Il compleanno del Museo di Capodimonte

0
167
Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

Il 5 maggio cade un anniversario che nulla ha a che vedere con quello napoleonico dell’ode manzoniana, ma riguarda il 63° anniversario dell’apertura del Museo e delle Gallerie Nazionali di Capodimonte, avvenuta, per l’appunto, il 5 maggio del 1957.

A tagliare il nastro, alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi fu l’allora sovrintendente Bruno Molajoli.

La ricorrenza sarà celebrata sul sito del Museo e Real Bosco di Capodimonte:  (www.museodicapodimonte.beniculturali.it).

Le tappe principali dei lavori di sistemazione saranno ricordate dall’architetto Rosa Romano con un testo corredato da foto e documenti d’epoca forniti dalla Fondazione De Felice, dall’Archivio Carbone e da video dell’Istituto Luce.

In occasione dell’apertura del Museo fu pubblicato un volume intitolato: “Notizie su Capodimonte” in cui il sovrintendente Molajoli così si esprimeva: “Dopo cinque anni di intenso lavoro, Capodimonte si apre al pubblico.” Da quelle parole traspariva l’obbiettivo di ridare alla città e al paese un pezzo della sua storia e di mostrare quella storia ad un pubblico il più vasto possibile.

Il nuovo museo è la somma di ben tre diversi musei – affermava Molajoli,  che proseguiva poi dicendo – L’idea è quella di creare un grande istituto in cui il pubblico possa trovare un filo conduttore, una scelta, una varietà di interessi culturali, uno stimolo estetico senza, tuttavia, rimanerne oppresso, intimidito. Esattamente cento sale oggi costituiscono lo sviluppo complessivo di questa raccolta a disposizione del pubblico.”

La sistemazione e l’ampliamento del museo fu favorita anche dalla partenza dei duchi d’Aosta che nel palazzo avevano la loro residenza sin dai primi anni del XX secolo.

Il sovrintendente Molajoli potè quindi trasferire a Capodimonte tutte le pitture che erano in parte accolte ancora nel vecchio Palazzo degli studi, realizzando così, anche l’auspicio di Benedetto Croce, di destinare quell’edificio alla sola funzione di Museo Archeologico.

La nascita ufficiale del Museo fu sancita da un decreto firmato nel 1947, ma i lavori di ristrutturazione della Reggia ebbero inizio solo nel 1952, finanziati dalla Cassa del Mezzogiorno. A seguire la ristrutturazione fu lo stesso Molajoli insieme a  Ferdinando Bologna e a Raffaello Causa.

L’allestimento museografico fu invece elaborato da Ezio De Felice e fu lodato universalmente e preso a modello per lungo tempo. L’apertura del nuovo museo fu acclamata su tutti i giornali dell’epoca e sul numero de 2 giugno dell’Europeo, Riccardo Longhi così scriveva:

Sfiancati dalle mostre … ci si ristora volentieri alla mostra finalmente di un museo … Il principio della storia è quando Paolo III Farnese ha il buon gusto, (l’orgoglio) di posare per Tiziano; il mezzo è quando tocca a Carlo di Borbone di ricevere in sorte di incamerare i beni della madre Elisabetta Farnese e di portarseli a Napoli; il fine è quando Molajoli li riporta, con ben altro animo a Capodimonte.”

Dunque i dipinti della collezione dopo vari trasferimenti al seguito dei sovrani che li possedevano, si fermarono definitivamente a Napoli nel 1757, ma bisognò aspettare altri due secoli perché essi trovassero sede definitiva a Capodimonte.

Per uno strano caso, per un gioco della sorte l’anniversario dell’apertura del Museo capita il  5 maggio dopo aver riaperto ai visitatori il 4, dopo la chiusura per la pandemia da Coronavirus.

Il nostro auspicio è che non si debba nuovamente vederlo chiuso per il Covid-19 e che questa enorme tragedia che ci affligge ancora possa passare nel repertorio dei ricordi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui