28 maggio 1955: Maria Callas interpreta Violetta alla Scala

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di Giuseppe Esposito-

Dopo aver esordito in Traviata, nella parte di Violetta, nel 1951 al Teatro Comunale di Firenze, Maria Callas interpretò quel ruolo per ben 63 volte, in giro per il mondo. Fu all’Arena di Verona nel 1952. Nel 1953 alla Fenice di Venezia, dove riscosse un buon successo di pubblico, ma non di critica. Nello stesso anno la troviamo all’Opera di Roma, ma la sua interpretazione di Violetta fu stroncata da Guido Pannain su “Il Tempo” con queste parole: “Maria Callas ha un’ugola eccezionale, ma lasci stare la Traviata.”

Arriviamo così al 1955, al 28 maggio in cui si tenne la prima di Traviata alla Scala di Milano. Con La Callas nel ruolo di Violetta, Giuseppe Di Stefano in quello di Alfredo e Ettore Bastianini in quello di Germont. Sul podio Carlo Maria Giulini e alla regia Luchino Visconti. Poche le critiche contrarie, solo due o tre, tra cui quella di Beniamino De Fabbro che su “Il Giorno” scrisse: “Un gran disastro per l’opera e per il pubblico.”

Invece Eugenio Montale che faceva il critico musicale per “Il Corriere d’Informazione” ebbe parole lusinghiere per Violetta: “Maria Callas è formidabile. Ha tutto per essere una grande Violetta.”

Sullo stesso tono Fedele D’Amico che scrisse: “Un Visconti al meglio della sua  investitura registica per Maria Callas, la più sensazionale cantante-attrice che oggi conti il teatro lirico.”

Dopo l’interpretazione scaligera Luchino Visconti che dirigerà la Callas in altre cinque diverse opere, affermò: “Tutte le Traviate che verranno tra poco, non subito ( poiché la presunzione umana è un difetto difficilmente eliminabile) avranno un po’ della Traviata di Maria, un po’ , in principio, poi molto, poi tutto. Le Violette future saranno Violette-Maria. È fatale, in arte, quando qualcuno insegna qualcosa agli altri, alle altre. Maria ha insegnato.”

Insomma quella rappresentazione del 28 maggio 1955, alla Scala fu un avvenimento epocale, uno spartiacque.

Qualche anno dopo Franco Zeffirelli che diresse la Callas, sempre in quel ruolo a Dallas, disse di lei:

C’è la lirica prima di Callas e dopo Callas, come si tratteggia e si racconta la storia con la nascita di Cristo: prima di Cristo e dopo Cristo.”

Purtroppo, proprio in quell’anno, Maria sentì che la voce cominciava a dare segni di cedimento, insieme alla sua psiche affaticata dalle fatiche dei tanti tour che aveva dovuto affrontare.

Gli anni Sessanta furono anni contrassegnati dalla depressione e da problemi personali. Riuscì ad affrontare il suo ultimo tour nel 193/74. Poi ci fu il ritiro dalle scene.

Quella che era stata il più grande soprano di tutti i tempi morì da sola nella sua casa di Parigi, il 16 settembre 1977.

Nel 2002, Zeffirelli che era stato amico di Maria ed innamorato della sua arte, le dedicò il film “Callas forever” ed alla prima Parigina così ebbe a dire:

La congiunzione di stelle che si sono incontrate per creare un astro  così completo e perfetto come Maria Callas, non potrà ripetersi mai più.”

Era il settembre del 2002.

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