25 Aprile. E’ per la libertà che si ribellano e sbocciano le viole

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di Denata Ndreca –

E’ per la libertà che si ribellano e sbocciano le viole

è per il soffio del vento

che si alzano i monti,

nel loro eco – bocche, volti, occhi.

È per le primule che torna –

la primavera,

il bacio sulla fronte fredda

di una madre che trema.

 

È nel sangue che ha scritto la storia –

la memoria,

nel figlio partito per la guerra –

quel figlio che non torna.

È per le case del cielo

e le isole dei nostri cammini,

per i sentieri imbruniti di solitudini –

i nostri destini.

È per i nonni che hanno sepolto nipoti,

per il ventre vuoto di donne –

con mariti morti.

È per l’avanzare della pace –

e non della guerra,

il profumo del gelsomino che sorge

da sotto terra.

È per la lettera mai arrivata

“da un soldato – alla sua amata”.

 

È per i racconti di un paese,

i vecchi con bastone che fumano

seduti nelle piazze delle chiese.

È per il suono delle campane –

che vivono le lancette delle ore.

È per la libertà – che si ribellano –

e sbocciano le viole.

 

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