Grande successo ad Eboli per la Compagnia del Giullare

Aprile 30, 2018 0 Comments Cultura 370 Views
Grande successo ad Eboli per la Compagnia del Giullare

In collaborazione con MOA, Mo’ Art, Sophis e Monochrome Art e con il patrocinio morale del comune di Eboli,  sabato 28 Aprile la Compagnia del Giullare è stata in scena al MOA – Museo of Operation Avalanche di Eboli, con lo spettacoloIL DIARIO DI ADAMO ED EVA, da Mark Twain . La regia è stata curata da  CARLA AVARISTA,  con i costumi di Stefania Pisano, consulenza scenica di Franco Alfano, Elena Scardino, disegno luci di Virna Prescenzo,
grafica di  ABCom, per una produzione della  Compagnia del Giullare, Cast: Ciro Girardi, Brunella Caputo.

Adamo ama la solitudine. Adamo è indolente, concreto, un po’ rozzo, indifferente al panorama; non gli importa dei colori del cielo al tramonto, meglio controllare la frutta per testarne il grado di maturazione. Eva è ingenua, vitale, intraprendente, romantica; per lei il mondo è un incanto e va pazza per i colori. Parla, parla, parla in continuazione, e contrariamente ad Adamo, sente il bisogno di affibbiare nomi a tutte le cose: la rosa non può chiamarsi che rosa, i puntini luminosi nel cielo sono certamente le stelle; il biblico giardino diventa il Parco delle Cascate del Niagara. Difficile immaginarli più diversi (Adamo, infatti, ritiene di non aver perso nessuna costola); eppure i contrari sono destinati fatalmente ad attrarsi.

Lo scrittore americano Mark Twain concepisce i diari di questi illustri progenitori in due momenti distinti: “Il diario di Adamo” è del 1893, quello “di Eva” del 1905. Con fine umorismo carica i due malcapitati di tutti i difetti (ma anche di pregi) per trita convenzione attribuibili all’uno o all’altro genere. Cavalca con ironia tutti gli stereotipi del caso, gioca di realismo tra effetti paradossali e consapevolezze di modernità. La fine è nota: i due si amano, anche per Twain.
Sul palcoscenico il racconto si anima in un’atmosfera fantastica e sospesa. La vita di Adamo ed Eva procede serenamente nel Giardino che assomiglia tanto a un parco, fino a quando il frutto della conoscenza fa capolino. E dal sentimento non trovano scampo, oggi, come allora. Semplicemente succede. Non si riesce a spiegare. Non ce n’è bisogno.

 

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