Castelcivita: Dopo 30 anni riaperti gli scavi al sito archeologico

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Territorio e Storia-

“Turismo e Cultura: la Cultura del Turismo” è il titolo del convegno tenutosi presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Salerno, organizzato per la ripresa, dopo trent’anni,  degli scavi al sito archeologico alle grotte di Castelcivita.

L’incontro, moderato dalla giornalista Claudia Izzo, nasce dalla sinergia tra l’Amministrazione Comunale di Castelcivita, la Società Grotte di Castelcivita srl,  la CIDEC Provincia di Salerno, l’Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia, Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente, Università degli Studi di Siena e Università degli Studi di  Salerno.

Le Grotte di Castelcivita sono un complesso di cavità carsiche, le più estese dell’Italia meridionale, con un percorso di oltre 4000 metri, caratterizzato da laghi sotterranei, stalattiti e stalagmiti che creano, con le loro forme, figure tali da appassionare studiosi e curiosi.
Come la Grotta della Cala a Marina di Camerota, queste grotte hanno un ruolo molto importante in campo preistorico, poiché conservano le tracce di un evento significativo della nostra storia evolutiva: il passaggio dall’Uomo di Neandertal all’Uomo “anatomicamente moderno”, l’Homo sapiens.

“A Castelcivita si registra la presenza degli ultimi Neandertaliani, prima dell’arrivo di un’altra popolazione dall’Africa, Homo sapiens appunto” ha affermato la professoressa Annamaria Ronchitelli, dell’Università degli Studi di Siena, nel suo esaustivo intervento.
“Homo sapiens esce dal territorio africano ed arriva in Europa 45mila anni fa. Dal punto di vista scientifico questo particolare periodo del Paleolitico è argomento molto dibattuto ed aperto a nuove ipotesi”, ha aggiunto.

Le testimonianze preistoriche emerse a Castelcivita sono state oggetto di ricerche e studi sistematici solo a partire dagli anni 70 ad opera del prof. Paolo Gambassini, dell’Università di Siena. E’ stata così accertata una frequentazione umana del sito, a partire da 42-43 mila anni fa, relativa prima al Paleolitico medio (Uomo di Neandertal) e successivamente al Paleolitico superiore (Homo sapiens). Gli scavi hanno permesso anche la ricostruzione dei cambiamenti ambientali avvenuti nell’arco di tempo in cui il sito è stato abitato dall’Uomo preistorico.

Strumenti e armi di pietra per le attività domestiche e la caccia, conchiglie forate usate come ornamenti, ami da pesca, ossa degli animali cacciati dall’Uomo e resti di pesci (anguille, trote, cavedani) sono tra i reperti più importanti ritrovati nel sito.

La Professoressa Adriana Moroni, responsabile delle ricerche insieme alla professoressa Ronchitelli, partecipò trent’anni fa, non ancora laureata, agli scavi condotti dal prof. Gambassini. Ci torna oggi, con emozione: “Per me è una grande soddisfazione”, ha affermato, “poter riprendere il lavoro iniziato da colui che considero il mio maestro, il Professore Gambassini, peraltro in un luogo così accogliente ed ospitale come Castelcivita”.
Nel corso dei nuovi scavi verranno effettuate, tra l’altro, ulteriori datazioni radiometriche utilizzando metodologie all’avanguardia.

Il sindaco di Castelcivita, il  dottor Antonio Forziati ha espresso la sua gratitudine alle studiose toscane per la loro  serietà e dedizione, sottolineando la necessità di maturare una maggiore sensibilità verso  le grotte da un punto di vista archeologico e geologico, corredando il sito anche di un reparto didattico.

Il Professore Vincenzo Aversano, già Ordinario di Geografia presso l’Università degli Studi di Salerno ha dato vita ad un’accurata e scrupolosa analisi del territorio, della feudalità, dei paesaggi in trasformazione, della toponomastica, dei nomi dei greci antichi, greco-bizantini, italo- greci, longobardi, angioini, aragonesi e spagnoli che hanno abitato queste terre.

La Professoressa Silvia Siniscalchi dell’Università degli Studi di Salerno si è soffermata sull’importanza dell’interazione di Castelcivita  con i territori limitrofi, sul turismo sostenibile, sulla riscoperta di valori e di aspetti non valorizzati, rivendicando la piena identità della zona.

Il Professore Vittorio Scarano del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Salerno ha illustrato come le realtà virtuali possano essere strumenti per la cultura. Viaggiando nel tempo, ha mostrato come sia possibile viaggiare virtualmente a San Pietro a Corte, a Palazzo Fruscione, entrare negli ambienti, ricostruire la vita di allora. Con  Paestum gate, ad esempio,  il giocatore può vedere la città dei Templi da un’angolazione diversa, dall’alto, apprezzando la pianta della città. Si rendono fruibili percorsi difficoltosi; la realtà reale e la realtà virtuale si intrecciano creando nuove opportunità.

Parole di grande entusiasmo sono giunte dal dottor Giuseppe Aversano, Presidente delle Grotte di Castelcivita da sempre impegnato nella diffusione della conoscenza delle grotte e dal presidente dell’Associazione Salerno Attiva- Activa Civitas, dottor Michele Caprio, sempre vicino ad iniziative artistico-culturali. Il dottor Caprio è  pronto a coinvolgere la sua associazione  per un “assaggio” di VinArte nelle grotte di Castelcivita.

Infatti, in occasione del vernissage della mostra “Artisti in grotta” che si terrà il 23 Luglio presso le grotte, curata dal designer Antonio Perotti e dalla Direttrice del Museo Città Creativa di Ogliara, Gabriella Taddeo, con VinArte sarà possibile degustare pregiati vini di cantine campane durante il percorso proprio all’interno delle grotte, ammirando l’esposizione delle opere di  tredici artisti, le bellezze naturali, lasciandosi affascinare dagli scavi archeologici.

Antonietta Doria

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