La Ferdinando I, Storia della prima nave a vapore nel Mediterraneo

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-di Giuseppe Esposito-

Il Regno delle Due Sicilie nella prima metà del XIX secolo e fino alla conquista piemontese era stato all’avanguardia in molti settori tecnologici e, vista la sua posizione, non poteva mancare la cantieristica navale.

A Napoli fu infatti progettata e costruita la prima nave a vapore che solcò il Mediterraneo, la Ferdinando I.

Dopo la Restaurazione, seguita all’occupazione francese, Ferdinando decise di dar seguito alla politica iniziata da Murat di potenziamento dei cantieri di Castellammare. Essi furono, tra l’altro, dotati di un avanscalo in muratura per agevolare il varo dei vascelli. Furono emanate le Ordinanze Generali della Real Marina ed il Regolamento per l’Accademia di Marina in cui si formavano gli ufficiali e si diede impulso agli studi matematici e astronomici, necessari per la navigazione.

In quel tempo, in America, Robert Fulton aveva costruito il primo battello a vapore, il Clermont, con cui compì il viaggio da New York ad Albany in 32 ore. Il progetto fu poi migliorato in Inghilterra, dove fu costruito il battello Elise.

Il Regno delle Due Sicilie intanto, grazie ai benefici concessi agli investitori stranieri attirava imprenditori da tutta Europa. Come sarebbe poi avvenuto più tardi per i Wenner e gli Schlapfer che vennero ad installare le loro filande a Salerno, e grazie alle quali fu definita con l’appellativo di Manchester delle Due Sicilie.

Nel 1816 il mercante francese Pierre Andriel, nativo di Montepellier che era interessato ai progressi che si facevano nella navigazione a vapore, decise di venire a Napoli e tentare l’avventura imprenditoriale in quel settore. Nella capitale ritrovò un suo amico, Fortunato Adolfo Wolf che lì risiedeva già da tempo e col quale fondò una società che ottenne dal re la privativa per 15 anni per l’avvio della navigazione a vapore.

Alla società di Andriel si associarono anche il ministro delle Finanze, il principe de’ Medici e l’ingegner Carlo Filangieri (figlio di quel Gaetano autore della monumentale Scienza della Legislazione) che era molto interessato alla tecnologia delle macchine a vapore.

Fu dato l’incarico a Stanislao Filosa, costruttore di battelli, di mettere in cantiere nella darsena di Vigliena un nuovo battello che fu intitolato al re, col nome di Ferdinando I.

La nuova nave era lunga 38,80 m e larga 6,15 m. Fu dotata di un apparato propulsore da 45 HP e dotata di due ruote laterali a pale, ciascuna delle quali pale aveva una lunghezza di 1,20 m. A poppa furono ricavate 16 cabine per i passeggeri ed a prua una sala comune con 50 posti a sedere. Sul ponte vi era spazio per accogliere due o tre carrozze.

Fu una esperienza molto interessante e fece capire al sud quali fossero le sue capacità.

La nave scese in mare, una prima volta il 24 settembre 1818 al comando dell’alfiere di vascello della Regia Marina, Giuseppe Libetta, accompagnato da un ingegnere che doveva controllare il funzionamento dell’apparato  motore.

Il primo vero viaggio fu però compiuto successivamente sotto il comando di Andrea Di Martino, pilota della Flotta Regia.

Purtroppo questo primo esperimento non fu coronato dal successo. I passeggeri avevano paura di viaggiare a bordo di una nave che sputava fuoco e spesso, quando attraccavano in porto, c’era sempre qualcuno che accorreva per spegnere l’incendio che, pensavano, fosse scoppiato a bordo della nave.

Andriel  liquidò la società e tornò in Francia, chiudendo così quella prima esperienza di navigazione con battelli a vapore.

Era stato però mosso il primo passo e la navigazione a vapore aveva fatto il suo esordio nel Mediterraneo, partendo da Napoli.

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