Alla Sala Truffaut di Giffoni “Colpo di scena” con Carlo Buccirosso

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Giovedì 7  Marzo Carlo Buccirosso con la nuova commedia da lui scritta, diretta e interpretata-
Giffoni Valle Piana- Una commedia ricca di invenzioni divertenti e personaggi irresistibili. A segnare il penultimo appuntamento con la XI stagione invernale di Giffoni Teatro promossa dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro sarà Carlo Buccirosso, protagonista, giovedì 7 marzo alle 21 alla Sala Truffaut di “Colpo di scena”, il nuovo spettacolo da lui scritto e diretto.
In scena la proverbiale ed irresistibile ironia dell’autore napoletano che da anni ha abituato il pubblico ai suoi spettacoli che fanno ridere e riflettere e che prendono spunto da fatti di cronaca realmente accaduti. In questo caso al centro della scena Buccirosso ha voluto mettere la difficoltà di accettare alcune leggi di uno Stato quasi sempre assente.

Con lui un cast affiatatissimo e di ottimo livello: Gino Monteleone, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso, Elvira Zingone, Claudiafederica Petrella, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Matteo Tugnoli, tutti ottime spalle del mattatore Buccirosso. Bellissime le scene firmate da Gilda Cerullo e Renato Lori, ben impreziosite dall’ottimo disegno luci di Francesco Adinolfi, così come i costumi di Zaira de Vincentiis, la consulenza speciale di Luciano Nigro e l’aiuto regia di Martina Parisi.

LO SPETTACOLO In un classico commissariato di provincia, il vice questore Armando Piscitelli conduce il proprio lavoro con integerrimo rigore e con la consapevolezza di svolgere le mansioni di garante dell’ordine pubblico e difesa del cittadino, inviato dal cielo per ripulire la terra dalle nefandezze degli uomini scellerati, che minacciano la gente cristiana che vorrebbe condurre una vita serena. Nell’ufficio si barcamenano una serie di fidi scudieri nel tentativo di debellare le barbarie di tutti i santi giorni: l’inossidabile tartassato ispettore Murolo; i giovani agenti rampanti Varriale, Di Nardo e Farina; l’esperta rassicurante sovrintendente Signorelli. Insieme rappresentano una sorta di cavalieri della tavola rotonda, attorno alla quale si aggirano le insidie quotidiane della delinquenza spicciola, lontana sì dagli echi mortali del terrorismo mondiale, ma angosciosamente vicina al respiro del singolo cittadino, a difesa del quale il vice questore si vedrà costretto all’inevitabile sacrificio di un capro espiatorio a lui tristemente noto, tale Michele Donnarumma, vittima predestinata, agnello feroce dall’aspetto inquietante, che sconvolgerà la salda religione di Piscitelli come il più spietato e barbaro dei saraceni. Solo allora, per la prima volta nella sua vita, il paladino Armando cercherà conforto nel tepore degli affetti familiari, trovando così rifugio tra le mura sicure della propria casa di montagna, dove ad attenderlo con ansia ci saranno suo padre Marcello, ex colonnello dell’esercito affetto da Alzheimer; Gina, la sua bisbetica badante rumena; e la suadente professoressa Cuccurullo, che con stravagante follia, degna della più classica struttura psichiatrica, contribuiranno a far vacillare definitivamente le sicurezze e i sacri comandamenti di Piscitelli. Ma come nella più classica e scontata sceneggiatura di una trama thriller, neppure il tepore di un sicuro nascondiglio di montagna potrà sottrarre lo spettatore e il povero vice questore dal più classico, ma si spera imprevedibile, colpo di scena finale.

Chiude l’XI stagione (l’8 aprile) lo spettacolo “Figlie di Eva” con Maria Grazia Cucinotta, Vittoria Belvedere e Michela Andreozzi. La storia di una solidarietà ma anche della condizione femminile, costretta a stare un passo indietro ma capace, se provocata, di tirare fuori risorse geniali e rimontare vincendo in volata.

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