Al Marte di Cava de’ tirreni : “Jean Mirò e i surrealisti: Le forme, i sogni, il potere

0
1

Inizia domani, 21 febbraio fino al 20 giugno 2016, la mostra curata da Marco Alfano e promossa e ospitata dal MARTE di Cava de’ Tirreni, una esposizione sull’espressione visiva del gruppo di artisti raccolti intorno al Manifesto pubblicato da André Breton nel 1924 e che trova in Joan Miró una delle sue principali anime. Tre mesi di evemti nel segno della poetica surrealista. L’itinerario è suddiviso in tre tracciati: la necessità della forma, la materia dei sogni, la natura del pensiero.
E’ variegato il corpus litografico proposto, con sessanta opere che porta la firma non solo di Miró ma anche di altri importanti nomi del gruppo surrealista: Giorgio de Chirico, Salvador Dalí, André Masson, Max Ernst, René Magritte, Hans Bellmer, Roberto Sebastián Matta, Wifredo Lam.
Trentaquattro sono i lavori miroiani proposti, eseguiti tra gli anni Cinquanta e Ottanta che offrono tra queste, il Centenaire Mourlot (1953), litografia eseguita per commemorare il centenario della celebre stamperia parigina, dove l’artista catalano si dedicherà con assiduità alla litografia a colori.
Le FORME, dunque, come elementi di un codice comunicativo, centrali anche nella serie Je travaille comme un jardinier (1963), pubblicata per accompagnare l’omonimo testo autobiografico del 1959 in cui l’artista catalano paragona il proprio lavoro a quello di un giardiniere. Per lui, però, i semi, sono proprio le ‘forme’, che una volta ‘piantate’ e ‘coltivate’ con pazienza produrranno i propri “frutti”. Al MARTE anche alcune opere notturne di grandissimo fascino, come Le delire du couturier, bleu, rouge, vert (1969), Barrio chino (1970) e Nocturn catala (1971).
Non poteva certo mancare Salvador Dalí con la Madonna di Guadalupe o Leda atomica e René Magritte con una serie di litografie a colori del 1968 tra cui La leçon de musique. Il percorso abbraccia anche Giorgio de Chirico che affascinava i giovani surrealisti con i suoi oggetti fuori scala, il suo mistero e la sua inquietudine che si ritrova in Sole e luna in una stanza (1969). Si inscrive perfettamente nel percorso onirico l’opera di Max Ernst: Tout en un plus (1971). Esposte al Marte alcune delle tredici litografie a colori realizzate dall’artista catalano per l’edizione de l’Ubu Roi di Alfred Jarry pubblicata da Tériade nel 1966. La figura di Ubu Roi, viene riconosciuta come uno dei più lucidi prototipi del dittatore del XX secolo e diviene in Miró metaforica rappresentazione di Francisco Franco. Hans Bellmer, teorico e sperimentatore estremo del corpo è presente con Les Marionettes, André Masson è in mostra con Astri e volti e Figura. L’automatismo proprio della poetica surrealista trova riscontro in Roberto Sebastián Matta, che in Frappe le marteau qui frappe e la serie Vivante mortalité evidenzia il conflitto tra tra uomo e macchina, mentre il cubano Wifredo Lam, attinge ai caratteri del primitivismo attraverso il simbolismo delle maschere africane.A completare il tracciato espositivo una sezione specifica dedicata alle tecniche calcografiche, con una serie di video-tutorial degli archivi RAI.
Per quanto riguarda gli eventi collaterali : domani ,“SPAZIO BIANCO. Miró: un surrealista sulla scala dei sogni”, per la regia, drammaturgia e testi di Francesco Puccio che ha ideato e realizzato l’opera appositamente per l’iniziativa espositiva. Lo “Spazio Bianco” evoca l’atmosfera onirica tipica del surrealismo e fa da sfondo all’incontro tra i protagonisti, Salvador Dalí, Joan Miró e Federico Garcia Lorca, in scena con le loro paure più segrete, le loro speranze irrealizzabili, i loro amori logoranti. In scena Giacomo Casaula, Antonio Coppola, Germana Di Marino, Claudia Lo Casto, Alessandra Ranucci, Rosario Volpe. La rappresentazione si avvale delle coreografie firmate da Claudia Lo Casto, delle musiche originali di Ernesto Tortorella, dei costumi di Liliana Landi.
Sempre di Francesco Puccio le performance narrative e musicali “Raccontare un quadro”, una sorta di approfondimento sincretico di un’opera in mostra, re-interpretata dello stesso Puccio accompagnato da Claudia Lo Casto ed Ernesto Tortorella. Lo stretto rapporto tra Surrealismo e cinema si ritrova nel ciclo di documentari e film in cartellone durante l’esposizione: l’aspetto documentaristico viene approfondito con due diversi appuntamenti, il 28 febbraio con “Dalí. Il re del surrealismo” e il 27 marzo con “Magritte. Padre del realismo magico”. Sei, invece, i titoli che compongono il cineforum a tema: si va da “Repulsion”, opera prima del regista Roman Polanski (20 marzo) a “Velluto Blu” di David Lynch (10 aprile), passando per “Alice” di Woody Allen (24 aprile), “L’angelo sterminatore” del maestro del Surrealismo cinematografico Luis Buñuel (1 maggio), “Eraserhead” di David Lynch (22 maggio), prima di chiudere con “Roma” di Federico Fellini (29 maggio). Anche la musica accompagnerà i visitatori in cinque diverse occasioni. Si parte il 13 marzo con la voce suadente di Maria Laura Jacobellis e le dolci note del piano di Giuseppe Greco; il 17 aprile largo al duo esotico animato dalla marimba e dal vibrafono di Maria Grazia Pescetelli e Giulio Costanzo. Si prosegue il 15 maggio con un reading impreziosito dal piano di Teresa Desiderio; il 12 giugno toccherà al duo sassofono e pianoforte formato da Michele D’Auria e Giuseppe Anello mentre chiuderà il cartellone degli spettacoli musicali il quintetto Jazz di Marco De Gennaro ospite il 19 giugno. Destinate alle scuole ben quindici diverse attività didattiche, condotte da esperti dell’Area Educational del MARTE e da professionisti di arte-terapia, teatro, danza e tecniche incisorie. Già oltre 6000 gli studenti di Scuole di ogni ordine e grado di Campania, Lazio, Puglia e Calabria che hanno aderito. Inoltre, in abbinamento alla mostra, il MARTE propone una serie di interessanti itinerari tematici all’insegna dell’arte, della tradizione e della buona cucina, per scoprire il territorio e le sue eccellenze

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui