Le grandi pandemie 5. L’influenza di Hong Kong

0
392

-di Giuseppe Esposito-

Quella che prese il nome dal suo luogo di origine fu una pandemia nata nella colonia cinese di Hong Kong, nel 1968 e che si diffuse in tutta l’Asia rapidamente. Negli Stati uniti arrivò al seguito dei soldati americani che rientravano in California, dal Vietnam. La diffusione di questa pandemia si esaurì nel corso del 1968. Si trattava di una influenza aviaria appartenente al ceppo H3N2. Tale sigla sta ad indicare la configurazione delle glicoproteine virali di superficie. Nel caso specifico ci dice che delle 16 emoagglutinine (H) conosciute questo possedeva la numero 3, invece delle 9 neuraminidasi conosciute il ceppo presentava la numero2.

Il primo allarme in Europa fu dato dal Times di Londra che pubblicò la notizia di una epidemia di influenza che si stava diffondendo a partire da Hong Kong, allora ancora colonia inglese. Rispetto alle altre pandemie questa fu la meno letale, anche perché molte persone di una certa età avevano accumulato anticorpi al tempo della spagnola, il cui ceppo era molto simile a quello della nuova influenza. Essa colpiva in particolare i gruppi più sensibili, cioè anziani e neonati. Fu messo a punto un vaccino specifico che arrivò, però quando in molti dei paesi colpiti l’epidemia era giunta al suo culmine.

Per fortuna, nel corso del 1969 l’influenza si estinse gradualmente. La sua diffusione aveva raggiunto tutti i paesi della Terra, dall’Asia era giunta in America, in Europa, in Australia ed in Giappone. I sintomi erano quelli comuni a tutte le forme influenzali, febbre, mal di gola, difficoltà respiratorie che perduravano dai quattro ai sei giorni. È forse stata la pandemia meno letale del XX secolo, ma falciò, tuttavia, più di 2 milioni di vittime. Essa è stata quasi completamente dimenticata per una sua sottovalutazione o minimizzazione adottata dai governi, ma soprattutto dall’OMS, in maniera colpevole.  Vi sono, in realtà, soprattutto in Francia, testimonianze piuttosto drammatiche, come quella del dottor Dellamonica, che all’epoca aveva vent’anni e lavorava presso l’Ospedale Eduard Herriot di Lione.

In una intervista rilasciata al quotidiano Liberation, così il medico ricorda quei giorni:

Non avevamo il tempo di portar via i morti. Stipavamo i corpi in una stanza sul retro della terapia intensiva e li portavamo via quando potevamo. …Le persone arrivavano nelle barelle in condizioni terribili. Morivano per emorragia polmonare, le labbra cianotiche, grigie. Ce n’erano di tutte le età 20,30,40 e più. Il tutto è durato 15 giorni poi si è calmato. E stranamente ce ne siamo dimenticati.

Il motivo è forse legato al fatto che in quei giorni, sul finire degli anni Sessanta, i morti non interessavano né alla Stampa, né al pubblico né alle Autorità. Gli argomenti di cui si parlava erano: l’allunaggio avvenuto con l’Apollo 12 dei tre astronauti americani, Armstrong, Buzz e Aldrin;  la guerra del Vietnam in cui gli Stati Uniti erano rimasti impantanati; la fine della Rivoluzione culturale in Cina; la strage in Biafra; l’elezione di Pompidou all’Eliseo ed i disordini studenteschi del ’68 che non accennavano a placarsi ed ancora accendevano le Università.

Sebbene in Francia i contagiati fossero arrivati a 12 milioni, pari a un quarto della popolazione, i media ignoravano completamente quello che avveniva negli ospedali.

Ma la stessa OMS con una disinvoltura inaccettabile, tenne ad ottobre del ’69 una conferenza ad Atlanta in cui annunciò la fine dell’epidemia (il termine pandemia non era ancora in uso). Invece nei tre mesi successivi l’epidemia continuò a mietere vittime.

Nessuno però pensò mai di accusare le autorità, gli esperti per aver sottovalutato questa pur insidiosa malattia. Ma erano forse tempi diversi in cui la fiducia nel progresso era ancora altissima. Del resto, la scoperta degli antibiotici e dei vaccini erano ancora recenti ed avevano contribuito a debellare molte malattie.

In Italia a questa epidemia fu affibbiato il nome di spaziale, nell’entusiasmo della conquista della luna, e fece più di 20.000 morti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui