26 Marzo 1989. Nuovo Cinema Paradiso, 32 anni dall’Oscar

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-di Giuseppe Esposito-

Ad ognuno di noi è divenuta familiare la cittadina Vigata, immaginata da Andrea Camilleri, quale teatro delle gesta del protagonista dei suo romanzi: il commissario Montalbano. La programmazione dei film, che da quei romanzi sono stati tratti, come pure le infinite repliche trasmesse, ci hanno fatto sentire tutti un po’ abitanti di quel luogo inventato. In realtà dietro quel nome di fantasia si cela la cittadina di Porto Empedocle in provincia di Ragusa, patria dello scrittore. Molte scene sono state però girate anche in altre località di quella provincia.

Ma forse ancor prima che la cittadina inventata da Camilleri comparisse sugli schermi della televisione, un’altra cittadina, anch’essa siciliana era stata protagonista di un set cinematografico. Anch’essa inventata, ma dal regista, pure egli siciliano Giuseppe Tornatore. Il nome della città di Tornatore risponde al nome di Giancaldo, mentre il film fu girato, nel 1988, nei dintorni di Bagheria, città in provincia di Palermo. Molte scene sono ambientate nel paesino di Palazzo Adriano, arroccato sui Monti Sicani.

Abitanti di Palazzo Adriano sono i discendenti di un gruppo di albanesi che lassù si rifugiarono per sfuggire all’invasione turca. Gli abitanti di oggi hanno conservato di quei lontani antenati usi, costumi ed anche la religione ortodossa. La piazza del paese è quella che compare nel film, assieme ai vicoli ed agli edifici intonacati a calce e di un biancore abbagliante.

Ma un piccolo paese che risponde al nome di Giancaldo esiste ed è situato sulla montagna che sovrasta Bagheria. È un paese piccolissimo e assai poco conosciuto.

Il film nelle intenzioni del regista doveva essere una sorta di celebrazione, di lamento funebre per il cinema morente, soppiantato da altre forme di intrattenimento quali, ad esempio l’home theater. Forme fruibili a domicilio e che quindi spopolavano le grandi sale in cui, fino ad allora, il pubblico affluiva per seguire le proiezioni sul grande schermo.

Era quello il periodo in cui la crisi provocò la chiusura di gran parte delle vecchie sale cinematografiche e mise in crisi la stessa industria del cinema.

Il film di Tornatore rievoca invece il periodo in cui le sale cinematografiche erano affollate da un pubblico che partecipava anche emotivamente, visceralmente alle vicende che scorrevano sulla tela bianca dello schermo.

La vicenda narrata si svolge infatti negli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale. In un’Italia lacerata, in un paese della provincia siciliana in cui il cinema è l’unica evasione disponibile. Nella piazza principale vi è un cinema sulla cui insegna si legge Cinema Paradiso. È gestito dal parroco che fa proiettare i film più famosi americani ed italiani, ma censura quelle parti ritenute troppo audaci  per la morale piuttosto rigida del tempo.

Ad azionare la macchina per la proiezione vi è, nella cabina un uomo anziano, Alfredo, mentre tra gli spettatori più assidui vi è il piccolo Salvatore, dieci anni e padre disperso in Russia. Ad un certo punto tra i due nasce un’amicizia ed Alfredo inizia il piccolo ai misteri della macchina da proiezione. Un bel giorno Alfredo decide di proiettare un film comico su uno schermo montato in piazza. Accade però che nel corso della proiezione la cabina di in cui opera Alfredo vada in fiamme. Salvatore accorre e riesce a trarre in salvo il proiezionista gravemente ustionato. In seguito all’incidente Alfredo perderà la vista. Quando il cinema sarà ristrutturato e gli si imporrà il nome di Nuovo Cinema Paradiso, il posto di Alfredo sarà preso da Salvatore.

Ma il tempo passa, Salvatore diventa un giovanotto e si innamora di Elena, ragazza appartenente ad una famiglia benestante del paese. Al momento di partire per il servizio militare, Salvatore chiede ad Elena un appuntamento perché vuole salutarla, ma la ragazza non si presenta. Nemmeno risponderà alle lettere che durante i mesi da militare egli le indirizzerà.

Una volta congedato il giovane seguirà il consiglio di Alfredo di non tornare in paese, poiché lì non c’è futuro. Cercherà altrove la sua strada. Diventerà infatti un grande regista, poiché, evidentemente, il cinema era nel suo destino. Non tornerà più in paese, fino a quando, dopo quasi trent’anni la mamma non gli annuncerà la morte di Alfredo.

Ma al suo ritorno nulla è più come prima e Salvatore è preso dalla malinconia che coglie tutti davanti ai luoghi natii, che durante la loro assenza sono diventati assai diversi da quelli che essi conservano nei ricordi. Il Nuovo Cinema Paradiso è un vecchio rudere che viene abbattuto. Rivede Elena, sposata e con figli e si rende conto che, nonostante il sogno, a lungo covato, tra loro due non potrà mai esserci nulla.

Infine Salvatore riparte, ma reca con sé una pizza di pellicola che Alfredo aveva lasciato per lui. Dentro vi sono tutti gli spezzoni dei film censurati dal parroco,  al tempo del Cinema Paradiso. A casa Salvatore proietta quegli spezzoni ed essi assumono il valore di un simbolo. Quella della immortalità del cinema che, a dispetto della crisi che lo attanaglia, non potrà mai morire.

Quando infine la lavorazione fu terminata il film fu immesso sul mercato. Ma grande fu la delusione di Tornatore e del produttore della pellicola Franco Cristaldi, davanti al clamoroso fiasco cui la pellicola andò incontro. Addirittura gli spettatori lasciavano le sale cinematografiche assai prima della fine del film. Le sale lo ritiravano così  dalla programmazione e la critica lo attaccò con giudizi feroci stroncandolo, ma il regista non riusciva a rassegnarsi a quella solenne sconfitta della sua opera in cui credeva profondamente. D’accordo col produttore pensò allora di tagliare il film, eliminando le scene dell’incontro con Elena dopo il ritorno a Giancaldo. Il film passò così dagli iniziali 157 minuti a 123 e fu reimmesso nel circuito. E questa volta avvenne il miracolo sperato. Il film ebbe un inaspettato successo di pubblico ed anche il giudizio della critica mutò.

Il cast era costituito da attori di ottino livello: il proiezionista era Philippe Noiret, il ruolo di Salvatore nelle varie età fu sostenute da un bravissimo  Luigi Cascio nella prima parte e poi da Marco Leonardi e da Jacques Perrin. Negli altri ruoli recitarono attori come Isa Danieli, Enzo Cannavale, Leopoldo Trieste, Agnese Nano e Antonella Attili.

Infine il film fu presentato a Cannes dove ottenne un lusinghiero Grand Prix Speciale della Giuria. Ma non era finita, l’anno successivo fu candidato agli Oscar nella LXI edizione e fu premiato con la tanto ambita statuetta, come miglior film straniero. La notte del 26 marzo 1989, un emozionatissimo Tornatore salì sul palco del Kodak Theater e, senza riuscire a profferir parola, ritirò il premio dalle mani di Jack Lemmon.

Quel film che per  l’iniziale insuccesso aveva rischiato di scomparire per sempre, è divenuto un film cult ed ancora oggi emoziona quanti assistono alla sua proiezione.

 

 

“Nuovo cinema Paradiso” by 米利士 is licensed with CC BY-NC 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/

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