20 maggio 2001, muore Renato Carosone

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-di Giuseppe Esposito-

All’anagrafe del Comune di Napoli, dove era nato il 3 gennaio del 1920, era registrato come Renato Carusone. Suo padre, Antonio era impiegato al botteghino del teatro Mercadante e la madre Carolina Daino, casalinga, che morì quando Renato aveva solo sette anni. Il ragazzo manifestò la sua predisposizione musicale suonando sul pianoforte della madre e seguì poi le lezioni di maestri quali Albanese, Romaniello e Capuana. Appena adolescente fu scritturato nella compagnia di Aldo Russo, per una tournée, nell’Africa Orientale Italiana. Finita la scrittura il giovane decise di restare in Africa guadagnandosi da vivere come pianista. Allo scoppio della guerra fu arruolato e combattè in Somalia. Rientrato in patria al termine del conflitto costituì con Gegé Di Giacomo (nipote del poeta) e con il chitarrista olandese Peter Van Wood il trio Carosone. Cominciò anche a comporre molti dei pezzi del suo repertorio che accoglieva le nuove sonorità provenienti dall’America.

Dopo un’apparizione a Sanremo con la canzone  … e la barca tornò sola,  Mise a segno il suo primo clamoroso successo con Maruzzella.

Nel ’56 a Milno l’incontro col paroliere Nisa diede l’avvio ad una collaborazione assai proficua da cui vennero fuori canzoni di grande successo come : Tu vuò fa l’americano, Torero, Chella llà  e tante altre.

La sua popolarità superò i confini nazionali al punto da ricevere l’invito ad esibirsi alla Carnegie Hall di New York, teatro dedicato fino ad allora alla musica classica con l’unica eccezione del jazzista Benny Goodman.

Dopo quel successo tornò in Italia e diede alla luce altre canzoni di grande successo come:‘O Sarracino, Caravan Petrol e Torero.

Poi, improvvisamente il 7 settembre del 1959, l’annuncio sensazionale del ritiro dalle scene. Un mistero su cui non fece mai chiarezza.

All’inizio degli anni Ottanta, riprese però a suonare in pubblico. L’accoglienza del pubblico fu molto calorosa ed il successo prese ad arridergli di nuovo. La sua partecipazione al Concerto di Capodanno in piazza Plebiscito a Napoli attirò una folla di 200.000 spettatori.

Nella notte tra il 19 ed il 20 maggio del 2001 Renato Carosone si spense nel sonno nella sua casa sulla Flaminia vecchia, vicino Roma. A tutt’oggi Carosone Domenico Modugno sono i soli cantanti italiani ad aver venduto milioni di dischi negli Stati Uniti, senza cantare in inglese.

Le sue canzoni sono ancora oggi ascoltate e rientrano tra quelle più originali del grande patrimonio della canzone napoletana, di cui egli fu un vero innovatore, riuscendo a trovare un perfetto equilibrio tra la tradizione e le nuove sonorità assorbite da altri paesi.

 

   

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