A Salerno: 19-20 Marzo Giornate FAI di Primavera

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Ritorna l’appuntamento del FAI, Fondo Ambiente Italiano, giunto alla sua 24esima edizione. Aperte così le porte, nelle scorse edizioni, a 9000 luoghi solitamente chiusi al pubblico in più di 3600 città d’Italia, consentendo a 8,5 milioni di persone di ammirare splendori d’Arte.

A Salerno si potrà visitare:

Chiesa di santa Trofimena- Piazza Matteo D’Aiello
Una delle più antiche della città, le prime notizie risalgono all’839, edificata nel luogo dove, secondo la leggenda, erano state custodite per una notte le reliquie della Santa patrona di Minori, prima di essere trasferite. La chiesa di Santa Trofimena è legata alla colonia di Amalfitani che fin dall’alto medioevo abitarono il cosiddetto quartiere delle “fornelle”, nella parte occidentale del centro storico. I recenti interventi di restauro e gli scavi archeologici, hanno messo in luce caratteristiche diverse rispetto all’impianto attuale: ad esempio un orientamento verso est, invece che verso ovest. L’edificio è ad unica navata, con strutture verticali di tufo; presenta una volta a botte e pavimento in piastrelle di maiolica e in cotto. L’attuale facciata, costruita allo scopo di nascondere l’alzato delle due originarie absidiole laterali, risale all’Ottocento e presenta un’ampia finestra ed un timpano semicircolare che tendono ad accentuare lo slancio dell’edificio.

Chiesa SS Annunziata – Via Porta Catena
Elegante Chiesa restaurata in forme barocche nel XVIII secolo. La facciata è scandita da lesene con capitelli ionici e corinzi; il portale è sovrastato da un bassorilievo rappresentante l’Annunciazione. L’interno a navata unica, è dominato dall’altare maggiore in marmo e da due grandi dipinti raffiguranti San Francesco di Paola e San Biagio vescovo. Notevole l’organo in legno in stile neogotico pervenuto a Salerno nel 1888. Opera di Ferdinando Sanfelice è il bel campanile su quattro ordini sovrapposti, che sorgeva presso la scomparsa Porta Catena. Negli ultimi ordini è alleggerito da monofore e oculi, arricchiti da cornici scolpite in pietra. Una cuspide a pinnacolo con volute ne rifinisce l’elegante silhouette.

Chiesa di San Giovanni di Dio – Via Portacatena ,62
L’Ospedale venne costruito nel XII secolo (1183) per volontà di Matteo d’Aiello, cancelliere salernitano alla corte di Guglielmo II re di Sicilia. Sorgeva in un’area limitrofa alla chiesa San Giovanni de Busanole, caratterizzata da giardini e vigneti. La creazione di un ospedale, in prossimità delle mura di fortificazione e vicino agli approdi marini, era funzionale per pellegrini, mercanti e poveri indigenti. La chiesa di San Giovanni, nella configurazione attuale si caratterizza per un impianto controriformato: presenta un’unica navata longitudinale con abside semicircolare e copertura con volta a botte. Ai lati si aprono quattro cappelle laterali, con arcate a tutto sesto, ed una piccola cantoria sulla controfacciata d’ingresso. Sull’esterno la facciata si presenta allineata con la cortina di edifici prospettanti la via Porta Catena. Il campaniletto sorge in posizione arretrata rispetto alla chiesa.
Visite guidate: domenica 20 Marzo, ore 16,30

Quartiere Fornelle : La Fontana del settecento – Piazza Matteo D’Aiello
Rione del Centro Storico già collocato entro il perimetro delle mura cittadine, in prossimità dell’Ospedale San Giovanni di Dio, oggi ampiamente trasformato dopo l’alluvione del 1954. L’origine si deve ad un insediamento di età medievale da parte di gruppi provenienti dalla Costiera Amalfitana, qui deportati dal principe Sicardo, dopo aver saccheggiato la loro città. In quell’occasione vi furono trasferite le reliquie di Santa Trofimena. Il rione prende il nome dai piccoli forni per la cottura delle ceramiche, costruitivi dai Vietresi; si estendeva fino alla Chiesa dell’Annunziata, dove sorgeva la porta della città, ed era circoscritto dal torrente Fusandola. In Piazza Matteo d’Aiello si trova la bella Fontana delle Fornelle, la cui costruzione risale al XVII secolo.

Chiesa di Sant’Anna al Porto -Via s. Teresa
La chiesa venne consacrata nel XIII secolo e faceva parte del Convento di Santa Maria di Porto Salvo. Verso la fine del ‘500 subì una profonda ristrutturazione che ne trasformò la pianta in forma di ottagono con cappelle laterali. Il portale, delimitato da lesene con capitello dorico che sorreggono un frontone, dà accesso al vestibolo che precede l’interno dell’edificio. Delle sette cappelle, quattro sono semicircolari, poste lungo i lati obliqui e tre quadrate lungo i lati ortogonali. Cinque, inoltre, sono dotate di altare sovrastato dalle statue di Santa Caterina, del Redentore e della Vergine, un quadro della Madonna del Rosario e, sull’altare maggiore, un busto ligneo di Sant’Anna. Sull’architrave di ingresso della sagrestia è posta la Madonna di Porto Salvo, opera di Luigi Montesano risalente al 1841. La santa era protagonista di una processione che coinvolgeva pescatori o gente del porto. Caratteristiche erano le “cente”, costituite da centinaia di candele, foggiate a forma di barche che le donne portavano in testa
Visite guidate, domenica 20 Marzo ore 18,30

Ex Convento di San Francesco di Paola -Pefettura di Salerno Uffici territoriali del Governo – Piazza Luciani
Il convento di San Francesco di Paola è ubicato a destra del torrente Fusandola, in un luogo molto suggestivo, in prossimità del mare. Fu eretto dai Padri Minimi nel 1516, quando il Principe Sanseverino e il Senato della città concessero loro la chiesa di San Bernardino fuori Porta Catena, l’area contigua per costruirvi il Convento, ampi giardini e orti fertili per l’abbondanza di acque dolci. Negli atti del Sinodo Colonna del 1579 compare tra i monasteri di Salerno come “Monasterium S. Francisci de Paula. Ordinis Minorum eiusdem Sancti”.
Visite guidate, domenica 20 Marzo, ore 17,30

Museo della ceramica “Alfonso tafuri” – Largo Cassavecchia
Nel 1987 Alfonso Tafuri, l’orafo gentiluomo, ha raccolto una collezione privata di ceramiche nel palazzo Mancuso, ai cui ambienti ha affidato il compito di proteggere e conservare una vita di sacrifici, trattative, ceramiche e riggiole, memorie e fantasmi. La collezione Tafuri è popolesca, semplice, più vicina alle persone della strada, dei vicoli, delle case abbracciate, che a quelle di una società idealizzata, dipinta, teorizzata. Si estende lungo una forbice cronologica molto ampia, dal XIV secolo ai tempi moderni. La raccolta più importante è costituita dalle “riggiole”, mattonelle in cotto dipinte a mano, tipiche del Settecento napoletano e dell’Ottocento di Vietri, utensili da lavoro del XIII secolo e ceramiche vietresi. Sono esposti anche boccali, giarretelle, piatti e altri oggetti in ceramica di manifattura locale. Si possono ammirare esemplari di vasellame vietrese del XIX secolo e dalla produzione di Giffoni Valle Piana e Cerreto Sannita. I pezzi del periodo tedesco sono rappresentati da artisti che operarono a Vietri negli anni 1920-1947: Riccardo Dolker, Irene Kowaliska, Guido Gambone, Giovannino Carrano.
Visite guidate, Domenica 20 Marzo ore 12,00

Palazzo Pedace Via Portacatena,50
La struttura, attualmente sede della Delegazione FAI Salerno, è il risultato di una serie di interventi di ampliamento cominciati alla fine del Seicento. Lungo via Porta Catena sono ancora visibili le antiche vestigia medievali del palazzo. Al piano terra sono stati riportati in luce resti di colonnati in stile gotico, appartenenti forse ad uno spazio cultuale, come indicherebbe una piccola croce scolpita su uno dei capitelli. Al piano superiore, nell’attuale sede del Parco Scientifico e Tecnologico, sulla volta del salone di rappresentanza e del piccolo vano ad esso collegato si possono ammirare un grande dipinto raffigurante “Erminia fra i pastori” ed “Il sogno di Giuseppe”, entrambi di ottima esecuzione, ispirati ai dipinti del maestro napoletano Francesco De Mura.
Visite guidate, domenica 20 Marzo ore 16,30

Chiesa di San Giovanni di Dio – Via Portacatena ,62
L’Ospedale venne costruito nel XII secolo (1183) per volontà di Matteo d’Aiello, cancelliere salernitano alla corte di Guglielmo II re di Sicilia. Sorgeva in un’area limitrofa alla chiesa San Giovanni de Busanole, caratterizzata da giardini e vigneti. La creazione di un ospedale, in prossimità delle mura di fortificazione e vicino agli approdi marini, era funzionale per pellegrini, mercanti e poveri indigenti. La chiesa di San Giovanni, nella configurazione attuale si caratterizza per un impianto controriformato: presenta un’unica navata longitudinale con abside semicircolare e copertura con volta a botte. Ai lati si aprono quattro cappelle laterali, con arcate a tutto sesto, ed una piccola cantoria sulla controfacciata d’ingresso. Sull’esterno la facciata si presenta allineata con la cortina di edifici prospettanti la via Porta Catena. Il campaniletto sorge in posizione arretrata rispetto alla chiesa.
Visite guidate, domenica 20 Marzo, ore 16,3o

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