Per ricordare Cesare Pavese

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di Denata Ndreca-

Nella notte tra il 26 e il 27 agosto del 1950, Cesare Pavese, scrittore, poeta, traduttore, critico letterario italiano, uno dei maggiori intellettuali del XX secolo, si tolse la vita nella stanza dell’ hotel Roma a Torino, lasciando un biglietto:

“perdono tutti, e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fare troppo pettegolezzi. “
Oggi lo vogliamo ricordare con una delle più belle liriche –
VERRÀ LA MORTE E AVRÀ I TUOI OCCHI
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi –
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vidi ogni mattino
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. Ora cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Cesare Pavese

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