Cava de’ Tirreni: al Marte approda “Andy Warhol pop revolution”

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In esposizione quarantasei opere originali del genio americano- di Antonietta Doria-

Dal 18 febbraio al 18 giugno 2018, il Marte Mediateca Arte Eventi propone la quarta Grande Mostra dal titolo “Andy Warhol pop revolution”, a cura di Marzia Pasqualone con opere provenienti dalla Deodato Arte .

Ritratti di Marilyn Monroe e Mao Tse Tung, di altri personaggi famosi, passando per i Flowers e le Campbell’s Soup, gli oggetti firmati, gli acetati originali e le copertine dei dischi; per la prima volta  in Campania e al sud Italia  un corpus così numeroso di opere di Warhol, uno dei più noti e influenti artisti dell’arte contemporanea che ne ha sconvolto e rinnovato profondamente i linguaggi, tanto da anticipare i cambiamenti sociali con qualità da profeta.

Tra le quarantasei opere in esposizione anche le sperimentazioni digitali dell’artista, inedite opere prodotte grazie all’uso del software Graficraft dell’Amiga 1000, il primo personal computer multimediale che trent’anni fa scelse Andy Warhol come testimonial d’eccezione chiamandolo a realizzare un’opera al Lincoln Center di New York. Si tratta di opere che rimasero dimenticate su degli obsoleti floppy disk negli archivi della Warhol Foundation, fino a quando nell’aprile del 2014 furono ritrovate e recuperate, in gran parte, grazie ad avanzate tecniche.
Ad esse si collegano anche altre opere di importanti artisti italiani e stranieri simbolo dello stesso inconfondibile stile, pop art, che dagli anni sessanta ad oggi, non solo ha sconvolto le regole del mondo dell’arte, ma ha abbattuto il limite temporale della corrente artistica restando attuale anche ai giorni nostri. Accanto a Warhol Marco Lodola, Mr. Brainwash, Takashi Murakami, Felipe Cardeña, Tomoko Nagao, Mr. Savethewall, e rarità provenienti da gallerie e collezioni private, tra cui litografie e card firmate in originale di Keith Haring e le opere di Giuliano Grittini che parte dai files prodotti da Warhol proprio con L’Amiga.

«È esattamente una rivoluzione pop quella messa in atto da Andy Warhol con le sue icone senza tempo – spiega la curatrice della mostra Marzia Pasqualone – immagini intramontabili, impresse nella mente di tutti, dove la parola POP raggiunge tutti i significati intrinseci più nascosti, compreso quello di essere Popolare, ovvero parte integrante di un immaginario internazionale ormai dato per consolidato. Non solo Warhol ha scardinato qualsiasi processo creativo messo in atto sin dai primi anni del 900, ma ha ri-definito lo status-sociale del concetto di arte in sé, con la giusta dose di provocazione, unita però ad una forte consapevolezza di una necessaria innovazione culturale. Ecco dunque che il suo mestiere di grafico pubblicitario alimenta inconsapevolmente una creatività fuori dal comune, che unisce immagini di riferimento pubblico ad una sintesi di colori e forme ben definite: la cultura di massa diventa il messaggio, il brand diventa arte e i colori diventano Pop. Un trinomio felicemente vincente che ribalta le regole del mondo dell’arte, dando il via ad una vera e propria rivoluzione in atto ancora oggi».

«Credo che questo autore possa conciliarsi più di altri, proprio per il suo essere così eclettico, con lo stile della nostra Mediateca che spazia e propone, ormai da 6 anni, varie e differenti forme di arte: dal cinema, alla lettura, alle esposizioni, ai concerti, alla musica, alla danza – sottolinea Dorotea Morlicchio, presidente Marte Mediateca Arte Eventi – inoltre, rivolgendoci soprattutto ad un pubblico di giovani, ritengo che Warhol sia uno degli artisti che possa meglio raggiungerli con la sua opera, stimolando le diverse tendenze e capacità artistiche di ciascuno attraverso la ripetizione delle immagini prese dal mondo dei fumetti o della pubblicità, utilizzando oggetti di uso comune come la bottiglia di coca cola, il dollaro e il barattolo di conserve alimentari. Auguro a tutti i partecipanti di godere appieno di questa iniziativa e di lasciarsi avvolgere da un mondo fatto di colori e di immagini, certa che in questi anni, il Marte stia realizzando un fantastico ed entusiasmante lavoro di diffusione della cultura e di stimolo per i tanti giovani del territorio che frequentano la nostra Mediateca. Ringrazio le istituzioni locali per il loro sostegno, gli sponsor privati per aver compreso il valore culturale delle nostre iniziative, le meravigliose insegnanti che ci sostengono con un numero sempre più elevato di studenti, i collaboratori del Marte per il loro grande impegno e affetto che ci dimostrano tutti i giorni».

«Nonostante la forte attività quotidiana legata ai caffè letterari, le presentazioni di libri, le rassegne musicali e di danza, i concerti spot e i convegni, nonché alle esposizioni di artisti contemporanei, mancava al Marte un approfondimento sui maestri dell’arte visiva mondiale” ha affermato Rosario Memoli, responsabile del progetto.” Marte Grandi Mostre fa il suo primo passo nel 2015 ospitando le opere all’artista bielorusso Marc Chagall che chiude dopo quattro mesi di esposizione a circa 7500 visitatori. L’anno successivo è il turno di Joan Mirò e i surrealisti con 11000 visitatori, per arrivare poi alla mostra dedicata ad un genio del 900, Pablo Picasso, con circa 13000 visitatori. Numeri che incoraggiano ad andare avanti alla ricerca di una qualità sempre maggiore nella proposta per un pubblico sempre più attento”.

 

 

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