Ad Acciaroli, tra il mare e il suo “Blu”

0
12

Anche quest’estate una rassegna letteraria e musicale

Nell’era dei megastore e dell’editoria a uso e consumo della materia piuttosto che dello spirito, alcuni centri di interesse resistono alle intemperie dei tempi moderni.
Nei grandi centri urbani le piccole librerie fanno fatica a resistere, schiacciate dai colossi, che non sono solo venditori, ma, al contempo, editori e distributori, il che genera un mercato oligarchico che sfrutta il lettore per i propri fini economici. E a rifletterci, dovrebbe essere l’esatto contrario, ovvero, lettori che fanno il mercato. Ma essere utopici serve a poco, meglio barricarsi, confrontarsi, crescere insieme, provare il piacere di consigliare, e il gusto nostalgico di essere ringraziati. Così, protette da mura che le tengono al riparo dalle ventate distruttive dei signori del mercato, le piccole librerie assomigliano sempre più ad un esercito in silenziosa ritirata, che abbandona un’inutile guerra, dall’esito scontato, per trovare rifugio nei luoghi più ospitali. All’apparenza sembrano pochi e sparuti soldati, dispersi su un atollo, come i personaggi del “Mediterraneo” di Salvatores; eppure servono molte dita di tante mani per contarle, perché, per fortuna, c’è ancora chi ci crede e non molla. Certo, magari si rifugia in località più consone, come le isole: Procida, Ventotene e altre consorelle hanno la loro bottega del libro, l’artigiano che accarezza la carta, e l’amico venditore con le sembianze di Sempere (“Il gioco dell’angelo, Carlos Ruis Zafòn).

In fondo, cos’è la cultura se non l’arricchimento di sé, indipendentemente dall’altro?

Il mare è un elemento della natura fondamentale per l’essere umano in genere, per il lettore ancora di più, perché trascina al largo, cullando, come le parole di un racconto o i versi di una poesia.

E il mare congiunge terre lontane, che solo per la sua presenza sono il miraggio dove poter approdare. Allora, se vi capita di scendere nel piccolo porto di Acciaroli, date uno sguardo in giro, e troverete una piccola truppa di quel piccolo esercito che si è lì accampata, richiamando proprio il colore delle acque, che, mai come in quella zona, ancora sono cristalline.

“Blu” è una piccola libreria, stretta tra paninoteche e bar serali, che, con il silenzio, ossequia gli interessi estivi degli avventori altrui, sperando che a se stessa venga riservato lo stesso trattamento. Ha solo due anni di vita, e sopravvive per l’ostinata voglia dei gestori di non darla vinta al resto del mondo. Mancano i lunghi scaffali, i carrelli sparsi, e i capienti depositi: i libri da offrire al pubblico sono accuratamente scelti. Certo, troverete il megascrittore da milioni di copie, ma anche quello che si accontenta di essere letto mille volte da un solo lettore; c’è, però, chi consiglia, chi accoglie, chi si siede a parlare dei personali gusti, perché la grande conquista è comprendere che nulla è oggettivo. Sicuramente, non nella cultura.

Paola Laudadio, una delle associate, proverà anche quest’anno ad arricchire il piccolo centro estivo, salito alla ribalta delle cronache qualche anno fa per il barbaro assassinio del suo sindaco. Già nel 2016 portò scrittori e musicisti a riempiere l’aria di salsedine con parole e note. Si ripete quest’anno, partita il 22 luglio con Luca Briasco ed Eduardo Savarese (tema, i grandi scrittori americani), per proseguire con Lorenzo Marone il 29, e poi, in agosto, con le donne: Lama, Carlomagno e Caputo, il 4. Ciro Pinto chiude il 26 la rassegna letteraria, mentre il 9 c’è spazio per i suoni, con Dolores Melodia e Michele Signore.
A noi, lettori fuori catalogo, resta il piacere di approdi lontani, sapendo che in qualsiasi luogo si è rifugiata un’anima che ci assomiglia.

Giorgio Coppola

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui