Un pugno nello stomaco 

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Gente che viene.
Gente che va.
Gente con volti pallidi,
anime divise a metà.
Mani che stringono niente,
acqua nel pugno.
Pezzi di un cuore naufragato
senza futuro.
Occhi secchi dal vento e dal sale.
Ventre di terra mia,
sradicato,
figli senza madre.
Ossa frantumate
dal peso della storia.
Che Dio ci venga in soccorso
in nome della memoria!
Gente che viene.
Gente che va.
Gente che l’altra riva
mai raggiungerà.
Padri che più non torneranno.
Mogli che per mariti
di nero lutto vestiranno.
Nonne piene di rughe
piegate dal dolore,
piangeranno i nipoti
in fondo al mare
morti,
mai sepolti.
Noi albanesi,
immigrati senza le valigie,
con un numero mai scritto
sopra le camice.
Da quel Marzo 1991, la mia vita diventò un saluto a chi andava via. A volte, tante volte, senza rivedere mai più.
Un pugno nello stomaco
Denata Ndreca

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