2 febbraio 1851: prima dimostrazione del pendolo di Foucault

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Se qualcuno accenna, oggi, al pendolo di Foucault la prima cosa che viene in mente, a molti, è il titolo del romanzo di Umberto Eco. “Il pendolo di Foucault”, che fu il suo secondo romanzo, dopo “Il nome della rosa”, Bompiani, 1988. Eco aveva mutuato il titolo del suo libro dal nome dello strumento usato dal fisico francese Leon Foucault, per la sua prima dimostrazione pubblica della rotazione terrestre, strumento ancor oggi conservato nel punto esatto in cui fu, da lui, montato per quell’esperimento, cioè sotto la cupola del Pantheon di Parigi.

La fama di Foucault è legata soprattutto a quel suo esperimento, tenuto pubblicamente il 2 febbraio del 1851 e che servì a dimostrare in maniera lampante il moto di rotazione della Terra.

Precedentemente Foucault aveva effettuato l’esperimento col pendolo presso l’Osservatorio di Parigi, per mostrare al pubblico quell’esperimento scelse invece la cupola del Pantheon, Un edificio nato come chiesa e successivamente trasformato in una sorta di mausoleo dedicato ad alcuni dei  principali personaggi della storia di Francia.

Il pendolo allestito da Foucault per quell’occasione era costituito da una sfera del peso di circa 28 chilogrammi, sospesa al centro della cupola del Pantheon, grazie ad un filo lungo 67 metri. La sfera era dotata di una punta in modo che potesse lasciare traccia del suo passaggio su un piano sottostante.

Alla presenza di un numeroso pubblico, il giorno 2 febbraio 1851, il pendolo fu messo in movimento e vi rimase per circa sei ore, compiendo una oscillazione ogni 16,5 secondi. Avrebbe dovuto segnare, sul pavimento, linee sempre uguali per direzione, cioè linee sovrapposte, poiché si sapeva che durante l’oscillazione il piano in cui essa avviene rimane inalterato. Ma le cose andarono, invece, diversamente e l’orientamento delle linee tracciate sul piano di base stavano a dimostrare che esso ruotava rispetto a quello in cui le oscillazioni avvenivano. Essendo il piano di base vincolato alla terra se ne deduceva che, essendo immutabile il piano delle oscillazioni, a ruotare dovesse essere evidentemente la terra.

Dopo due secoli dalla intuizione di Galileo, Foucault dimostrò, in maniera semplice ed efficace, che quella intuizione era esatta.

L’esperimento suscitò una vasta eco nella comunità scientifica, per la sua semplicità ed in poco tempo esso fu replicato in decine di altre città, in Europa ed anche in America.

Foucault ottenne una enorme fama e gli furono attribuiti molti riconoscimenti, tra cui la medaglia Copley della Royal Society di Londra, cioè il più importante premio attribuito da quella accademia.

Foucault era nato a Parigi il 18 settembre 1818, ed era figlio di un editore. Dopo l’istruzione di base si iscrisse a Medicina, ma poco dopo passò a Fisica, poiché, dicono, che gli facesse impressione il sangue. Collaborò col fisico Hyppolite Fizeau e dimostrò che la luce si muove più lentamente nell’acqua che nell’aria, a causa della diversa densità dei due mezzi.

Dopo il successo del suo esperimento si dedicò ad altri studi, in campi diversi della Fisica. Inventò un sistema per la polarizzazione della luce che porta il suo nome. Mise a punto un sistema per la verifica della forma degli specchi usati nei telescopi contribuendo all’accuratezza della loro realizzazione. Stabilì che la velocità della luce fosse di 298.000 chilometri al secondo, migliorando di circa 10.000 chilometri al secondo le valutazioni precedenti.

Morì a Parigi l’11 febbraio 1868, a causa di una malattia progressiva, probabilmente una sclerosi progressiva che gli tolse in breve tempo l’uso della parola e delle gambe. Si racconta che, già gravemente infermo, facesse mettere, accanto al suo letto, uno specchio con cui poter vedere le stelle.

Oltre un secolo dopo ad un asteroide, posto nella cintura principale degli asteroidi e  che dista quasi 360 milioni di chilometri dalla terra, è stato dato il suo nome.

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