Al Verdi “Tosca”, il dramma d’azione in musica diretto da Daniel Oren

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Il melodramma a tinte forti, piace e cattura- di Antonietta Doria-

Diretta da Daniel Oren e con la regia del napoletano Michele Sorrentino Mangini la Tosca proposta al Massimo cittadino,  è davvero un’opera che merita di essere vista, con il suo ritmo narrativo ed incalzante. Un’opera cinematografica, come l’ha definita il regista Sorrentino, “non ci sono opere più cinematografiche di quelle del compositore lucchese. Nulla è lasciato al caso, ogni dettaglio è trascritto, ben indicati sono i luoghi, i modi e i tempi in cui devono svolgersi le azioni.Tosca non fa eccezione… non ho potuto fare ameno di restare fedele il più possibile all’opera e alle intenzioni di Puccini, cercando di assecondarla nelle sue inclinazioni, seguendone i suggerimenti, le didascalie e la musica, provando a portare, con l’uso di qualche tecnologia e di qualche videoproiezione, un pò di cinema nell’opera”.

L’opera al Verdi ha visto come protagonisti l’Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi”; il Coro del Teatro dell’Opera di Salerno  con il maestro Tiziana Carlini; il Coro delle Voci Bianche del Teatro “Giuseppe Verdi con il maestro Silvana Noschese ed ancora, Floria Tosca è Maria Josè Siri ; Mario Cavradossi è interpretato da Gustavo Porta, il Barone Scarpia è Sergey Murzaev; Cesare Angelotti è Carlo Striuli; il Sagrestano è Angelo Nardinocchi; Spoletta è Enzo Proni; Sciarrone è Maurizio Bove; un carceriere è Massimo Rizzi; un pastorello è Andrea Della Vecchia Ambrosino. Scene e costumi sono state curate da Flavio Arbetti, Artsista Video Alessandro Papa, Light Design Nunzio Perrella.

L’opera in tre atti, rappresentata per la prima volta nel 1900 presso il Teatro Costanzi a Roma è tratta dal dramma francese di Sardoi e proprio a Roma è ambientata la vicenda che si svolge nel giugno del 1800 nel periodo immediatamente precedente la battaglia di Marengo, quando i Borboni erano momentaneamente riusciti ad abbattere il governo repubblicano instaurato da Napoleone, insediandosi a Palazzo Farnese.

Celebri monumenti della città eterna costituiscono l’ambientazione scenografica dei tre rispettivi atti: la Chiesa di S. Andrea della Valle, Palazzo Farnese e Castel Sant’Angelo, sul cui sfondo si svolge la drammatica vicenda di Tosca, celebre cantante che, vittima della sua gelosia, conduce alla cattura del suo amato Cavaradossi seguace di ideali giacobini. Il tema libertario si intreccia con quello erotico che rimane tuttavia in primo piano colorandosi dei toni perversi del sadismo nel personaggio antagonistico di Scarpia, per la cui voce baritonale Puccini scrive la prima grande parte per una voce bassa maschile. Egli è il vero motore del dramma, così com’è preannunciato dai celebri tre accordi a piena orchestra che aprono l’opera cogliendo in maniera semplice la ferocia del personaggio.

E, a dispetto del tempo e delle varie interpretazioni, Tosca continua a piacere come melodramma a tinte forti.

 

 

 

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