24 marzo 1944: l’eccidio delle Fosse Ardeatine

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Per non dimenticare- di Claudia Izzo

335 per vendicarne 33.

Fu tra gli eccidi più efferati quello che il 24 marzo 1944 vide 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei e detenuti comuni trucidati a Roma dalle truppe di occupazione tedesche per vendicare l’attentato partigiano di via Rasella, copiuto il 23 marzo, in cui morirono 33 tedeschi.

Quella delle Fosse Ardeatine fu la più grande strage di ebrei su territorio italiano dal momento che almeno 75 delle vittime erano state arrestate per motivi razziali.

Questo luogo scelto per le esecuzioni e per  occultare i cadaveri ha un nome entrato nella storia per gli orrori che ha celato nel suo ventre:  le Fosse Ardeatine, infatti, sono antiche cave di pozzolana nei pressi della via Ardeatina.

Marzo 1944: siamo nel momento storico in cui il  re Vittorio Emanuele III è fuggito, i tedeschi sono entrati a Roma assumendone il controllo effettivo. Roma viene dichiarata “città aperta”. Si formano Gruppi di Resistenza. Herbert Kappler viene nominato capo della Gestapo di Roma, detiene il controllo dell’ordine pubblico in città.E’ lui il protagonista della  razzia del ghetto ebraico e della successiva deportazione, il 16 ottobre 1943 di 1023 ebrei romani verso i campi di sterminio.I comunisti della Resistenza romana reagirono con le armi dando vita ad un’azione che aveva un profondo valore simbolico: scelsero come data il 23 marzo, anniversario della fondazione dei fasci di combattimento.

Dodici partigiani collocarono una bomba ad alto potenziale in un carrettino per la spazzatura, diciotto chili di esplosivo misto a spezzoni di ferro in via Rasella, mentre dai tetti piovevano altre bombe. Rimasero uccisi 32 miitari dell’11a Compagnia del III Battaglione del Polizeiregiment Bozene un altro soldato morì il giorno successivo (altri nove sarebbero deceduti in seguito).Morirono  anche due civili italiani,il partigiano Antonio Chiaretti ed il tredicenne Piero Zuccheretti.

Adolf Hitler venne avvertito e dispose una rappresaglia immediata “che avrebbe fatto tremare il mondo”

Dopo la strage, il colonnello Kappler disse ai suoi uomini che  “la rappresaglia era stata eseguita” in applicazione delle “leggi di guerra”. 

Nel Dopoguerra le Fosse Ardeatine sono divenute un sacrario, un monumento nazionale, luogo di cerimonie, di commemorazione.

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