terzo ed ultimo aspetto da considerare è l’assetto interno ucraino storico, ma andiamo per gradi …
Le elezioni ucraine del 2010 decretarono presidente Viktor Yanukovich (filo russo) con il 48,4% dei voti a scapito di Yulia Tymoshenko; furono avanzati sospetti di brogli ma perfino l’Osce ammise che si trattò di elezioni trasparenti.
Da quel momento in poi gli USA, tramite Biden all’epoca vice di Obama, hanno iniziato una politica di avvicinamento all’Ucraina per sottrarla dalla sfera d’influenza russa tanto da riuscire ad inserire Hunter Biden (figlio di Joe) nel CDA della Burisma Holdings, una compagnia Ucraina del Gas, e ciò nonostante Biden junior non spiccicasse neanche una parola di Ucraino e con un compenso di 600.000 dollari all’anno.

Questa decisione fu presa subito dopo che Obama aveva incaricato Joe Biden di sorvegliare sul dilagare della corruzione in Ucraina (tra il 2010 ed il 2014) e di attivarsi affinché la stessa Ucraina potesse entrare nella sfera di influenza della NATO nonostante gli ammonimenti di Putin che aveva percepito tutto ciò e ne chiese conto allo stesso Biden in un incontro al Cremlino, allarme che fu ignorato dagli USA tanto da autorizzare Biden a rispondere al numero uno russo “… Presidente, Obama mi manda sempre dove lui non vuole andare” riferendosi all’Ucraina.

Arriviamo quindi ai movimenti rivoluzionari del 2014 (spinti e finanziati anche da mani USA) che riescono a sovvertire il potere causando la fuga di Yanukovich a Mosca, l’elezione di Poroshenko quale nuovo presidente e la reazione Russa che senza sparare un colpo occupa la Crimea a sostegno della popolazione contro-rivoluzionaria filo-russa.
Seguirono violenze come la strage di Odessa e le persecuzioni ai russi del Donbas che, sempre secondo dati Osce, avrebbero causato circa 14.000 vittime.

Rimarcando ancora una volta la condanna netta all’operato di Putin, ora è facile puntare il dito contro la sola Russia avendo davanti agli occhi propaganda filo-occidentale che oscura il pregresso dietro cui si celano gran parte delle cause che hanno condotto a questa nuova tragedia che il mondo ha di fatto accettato (perché nessuno finora è intervenuto militarmente a sostegno dell’Ucraina).

La morale della favola è che oggi due popoli sono alla fame, il russo e l’ucraino, a causa di una contesa per il predominio su una Nazione libera tra due potenze imperialiste le cui storie ci vengono raccontate in due modi diversi.
L’analisi dei fatti stabilisca la verità per ognuno di noi.

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