Natale nel mondo: Parigi tra usi e tradizioni

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di Giuseppe Esposito-

Proseguiamo il nostro viaggio attraverso le tradizioni natalizie dei diversi paesi. Dopo la Spagna ci spostiamo ora a Parigi, la Ville Lumière, cioè la città delle luci, che proprio durante l’inverno da il meglio di sé. Le giornate sono più corte e le notti più lunghe, rese fantastiche dalle decorazioni e dalle luminarie che sono tra più belle al mondo. Un motivo, questo, per passare più tempo all’aria aperta ed approfondire la conoscenza della città e della deliziosa cucina francese.

In Francia, come da noi, il Natale è la festa più importante. Esso viene subito dopo quella di San Martino, vescovo di Tour, che fu tra i primi ad essere proclamato santo e venerato, sin dal IV secolo anche dalle chiese ortodossa e copta. Egli è considerato tra i grandi santi della Gallia, assieme a Dionigi, Liborio, Privato, Saturnino, Marziale, Ferreolo e Giuliano. Il giorno della sua ricorrenza è l’11 novembre.

Già dai primi giorni di dicembre sia le case che i negozi di Parigi si arricchiscono di decorazioni natalizie e di luci e ogni angolo di Francia entra in quella particolare atmosfera, un po’ fuori dal tempo, che caratterizza il Natale. Atmosfera magica e gioiosa. Una sorta di tregua ai mali del mondo.

Sebbene ogni paese abbia delle sue peculiari tradizioni, una ve n’è che li accomuna quasi tutti: lo scambio di doni durante le festività del Natale.

A portare i doni nella gran parte dei casi è un personaggio, sempre lo stesso, che assume nomi diversi, a seconda del paese. In Francia è San Nicola o anche Papà Noël, nei paesi di lingua anglosassone è Santa Claus, in Italia è Babbo Natale.

In Francia i bimbi, prima di andare a letto la sera del 24 dicembre lasciano accanto al focolare o sotto l’albero le loro calzature o i loro zoccoli, con la speranza che Papà Noël  li riempia di doni. Sul tavolo lasciano poi una tazza di cioccolata calda che serva a rifocillarlo durante il suo gravoso giro, per i cieli del mondo.

Per i bambini quello di Natale è senza dubbio uno dei periodi dell’anno più attesi. Le vacanze scolastiche si prolungano fino al giorno dell’Epifania e, la notte del 5 gennaio, anche la Befana passerà a lasciar loro dolci e caramelle. Per gli adulti i giorni di Natale sono quelli che vedono riunite le famiglie e mentre si siede attorno al tavolo imbandito ci si racconta dei fatti della vita. Ma, come accade anche da noi, quella di Natale è una ricorrenza religiosa e per questo alla mezzanotte del 24, nelle chiese, si celebra una messa speciale.

In molte case si allestisce il presepe che vede a far da contorno alle figure classiche della sacra rappresentazione anche figurine di terracotta che rappresentano i personaggi più noti del paese, il sindaco, il parroco, le maestre e gli artigiani, ognuno dei quali reca con sé gli attrezzi del proprio mestiere. Sono tutti vestiti con abiti tradizionali, per intonarsi al resto delle figure.

La sera della vigilia si consuma una abbondante cena ed alla fine si lascia la tavola apparecchiata, nel caso che la Vergine Maria si trovi a passare da quelle parti ed abbia bisogno di rifocillarsi.

A mezzogiorno del 25 ci si siede a tavola a mezzogiorno in punto e ci si resta, spesso, fino a sera. Il menu varia da regione a regione. A Parigi non possono mancare le ostriche, il salmone affumicato, il paté de fois gras e le lumache. In altre regioni si preferisce alle ostriche del pescato più vario se non proprio ricette di terra con maiale arrostito o pollame.

In Alsazia il piatto principale è l’oca, che si consuma anche a san Martino. In Borgogna si preferisce il tacchino accompagnato da una sostanziosa purea di castagne.

Ovunque ad innaffiare il pasto non si può fare a meno dello champagne. Ma il protagonista assoluto delle mense è il dolce anch’essa diverso da una regione all’altra.

In Provenza si portano in tavola 13 diversi tipi di dessert in memoria del numero degli Apostoli. A Parigi la fa da protagonista la Bûche de Noël, cioè il tronchetto al cioccolato. Altro dolce tipico è la Galette des Rois. Una ciambella di pasta sfoglia, farcita di crema alle mandorle, al cui interno si nasconde un dono, spesso una moneta che porterà bene al fortunato che la trova.

In Alsazia, dove forte è l’influenza della vicina Germania il dolce di rito è il Kougelhopf e divesi tipi di biscotti detti Schowowebretele, a forma di cuore, di fiore o di stella. Presenti ovunque sono le meringhe a base di albume d’uovo e zucchero.

 

 

 

 

 

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