Il Manifesto d’Arte di Nera a Palazzo Genovesi

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“Vestire le immagini dell’Arte per affermare la legge dell’Amore”-

Ieri alle 19,00 presso Palazzo Genovesi a Salerno, Nera d’Auto, artista poliedrica e vulcanica ha annunziato, nell’ambito de “La mostra di Arte, musica, poesia e Letteratura”, organizzata dall’Associazione Albatros, un nuovo filone dell’Arte: “Vestire le immagini dell’Arte per affermare la legge dell’Amore”. Nera ha creato un manifesto d’Arte per presentare una nuova visione dell’Arte in un momento di profondi cambiamenti e perdita di interiorità.

Questo è un preludio alla tavola rotonda che si terrà il 18 Giugno alle ore 19,00, a Roccadaspide, presso La Casa della Luce in via dell’Arte, 7 dove saranno presenti i critici d’Arte Aldo Carrozza e Antonella Niglio, il Prof. Gaetano Sabetta della Facoltà di Missiologia dell’Università Urbaniana di Roma, il soprano Maria Pia Garofalo, la musicista Maria Rosaria Iuliano, la giornalista de “Il Mattino” Vera Eterno.

Intensa, vera, volitiva, Nera d’Auto, pittrice e scultrice da sempre affascinata dal colore e dal segno grafico, ha saputo lasciarsi condurre dall’ Arte da Roccadaspide dove vive, a New Delhi fino alla sua mostra al Museo del Louvre.

La luce delle sue opere è energia pura, infinita la sua voglia di sperimentare, pregno di significato il suo ritorno al primordiale.

-Come nasce il desiderio di un Manifesto d’Arte?

“Questo evento risponde ad un bisogno, quello di affermare che l’Arte, oggi più che mai, deve scendere nella strada. L’Arte chiusa nei Musei, sottoposta al vaglio di chi vorrebbe fare il bello e il cattivo tempo, non risponde al suo scopo. Le regole sono obsolete e occorre trovarne di nuove per dialogare e comunicare tra gli uomini”.

-Cosa propone?

“La mia proposta nasce dal fatto che l’uomo è diverso da quello di ieri, sia per l’avvento della tecnologia, sia per la perdita dell’aura di cui parlava Walter Benjamin. Certamente la tecnologia proietta l’uomo verso un futuro diverso da quell’ansimare fatto di costruzione e conoscenza, che tuttavia tende a distruggerlo, La mia proposta è quella di cercare l’uomo smarrito anche vestendosi di interiorità, coprendo il corpo delle immagini che la storia ci propone ogni giorno, affinchè con un muto linguaggio, l’uomo e le sue azioni sensibili possano essere sempre presenti e mai sottovalutate. Conoscere meglio la natura dell’uomo,il suo rapporto con l’Universo, padre generatore della materia umana è importante per avere la consapevolezza dell’essere.”

-Cos’è per Lei l’Arte, oggi?

“Cercare nelle cose di ogni giorno ciò che meglio si confaceva al mio essere è stato da sempre una priorità che trovava corrispondenza nella creatività e quindi nell’Arte. Nel tempo ho cercato di dare risposte alle mille domande che si traducono in impulsi, seguendo un fare che si associa al sentire sensibile, associato al colore , al sogno. Oggi, sempre più si parla di luce- pensiero che origina eventi; luce- energia, un uomo nuovo che può sorgere dall’indagine sul mondo dello spirito. Un uomo fatto di coscienza e responsabilità, illuminato da una luce interiore dove la fisicità e la realtà oggettiva non riveste un’importanza primaria. Con tali premesse…tante possono essere le sfaccettature dell’Arte quante sono gli individui…L’Arte oggi è variegata, confusa, antica e moderna, è nuova e viva quando si ha la forza di credere in quello che si fa.”

-Com’ è cambiata la visione dell’Arte nel tempo?
“La svolta si è avuta tra il 1950 e 1960, quando la discussione tra arte figurativa e astratta fu molto viva, retaggio di anni difficili fatti di smarrimento, incapacità comunicativa, dittatura. I regimi totalitari erano un freno al libero pensiero, dall’ America arrivava un vento di libertà con la politica del New Deal e l’espressionismo astratto di Pollock … Seguì l’Action Painting, l’Espressionismo, l’Astrattismo, l’Informale, il Fluus, la Pop Art, movimenti che si delinearono con i caratteri della società dei consumi, mentre la cultura perse la sua “Aura”per diventare cultura di massa”

-Qual è la forza dell’Arte?
“La capacità di sentirsi vivi, di poter attingere a forze generatrici…la libertà di poter creare con il proprio pensiero e per questo, sentirsi unici.”

Claudia Izzo

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