Tra viaggi e musica, la vita on the road di Valeria Saggese

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Profili- di Claudia Izzo-

Un filo di perle nere,  nere come i suoi occhi intensi, un fisico che ricorda i suoi anni dedicati alla danza,  un viso che che riporta a Cleopatra, orecchini diversi, stivali cuissardes, gonna sopra al ginocchio, un anello artigianale d’argento acquistato a Palma de Majorca “isola entrata nel mio cuore” afferma, ” dove vado 4/5 volte all’anno anche d ‘inverno. Ne sono appena tornata, ho voluto festeggiare lì il mio compleanno con alcuni amici cari. E’ una età importante ed in una fase di cambiamenti, di scelte da fare. In fondo non si arriva mai…”

A parlare è Valeria Saggese, giornalista, critico musicale, viaggiatrice, ex ballerina,  tutto per passione; mediatrice linguistica, con studi anche in Australia e Spagna dove ha realizzato la sua tesi di laurea sul teatro  surrealista spagnolo. Nel suo “periodo romano”  ha seguito  l’attore  Roberto Herlitzca che le ha aperto nuovi orizzonti e ha poi  tradotto i libri di Paola Harris, fotogiornalista e reporter investigativa italo-americana nel campo della ricerca dei fenomeni extraterrestri.

“Mi sembra di aver avuto più vite: dal palcoscenico alla radio per  cercare di raccontare la bellezza in tutte le sue forme…” Alle spalle Valeria ha una famiglia matriarcale, con vene artistiche tra la mamma  che dipinge , una  bisnonna con grande personalità, una zia che compone poesie e una sorella appassionata di fotografia.  “In casa si respira l’atmosfera degli studi classici, la bellezza, la poesia. Come donna  credo che sia importante comunicare la bellezza ma non urlando, facendo rimbombare il silenzio. Serve una rivoluzione culturale dei maschi, educarli diversamente già da piccoli. Siamo pieni di immagini , le urla distrurbano  l’udito, la vera rivoluzione è data dal silenzio. La musica si ascolta ancor prima delle parole ed arriva all’inconscio. Il silenzio va dunque  inteso come ascolto di se stessi e degli altri, dove c’è silenzio diventiamo capaci di ascoltare anche il non detto, la musica permette il  contatto  proprio con il non detto”.

Carismatica con la passione per la musica Valeria afferma: “invece che giocare con le bambole, giocavo con i 45 giri. La radio, dunque, è arrivata nella mia vita in modo più che naturale”. Al momento conduce due programmi musicali,   su radio RCS 75, uno sul recupero della storia della musica, “I Want to tell you, con Mario Monteleone, titolo ispirato alla canzone dei Beatles, Album  Revolver del 1966, raccontando così i retroscena , gli aneddoti, le curiosità della storia della musica. L’altro programma è “In viaggio con Valeria” dove racconta la musica attraverso il viaggio. Per il quotidiano on line salernonews24.it cura la rubrica Viaggi, attraverso la quale porta i suoi lettori per mano in giro per il mondo, tra luoghi, usanze, monumenti, arte e atmosfere.

“Daniela Capacci, storica insegnante e coreografa dell’Accademia Nazionale di Danza  mi ha sempre detto “-se sei un’artista lo sei anche quando scendi  dal palcoscenico, ormai hai il marchio-.  All’Eliseo seguivo gli spettacoli dal backstage e qualche volta mi era permesso spiarli  dalla graticcia, poi ho iniziato una produzione teatrale a Bologna “Native spirits”  con l’attore  Enzo Decaro e il chitarrista Antonio Onorato.”

Tra musica, arte, scrittura, Valeria è infarcita di viaggi, sempre alla ricerca di qualcosa, di qualche tassello da aggiungere alla propria anima ed in questo caso, il posto dell’anima è Londra. “E’ la città da cui non so vivere lontana, anche se non mi sento di appartenere a  nessun luogo, Londra mi attira sempre … Il Viaggio è come una sorta di  cura dell’anima, mentre  la musica è vita, entra in connessione con le altre dimensioni, è sempre stata dentro di me da quando ero piccola e sono sempre stata affascinata dalla diversità”. Ecco che musica e viaggi diventano due facce di una stessa medaglia, ” per questo viaggio, anche sola ed amo perdermi nella bellezza, nell’architettura di un luogo, mi immedesimo. Il viaggio crea dipendenza. Non mi interessano gioielli e borse quanto viaggi, viaggi, viaggi,  5 continenti visitati e tanta voglia di preparare un’altra valigia! ”

Organizzatrice della Convention sul cinema civile a Paestum,  con collegamenti con il cinema degli altri Paesi, da Cuba all’India, Valeria Saggese è stata  direttore artistico di svariate rassegne musicali.  All’ Auditorium di Scampia con Enzo De Caro ha organizzato un evento sulla promozione della cultura dei Nativi Americani nell’ambito del Forum Universale delle Culture, a Salerno ha diretto corsi di danza terapia, ha curato la regia teatrale di uno spettacolo con i ragazzi di frontiera del carcere minorile di Eboli.

Due domande per capire il suo animo.

Cos’è l’amore ?

“E’ una energia potentissima, è armonia. Per essere armonica devi avere con il tuo partner la stessa visione del mondo”

Ultimo libro letto?

La danza della realtà” di Alejandro Jodorowsky”, con cui ho fatto un laboratorio di due giorni a Napoli, un’ esperienza profonda e devastante, un personaggio incredibile che mi è piaciuto molto”.

Qual è la tua visione del mondo?

“Sembra che il male stia vincendo sul bene. Emerge il kitch, la bruttezza. In questo mare dobbiamo fare silenzio, ma non dobbiamo rinunciare a capire il mondo osservandolo. Ero a Parigi 3 giorni dopo  l’attentato. Paura ? No. Bisogna avere gli occhi aperti ovunque, anche  sotto casa propria,  altrimenti hanno vinto loro, ha vinto il male,  ci bloccano, manipolandoci e rendendoci schiavi.”

-Il viaggio che ancora non hai fatto? E cosa riporti a casa dai Paesi  visitati?

“Marte..!”. mi dice sorridendo, ” più viaggi e più vuoi vedere… Tra gli sceriffi del Colorado o tra gli odori e colori del Snegal, da qualsiasi luogo porti indietro qualcosa. In wolof, lingua del Senegal  mi fu detto ”  voi europei avete l’orologio, noi abbiamo il tempo”, anche questa è una lezione da portare a casa! A Cuba nello sguardo degli anziani, nei colori , negli odori ci trovi la vita. Mi piace ascoltare le loro storie, come quella del fratello del kamikaze che si lanciò sulla nave dei traditori alla Baia dei Porci che volevano sovvertire Fidel Castro.”

Cosa metti in valigia?

“Uno smanicato di pile, un collo di pile, in relazione agli sbalzi termici, i trucchi, tacchi a spillo dai 10 ai 12 cm…”

Cosa farai da grande?

“Sogno il flusso della vita, ètutto collegato da un filo e tutto ha un senso. Pensavo di avere più vite parallele, invece sto percorrendo un viaggio, una linea, un destino che seguo. Quindi voglio seguire il flusso della vita imparando a riconoscere le cose belle”.

Facendo questa intervista si è fatta mezzanotte… auguri di cuore per questa tua nuova primavera!

“Grazie…”

 

 

 

 

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