Imbavagliati di Désirée Klain: oggi il caso di Julian Assange

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NAPOLI. Sarà la video-testimonianza in esclusiva per “Imbavagliati” di John Shipton, in difesa del figlio di Julian Assange, ad aprire oggi sabato 19 dicembre alle ore 11,  sul sito www.imbavagliati.it la terza giornata del Festival Internazionale di giornalismo civile, ideato e diretto da Désirée Klain, che dal 2015 dà voce a quei giornalisti che nei loro paesi hanno sperimentato il bavaglio della censura e la persecuzione di regimi dittatoriali e, nonostante il giro di vite contro la stampa, hanno corso seri pericoli per raccontare, denunciare.

“Diversamente Liberi” è il tema della sesta edizione della manifestazione contro i bavagli. Un modo per accendere una luce, in stretta collaborazione Amnesty International Italia, con testimonianze dirette, in quei paesi (sessantanove nel mondo), dove l’omosessualità è ancora un reato, in molti casi punibile anche con la morte. Protagonisti sono anche quei coraggiosi reporter, attivisti, che vivono sotto scorta o sono ingiustamente detenuti, anche loro “Diversamente Liberi.

Come Assange, giornalista, programmatore e attivista australiano, cofondatore e caporedattore dell’organizzazione divulgativa WikiLeaks, che dal 2006 pubblica documenti da fonti anonime e informazioni segrete. Proprio a causa della divulgazione di queste notizie ritenute “scomode” è stato arrestato. Le vicende giudiziarie legate a WikiLeaks aprono molti interrogativi sul futuro del giornalismo d’inchiesta. L’accusa che viene formulata a Julian Assange dal Dipartimento di Giustizia americano, infatti, rischia per molti di costituire un grave precedente per tutto il mondo della stampa. Lo stesso Shipton, nel video-appello in esclusiva per “Imbavagliati – Festival Internazionale di Giornalismo Civile”, afferma che: “lottare per Julian e per la sua liberazione significa combattere per tutti noi, contro gli Stati che si stanno prendendo la libertà di distruggere comunità, persone, noi stessi, per detenere quei privilegi a cui non intendono rinunciare”.

Del caso Assange si parlerà con il giornalista Stefano Corradino, inviato di Rainews e direttore di Articolo21.

A seguire “In ricordo di Andy Rocchelli e Andrei Mironov”, un incontro con Ferdinando Maddaloni, regista e amico di Mironov, l’interprete e attivista russo ucciso nel maggio del 2014 in un attacco di mortaio assieme al fotoreporter italiano Andy Rocchelli a Sloviansk, mentre documentavano gli scontri armati pre-elettorali nell’Ucraina orientale. “Andrei è stato il mio Virgilio – scrive il regista, del quale vedremo anche estratti dei suoi documentari – Andrei mi ha accompagnato, non solo fisicamente, nell’inferno dei territori più bui dell’animo umano, accendendo una luce quando era possibile comprendere, spegnendola quando riteneva impossibile andare oltre l’umana comprensione. Con Andrei ho discusso tante volte; era l’unico che riusciva a zittirmi con quel suo proverbio: ‘Caro Ferdinando, non cercare la logica dove non l’hai messa tu’”.

Ore 16 Per “Diversamente liberi” si svolgerà il convegno promosso dalla Federazione Nazionale della Stampa, Il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania e Articolo21.  Le querele temerarie sono uno degli strumenti più diffusi con cui in Italia si mette il bavaglio alla stampa. In Europa vengono definite Slapp (Strategic lawsuit against public participation). Una minaccia di maxi risarcimento può indurre una testata giornalistica o un cronista a non proseguire una inchiesta. Sono anni che la Federazione nazionale della stampa italiana chiede una regolamentazione, ma più di un progetto di legge è rimasto nel cassetto. Cosa che si sta ripetendo anche nell’attuale legislatura. Se ne parlerà in un incontro al quale parteciperanno Claudio Silvestri (Segretario del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania), Raffaele LoRusso (Segretario Nazionale della Federazione Nazionale, della Stampa), Vittorio Di Trapani (Segretario UsigRai), i giornalisti Francesca Ghidini, Nello Trocchia, e Paola Rosà (Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa-OBCT).

“Imbavagliati- Festival Internazionale di Giornalismo Civile”, prodotto dall’Associazione Culturale “Periferie del Mondo – Periferia Immaginaria”, è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e dalla Fondazione Polis della Regione Campania per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati. Ed è stato realizzato in collaborazione con: la Federazione Nazionale della Stampa, la Fondazione Banco di Napoli, l’UsigRai, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Articolo 21, e con il patrocinio di Amnesty International Italia e Unicef Italia.



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