La pandemia in atto, per Chomsky ultimo madornale errore del neoliberalismo

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-di Giuseppe Esposito-

Trovo in rete una interessante intervista rilasciata da Noam Chomsky alla sezione cilena della Pressenza International Press Agency, sulla pandemia in atto. In essa il filosofo e linguista americano ha parole molto dure sulla gestione della crisi da parte dell’amministrazione di Donald Trump. Per quanto riguarda le cause della pandemia in atto, afferma che essa è la conseguenza diretta dell’ultimo madornale errore del capitalismo liberista, aggravato, sono parole sue, per quanto riguarda gli Stati Uniti, dall’indole dei buffoni psicopatici che guidano il governo presieduto da Trump. Il comportamento di quella amministrazione sta a dimostrare che i governi sono il problema e non la soluzione.

Bisogna capire tutto ciò –  afferma –  altrimenti la prossima volta potrebbe andare ancora peggio e vi lascio immaginare di quale tragedia si tratterebbe. Dopo l’epidemia di SARS del 2003, tutta la comunità scientifica internazionale sapeva che, prima o poi, il problema si sarebbe riproposto. Occorreva dunque organizzarsi per poterlo trattare come si fa la più banale influenza, ma non lo si è fatto e quella colpevole negligenza ci ha posto nella tragica condizione attuale, in cui i morti si contano a migliaia e l’economia va a rotoli. Una tragedia che si poteva scongiurare.

“Le aziende farmaceutiche –  afferma ancora Chomsky – che lucrano sulla salute della popolazione sono ricchissime, ma non investono per prevenire le tragedie che sono, per così dire dietro l’angolo, perché il mercato dice loro che ciò non è conveniente. Poi, d’improvviso, arriva la batosta ed i governi sono impotenti. Dunque torniamo all’affermazione che i governi, per i loro comportamenti scellerati, in materia economica sono il problema e non la soluzione.

Oggi, per di più, il governo americano, nel bel mezzo di una crisi che sta mietendo più vittime di una guerra, invece di riconoscere le proprie colpe è alla ricerca del capro espiatorio su cui scaricare le colpe di quanto avvenuto. Fingendo di ignorare che sono state le sue scellerate politiche in campo economico ad aver reso il pese talmente disfunzionale da non esser capace di fornire nemmeno dati precisi sulle morti ed i contagi all’OMS.”

Il comportamento del governo Trump – afferma ancora Chomsky –  è davvero surreale. In febbraio, quando già la pandemia sia andava propagando a una velocità mai prima conosciuta, cosa ha fatto il governo? Ha tagliato i fondi al Centro per la prevenzione ed il Controllo delle Malattie per dirottare i fondi verso l’industria petrolifera e gli armamenti.

Alla domanda se la pandemia cambierà il mondo, il filosofo risponde che tutto dipende dai giovani e dalla reazione delle popolazioni mondiali. C’è il rischio che si scivoli verso governi autoritari e repressivi che accentuino ancor più il modello neoliberista. Il capitalismo non cederà sua sponte, in assenza di una spinta dal basso.

Per ciò che riguarda poi agli scenari geopolitici possibili, Chomsky critica quanto sta avvenendo in Europa e dice:

Quello che avviene a livello internazionale è davvero scioccante. Vi è questa cosa che chiamano Unione Europea. Bene uno dice Unione. OK diciamo. Guardate la Germania, sembra che stia gestendo bene la crisi … poi c’è l’Italia dove la crisi è acuta. Sta ricevendo aiuto dalla Germania? No! Riceve aiuti da Cuba, dalla Cina che invia materiali, ma non ricevono assistenza dai pesi ricchi dell’Europa. Il che è tutto dire.

Alla richiesta di un parere sulla globalizzazione dice:

Non c’è niente di sbagliato nella globalizzazione in sé, ma la domanda da farsi è, quale forma di globalizzazione? Quella che si sviluppata fino ad oggi lo ha fatto sotto il segno del neoliberismo. È stato tutto progettato. È ciò che ha arricchito sempre i ricchi e che ha dato un potere enorme nelle mani di corporazioni e monopoli. È quella cha ha creato una economia estremamente fragile, basata sul modello dell’efficienza, nella quale si produce al minor costo possibile. Un tale stato di cose porta, ad esempio a che gli ospedali non abbiano certe cose perché non sono efficienti: vedi i reparti di terapia intensiva in Italia. Ma questo modello sta crollando poiché non è in grado di affrontare qualcosa che è andato storto. Quando si progetta un sistema fragile e si concentra tutta la produzione in un solo paese, come la Cina … Guardate ad esempio la Apple. Fa degli enormi profitti, ma solo una minima parte di essi resta in Cina. Tutta l’attività si svolge in un luogo dove i colossi hanno impiantato dei minuscoli uffici in paesi quali, ad esempio l’Irlanda, dove possono pagare tasse estremamente ridotte. Ma come possono nascondere il denaro nei paradisi fiscali che ormai sono anche nel cuore dell’Europa? È forse una legge di natura? No, naturalmente e ciò fino all’avvento di Reagan, in America era proibito. Poi Reagan lo ha reso legale. Insomma fa tutto parte di un progetto e, dalle decisioni ad esso conseguenti discende la condizione che, oggi, è sotto gli occhi di tutti. Questo è uno dei motivi per cui cresce quello che erroneamente è stato definito populismo. Il fatto è che la gente è arrabbiata, risentita ed odia i governi in modo giustificato. Tutto ciò crea un terreno fertile per i demagoghi.

 

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