24 marzo 1905: muore Jules Verne, autore di Ventimila leghe sotto i mari e Il giro del mondo in ottanta giorni

0
49

-di Giuseppe Esposito-

Chi di noi non ha sognato, da ragazzo, sui libri di Jules Verne? Forse per le ultime generazioni, lo scrittore francese potrà apparire datato, sebbene il fascino dei suoi romanzi rimanga inalterato anche a fronte dei progressi scientifici che hanno reso superate le invenzioni che fino ad un certo punto, nel XX secolo apparivano ancora futuribili.

Il senso della scoperta e dell’avventura in regioni inesplorate ancora stuzzica la fantasia dei giovani. Verne inserì nei suoi romanzi tutte le scoperte scientifiche fatte ai suoi tempi e ne inserì altre che ancora non erano avvenute. Per questo, insieme all’inglese H. G. Welles fu considerato l’iniziatore della fantascienza. Nei suoi romanzi anticipò i viaggi nello spazio, la conquista della luna ed i viaggi sottomarini.

A dimostrazione della enorme influenza avuta sui giovani del suo tempo ci resta, a mo’ di documento, la poesia che Guido Gozzano gli dedicò nel 1905, dal titolo: “In morte di Jules Verne”.

In essa il nostro poeta scrisse :

La Terra, il Mare, il Cielo, l’Universo

Per te, con te, poeta dei prodigi,

varcammo in sogno oltre la scienza.

È forse quanto di più incisivo si poteva dire dell’opera di Verne. Lo scrittore nacque l’8 febbraio 1828, sull’île de Feydeau, una piccola isola artificiale sulla Loira, al centro della città di Nantes, nella casa della nonna materna, posta al numero 4 di rue Olivier de Clisson, da Pierre e Sophie Allotte. Era la sua una famiglia borghese ed il padre era un magistrato. Jules era il primo di cinque figli, due maschi e tre femmine. Nel 1839, a soli 11 anni fuggì di casa e si imbarcò come mozzo su una nave diretta alle Indie. Il suo scopo era quello di regalare una collana di coralli alla cugina Carolina di cui era perdutamente innamorato. Il padre avviò le ricerche e Jules fu fermato a Paimbeuf e ricondotto a casa. Frequentò il liceo di Nantes e quindi fu mandato a Parigi dove, suo padre gli impose di studiare legge.

Giunse a Parigi in un momento particolare, subito dopo la caduta di Luigi Filippo. A Parigi erano in corso le agitazioni conseguenti alla nascita della Seconda Repubblica e per le strade si innalzavano le barricate.

Nella capitale  Jules Verne prese a frequentare i circoli letterari dove conobbe molti personaggi famosi e tra gli altri anche Alexandre Dumas. Nel frattempo cominciò a frequentare assiduamente la Biblioteca Nazionale dove si documentava su molti argomenti di scienza e di storia. Divenne un accanito lettore dei romanzi di Victor Hugo, di Alfre de Vigny, senza trascurare i classici tra cui specialmente Moliere e Shakespeare.

Nel 1848 cominciò a scrivere libretti d’opera, insieme a Michel Carré. Divideva il suo tempo tra il lavoro di agente di cambio ed il teatro. Quando gli furono commissionati una serie di racconti di viaggio per il Musée des Familles, tra cui Les premieres navires de la marine mexicaine e Un drame dans l’aire,  scoprì la sua inclinazione per le opere di immaginazione. Cominciò così a dedicare sempre più tempo alla scrittura. Con l’appoggio di Dumas padre ottenne che alcune sue commedie fossero rappresentate al Théatre Historique. Divenne poi segretario di quel teatro, per passare più tardi all’Opera Comique.

Nel 1852 sposò Honorine Morél, una ricca vedova che gli assicurò una certa tranquillità economica. Poté quindi dedicarsi completamente alla carriera letteraria che non lascerà più fino alla morte.

Il successo fu propiziato anche dall’incontro con l’editore Jules Hetzel che gli pubblicò, nel 1863, il volume Cinque settimane in pallone. Il libro ebbe un notevole successo ed Hetzel propose allora a Verne un contratto ventennale con l’impegno di pubblicare almeno tre romanzi all’anno. Fu la consacrazione di Jules come scrittore e gli assicurò anche l’indipendenza economica. Per quel romanzo Verne si era ispirato al suo amico e fotografo Felix Nadar, che aveva costruito un pallone aerostatico, il Geant, col quale aveva condotto una serie di esperimenti. Il fallimento dell’esperimento col Geant, convinse però Nadar che il futuro dell’aeronautica era legato ai mezzi più pesanti dell’aria. Per promuoverne lo studio, Nadar costituì una associazione di cui Verne divenne segretario.

Nel 1868, insieme col fratello Paul, Verne si imbarcò, a Liverpool, sulla Great Eastern, la più grande nave del tempo. Le impressioni di quel viaggio furono riportate nel romanzo Una città galleggiante. Poco dopo portò a termine Ventimila leghe sotto i mari,. molto apprezzato dal pubblico.

Nel 1873 pubblicò quello che fu forse il suo più grande successo Il giro del mondo in ottanta giorni; con i  guadagni di quella pubblicazione acquistò il suo primo yacht, il Saint Michel II cui seguì poi il Saint Michel III con cui compì il viaggio da Lisbona ad Algeri.

Nel frattempo per accontentare la moglie si era trasferito ad Amiens, città natale di Honorine. Lì divenne Direttore della Academie des Sciences e prese a condurre una vita brillante. Nel 1876 pubblicò il romanzo MIchele Strogoff, ambientato nella Russia dello zar Alessandro II.

Nel 1886 iniziò quello che fu da lui stesso definito il suo periodo nero. Soffrì la perdita di molte persone a lui vicino ed anche quella traumatica del suo editore Hetzel. Il figlio, un ragazzo difficile, finì in riformatorio ed il nipote Gaston, psicopatico tentò di assassinarlo.  Fu infine colpito da una paralisi alle gambe che lo costrinse a trascorrere tutti gli anni che seguirono su una sedia a rotelle.

La sua opera di scrittore continuò, ma i temi ed il tono delle sue opere cambiarono profondamente e non furono più adatte ai giovani, poiché venate di pessimismo e di amara sfiducia nel genere umano. Sono di quel periodo i romanzi Robur il conquistatore  e Il castello dei Carpazi. Infine pubblicò  Il padrone del mondo in cui metteva in guardia contro l’uso dissennato che si può fare della scienza.

Morì il 24 marzo del 1905, a 77 anni. Fu sepolto nel piccolo Cimitero della Maddalena.

Nel 1989 si verificò un fatto eccezionale. Un suo pronipote ritrovò le chiavi perdute della cassaforte di casa, che dalla sua morte non era mai stata riaperta. All’interno di essa fu ritrovato il manoscritto di Parigi nel XX secolo, opera scritta 130 anni prima, ma rifiutata dal suo editore del tempo, Hetzel. Questa volta, sebbene, senza convinzione il romanzo fu dato alle stampe da Hachette e nonostante lo scetticismo ebbe un successo eccezionale: in pochi giorni furono vendute più di 200.000 copie. A dimostrazione dell’interesse che ancora circonda il nome di Jules Verne.

Sukhjinderpu, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui