In morte del Piccolo Principe

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-di Giuseppe Esposito-

Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint Exupéry, noto anche con lo pseudonimo di Tonio, è l’autore del romanzo forse più tradotto al mondo, se si escludono i testi religiosi.

La sua opera più nota “Il piccolo principe” è stata tradotta in più di 300 lingue diverse. Nacque a Lione il 29 giugno del 1900. Era il terzo dei cinque figli del visconte Jean de Saint Exupéry e di Marie Boyer de Fonscolombe. A quattro anni rimase orfano del padre e la mamma, famosa pittrice si trasferì nel castello di Saint Maurice de Rémens, nei pressi di Le Mans. Antoine compì gli studi prima presso i gesuiti di Notre Dame de la Sainte Croix, dove fu ricordato come l’allievo più prepotente e viziato. Frequentò poi il collegio Montgré a Villefranche sur Saone ed ancora quello dei padri maristi a Friburgo in Svizzera. Fu iscritto infine al liceo Saint Louis di Parigi. Durante la prima guerra mondiale patì molto la lontananza della madre, crocerossina all’ospedale di Amberien e poi la perdita del fratello François, morto a causa di un reumatismo articolare. Nel 1921, fallito il tentativo di entrare alla Scuole Navale si arruolò nel II Reggimento d’Aviazione di stanza a Strasburgo, dove ottenne il brevetto di pilota. Ebbe una relazione con la scrittrice Louise Leveque de Villemorin. Nel 1926 pubblicò  il primo racconto, “L’aviatore” sulla rivista “Le Navire d’Argent”.

Nell’ottobre del ’26 fu assunto come pilota dalla Aéropostale per il trasporto della posta da Parigi a Dakar. Nel ’29 pubblicò il suo primo libro “Corriere del sud” e nel ’31 “Vol de nuit”, che ebbe il premio Femina 1926. Nel 1930 lo si ritrova come direttore della linea aerea di Aèrospatiale tra la Francia e l’Argentina. Nella capitale argentina conosce la scrittrice Consuelo Suncin  Sabdoval Zeceña de Gomez e poco dopo tempo la sposa. Il matrimonio a causa delle lunghe separazioni per i relativi impegni fu molto burrascoso e di quelle vicende si troverà più tardi traccia nella autobiografia di Consuelo, ritrovata vent’anni dopo dalla sua morte avvenuta nel 1976. Alla pubblicazione, avvenuta quasi vent’anni più tardi, l’opera ebbe un successo incredibile diventando un best seller.

La sua vita avventurosa.

Nel 1935 Saint Exupéry tentò il raid da Parigi a Saigon, ma il suo aereo cade nel deserto. Lo scrittore fu salvato da un beduino e quindi riportato in Francia da un aereo della Regia Aeronautica di stanza a Derna. Nel 1936 fu mandato in Catalogna, come inviato nella guerra civile spagnola dal giornale “L’Intransigeant”.

Nel 1936 uscì il romanzo “Terra degli uomini” che fu premiato anche dalla Academie Française.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale scriveva per Paris Soir. Arruolato ne L’Armée de l’Air ebbe il grado di capitano di complemento e fu assegnato alla ricognizione aerea. Il 22 maggio del 1940 compie una ardita missione su Arras che gli valse anche la nomina per la Croce di guerra. Quella vicenda è richiamata nel suo romanzo “Pilota di guerra”.Fu anche negli Stati Uniti ed in Canada per convincere quei paesi ad entrare in guerra contro il nazismo. Ma non fu ascoltato poiché Negli Stati Uniti era considerato un gollista, mentre in Canada era visto come collaborazionista petainista.

Quando infine gli americano scendono in campo Antoine si arruola nella nell’aviazione americana.

Nel frattempo aveva scritto la sua opera più importante, “Il piccolo principe” che fu pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti ed in inglese. E dall’America inziò il suo stupefacente viaggio attraverso il mondo.

 Il 31 luglio del 1944 partì dall’aeroporto militare di Borgo, in Corsica per una missione sulle coste francesi, a bordo di un aereo F5 della Lockeed. Ma non fece più ritorno alla base. La sua morte costituì un mistero ed i resti del suo aereo furono ritrovati solo nel 2004 davanti all’isola di Riou ad una profondità di 60 metri. Le indagini per accertare che quello fosse davvero il suo aereo furono piuttosto laboriose, ma alla fine il verdetto emesso riconobbe in quel relitto i resti dell’aereo di Antoine de Saint Exupéry.

Nel 2008 Horst Rippert, ex pilota della Luftwaffe dichiarò che nella notte del 31 luglio 1944 era in volo sul Mediterraneo a bordo del suo Messerschmitt Bf 109, quando si accorse di un aereo americano da ricognizione, un F5, che volava sotto di lui. Decise di abbatterlo, senza, ovviamente sapere chi fosse ai comandi del ricognitore. Quando poi ne venne a conoscenza sperò a lungo che non si fosse trattato dello scrittore il cui romanzo “Il piccolo principe” era già noto in Germania e che lo stesso pilota tedesco aveva letto.

La fatalità è sempre in agguato nelle vite degli uomini ed in guerra può anche avvenire di compiere atti di cui poi in seguito ci si pente. Eppure al momento sottrarvisi è pressoché impossibile.

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