In “Salerno, città di Matteo” rivivono ricordi ed emozioni del Centro Storico.

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Studenti tra tradizioni e racconti-

Leggere “Salerno, città di Matteo” è come essere condotti per mano nel cuore della città, un cuore antico e colmo di ricordi.
Si, perché le Fornelle, rione del centro storico, è luogo di tradizione e storie salernitane.

Ciò che traspare dal testo è la passione e la dedizione della docente Marianna Bortone Blasi che ha lasciato liberi 48 studenti del Corso G della scuola secondaria di I grado “Lanzalone” dell’Istituto Comprensivo “G. Barra” di Salerno, di andare alla scoperta del loro quartiere, da via Tasso a via Portacatena, da via Fusandola a via Spinosa a via Porta di Mare, alla scoperta di personaggi, feste, costumi, tradizioni, luoghi e riti che da sempre caratterizzano la vita della città.

Le farfalle di Mario Carotenuto in copertina sembrano voler riecheggiare la purezza dei ragazzi mentre scoprono il loro mondo.
Di qui le interviste a vari salernitani che hanno dato un contributo alla loro sete di conoscenza.

Le interviste sono state rivolte a Monsignor Luigi Moretti, Don Michele Pecoraro, Don Claudio Raimondo, Alfonso Grieco, Corradino Pellecchia, Aniello Palumbo, i portatori, Enrico Visco, Ferdinando Cappuccio, Antonio Bottiglieri, Eduardo Scotti, Erminia Pellecchia, Marcello Napoli, Mario Carotenuto, Orazio Boccia, Matteo Bonavita, Mario Pantaleone, le signore delle “Fornelle”. Le testimonianze sono a cura di Carlo Adinolfi, Raffaele Annunziata, Francescopaolo Ferrara, Elisa Nigro, Franca Ventre.Le lezioni di giornalismo agli studenti sono state tenute da Francesca Blasi, giornalista ANSA.

Pubblicato dalla Fondazione Comunità Salernitana il volume è andato oltre il progetto didattico avvicinando, così, le ultime generazioni a periodi storici e realtà lontane.
“La scuola si è fatta laboratorio di ricerca e luogo di rielaborazione e di produzione culturale, nonché di promozione sociale e civile” ha scritto Annamaria Grimaldi, Dirigente Scolastico; “un progetto corale, simbolico di sociale convivenza, voglia di voler ricordare e preservare il nostro passato” ha commentato il Presidente della Fondazione Comunità salernitana, Antonia Autuori che ha presentato il lavoro dei piccoli redattori come “un lavoro di riappropriazione culturale”

Il legame di Salerno con San Matteo, la traslazione del suo corpo, la Cattedrale di Salerno voluta da Roberto il Guiscardo, il culto dei salernitani per i Santi Martiri, le feste, le tradizioni, la processione, il Tesoro del santo patrono, i portatori, il manto dei fiori della processione, il significato delle tradizioni, le antiche porte della città, le ferite della guerra, il poeta Alfonso Gatto, le drammatiche giornate dell’alluvione, i quadri di Mario Carotenuto, i locali caratteristici della città, il Vicolo della Neve e la Pasticceria Pantaleone, e poi le signore delle Fornelle, linfa vitale del quartiere: emozioni e ricordi per un libro intriso di colori e atmosfere tutte salernitane.

Claudia Izzo

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