25 Aprile 1945: storia di una data

Aprile 25, 2018 0 Comments Cultura 471 Views
25 Aprile 1945: storia di una data

Storia di un popolo che seppe combattere per la LIBERTA’-di Claudia Izzo

La guerra continuò fino agli inizi di maggio, ma oggi si celebra, data simbolo,  la LIBERTA’  dall’occupazione tedesca e fascista in Italia, avvenuta nel 1945, perché il 25 Aprile 1945 coincise con l’inizio della ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò dalle città di Torino e di Milano. La popolazione aveva combattuto, si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano  per riprendersi le città.

La data del 25 Aprile è diventata, dunque, la data della “Festa della Liberazione” e la decisione fu presa il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio – il primo guidato da Alcide De Gasperi e l’ultimo del Regno d’Italia – stabilì con un decreto che il 25 aprile dovesse essere “Festa nazionale”; la data fu fissata in modo definitivo più tardi, divenendo un giorno festivo, come le domeniche, il primo maggio, il giorno di Natale e la festa della Repubblica. La guerra in Italia, comunque, non finì il 25 aprile 1945 ma continuò ancora per qualche giorno, fino agli inizi di maggio.

Il 24 aprile 1945 gli alleati  avevano superato il Po, e il 25 aprile i soldati tedeschi e della repubblica di Salò avevano cominciato la ritirata. A Milano, Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica, allora partigiano e membro del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), aveva annunciato alla radio “Milano Libera” uno sciopero generale.

La tipografia del Corriere della Sera fu usata per stampare i primi fogli che annunciavano la vittoria, intanto, la sera del 25 aprile Benito Mussolini abbandonò Milano per dirigersi verso Como, per poi essere catturato dai partigiani due giorni dopo e ucciso il 28 aprile, giorno in cui si tenne una grande manifestazione di celebrazione della liberazione. Gli americani arrivarono nella città il 1° maggio.
Il 25 aprile 1945 è stato celebrato non solo dall’Unità e da Il Popolo, giornali ufficiali del Partito Comunista e della Democrazia Cristiana, ma anche dal Corriere della Sera, che durante il ventennio fascista era stato vicino al regime ed  26 aprile il Corriere esce come testata Il Nuovo Corriere: direttore dell’edizione fu Mario Borsa, un giornalista antifascista a cui il CLN affidò temporaneamente la direzione del giornale.

Si era uniti verso una nuovo mondo da ricostruire

 

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