Pino Zecca alla sua opera prima

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Cultura-

Pino Zecca è una persona attiva e impegnata in più campi: appassionato cultore di cinema e di teatro, studioso di Civiltà Partenopea, in particolar modo quella canora e musicale, nonché socio attivista del WWF Napoli. Ed adesso ecco la pubblicazione di una sua raccolta di poesie, scritte in un arco di tempo di quasi vent’anni, frutto di ispirazioni e sensazioni nate dall’osservazione acuta della realtà e dalle introspezioni di un animo sensibile che non disdegna di emozionarsi davanti allo spettacolo, sempre pieno di significati, della vita.

L’autore offre ai lettori versi raccolti in gruppi tematici che vanno da intime riflessioni sull’amore e sulla vita, alla nostalgia per un passato irripetibile e a un sentito omaggio alla sua amata Napoli e al Sud che “si porta sulle spalle quella dose di fragilità che spetta ad ogni meridionale del mondo” (Manuel Vazquez Montalban). A questo proposito sorprendentemente incastonato a metà dell’opera si può gustare un vero e proprio excursus incantato di storia napoletana, che accompagna il lettore, accomodato fuori il Caffè Gambrinus con di fronte la fontana del Carciofo, ad fantasticare su re, governanti e figure storiche succedutesi nei secoli come Pedro da Toledo, Carlo di Borbone, Gioacchino Murat, Ferdinando I, Eleonora Pimentel de Fonseca, nonché personaggi illustri della napoletanità.
La sensibilità dell’autore si esprime anche con la rabbia per l’imbarbarimento sociale e le contraddizioni dei nostri tempi, con l’orrore e il rifiuto di tutte le violenze, con lo sdegno per le ingiustizie che subiscono e patiscono i poveri, gli emarginati e gli esclusi.Il linguaggio usato intende mirare dritto al cuore dei lettori, essenziale, privo di orpelli e particolari virtuosismi letterari.

Vincenzo Iommazzo

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