Anna Maganni, l’ndimenticabile “Sora Pina” di Rossellini, moriva il 26 settembre 1973

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-di Giuseppe Esposito-

Vi sono delle scene di film che seppur brevi, riescono a rimanere impresse nella mente degli spettatori quasi fossero scolpite nel marmo.

Una di queste è certamente quella della “sora Pina” che corre dietro il camion tedesco che le sta portando via il marito e la sua morte sotto il piombo di una scarica di mitra nazista.

Il personaggio era ripreso da un episodio vero di cui era stata protagonista la romana Teresa Gullace, caduta davvero per mano tedesca. Il film cui la scena appartiene è “Roma città aperta”, girato nel 1946 da Roberto Rossellini, legato, in quel momento, sentimentalmente alla Magnani. Il rapporto si sarebbe interrotto all’arrivo in Italia di Ingrid Bergman, di cui Rossellini si invaghì.

La scena dunque fu girata nel 1946 quando ancora le ferite di guerra bruciavano sulla pelle degli italiani e dunque la partecipazione emotiva del pubblico a quella morte senza ragione fu molto forte.

Il film contribuì notevolmente all’affermazione di Anna Magnai come attrice e le valse anche il suo primo Nastro d’Argento. La Magnani da quel momento divenne l’incarnazione della donna mediterranea istintiva, pugnace e volitiva.

Al film di Rossellini fecero seguito film interpretati coi più noti registi del tempo quali:“L’onorevole Angelina” di Luigi Zampa, “Vulcano” di William Dieterle ed infine l’intenso “Bellissima” di Luchino Visconti.

Questo film presentato nel 1953 a New York la fece una star sul mercato americano. Tennessee Williams che l’aveva conosciuta in quella occasione scrisse per lei un testo teatrale dal Titolo “La rosa tatuata”. Ma Anna non conosceva abbastanza bene l’inglese per poter sostenere la parte su un palcoscenico. Allora Tennessee Williams decise di cedere i diritti dell’opera per farne un film e pose per questo due condizioni: primo la protagonista doveva essere la Magnani, e la sceneggiatura doveva essere scritta da lui.

Durante la traversata dall’Italia a New York fu lo stesso Tennessee a dare le prime lezioni di inglese all’attrice italiana. Infine il film fu girato e diretto dal regista Daniel Mann. Come protagonista maschile alla Magnani fu affiancato Burt Lancaster. Quando uscì nelle sale, nel 1955,  il film ottenne un’ottima accoglienza e valse alla nostra attrice la nomination quale attrice protagonista.

La notte del 22 marzo 1956 segnò il suo trionfo, ma Anna non era presente nella sala del RKO Pantage Theatre, dove il master of ceremonies era Jerry Lewis. Anna era nella sua casa di Roma ed il premio fu ritirato, in sua vece, da Marisa Pavan.Jerry Lewis augurò all’attrice, a nome del mondo del cinema: “Buona salute, buona fortuna e una felice vita.”.

Quando ricevette la telefonata che annunciava la sua vittoria, Anna rimase dapprima incredula, poi entusiasta, ma per l’emozione, nella cornetta non riuscì che a mormorar altro che: “Magnani is happy!”

Dopo l’Oscar la sua carriera proseguì con film come: “Selvaggio è il vento” (1957), “Risate di gioia” (1960), “Mamma Roma” (1962), “Il segreto di Santa Vittoria” (1969), “La sciantosa”, (1971), “Roma” (1972) e numerosi altri.

La sua ultima apparizione fu quella in un cameo fortemente voluto da Federico Fellini in un suo film del 1972, in cui l’attrice pronuncia solo questa battuta in romanesco: “Nun me fido. Bonanotte!”

Il 26 settembre del 1973 si spegneva in una stanza della clinica romana “Mater Dei”, a causa di un tumore al pancreas. Aveva solo 65 anni. Da allora riposa nel piccolo cimitero del comune di San Felice al Circeo.

 

“Anna Magnani in Roma città aperta” by www.brevestoriadelcinema.org is licensed under CC BY 2.0

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