San Michele Arcangelo: la Sacra Misteriosa Linea dei Santuari

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Figura particolarmente venerata in tutta Italia e oltre i confini dello stivale, San Michele Arcangelo è da sempre il vero e proprio guerriero a capo delle milizie Celesti nella battaglia tra il bene e il male e dal 1949 protettore delle Forze dell’Ordine. Numerosissime e frequenti sono le sue raffigurazioni nelle chiese, principalmente, ma anche in alcune grotte. Anche a Salerno ritroviamo diversi esempi, tra i quali un dipinto di Giovan Battista Rossi (1766) all’ interno dell’ex monastero di San Michele nell’antica area dell’Orto Magno. Una ulteriore rappresentazione si trova all’interno della chiesa di San Giorgio al cui interno ritroviamo un meraviglioso dipinto del santo realizzato da Francesco Solimena nel 1692 in stile tardo barocco napoletano. Presentato nelle vesti dell’angelo di Dio, con le sue grandi ali, le vesti da guerriero della pace con, in pugno, una grande spada pronto a difendere il bene di tutti e a combattere il male, l’Arcangelo è una iconografia molto frequente della tradizione cristiana. Nel libro dell’Apocalisse di San Giovanni si descrive l’ultima battaglia contro Satana sconfitto dall’Arcangelo. Secondo un’antica leggenda, la stoccata dell’Arcangelo contro il Demonio rigettato all’Inferno si estende lungo una linea retta immaginaria che unisce 7 Santuari, situati in località lontanissime tra loro che si diparte da Israele fino a raggiungere l’Irlanda. E’ una sorta di viaggio religioso che salda luoghi particolarmente devoti al santo. Partendo da Israele, il tracciato inizia con il Monastero del Monte Carmelo ad Haifa risalente al XII secolo dedicato al culto dell’Arcangelo Michele e divenuto, nel XII secolo, struttura fortificata per mano dei crociati e sede, per quattro secoli circa, dell’Ordine dei Carmelitani. Dal Medio Oriente, sempre percorrendo tale linea ideale, superiamo il mediterraneo sud-occidentale per raggiungere l’Europa fino Santuario (greco-ortodosso, realizzato nel V secolo d.c. ma modificato radicalmente nel XVIII secolo in stile veneziano) posizionato nell’isola di Symi in Grecia. Quest’ultimo   custodisce una delle più grandi rappresentazioni di San Michele al mondo, alta ben tre metri. Dalla Grecia superiamo il Mar Ionio per giungere nel Gargano, in Italia, al   Santuario di San Michele Arcangelo risalente al V secolo d.c, nel cuore di Monte Sant’Angelo. Alla base di tale struttura, una caverna dove l’Arcangelo apparve a San Lorenzo Maiorano, fu inizialmente eletta come sede della prima chiesa dedicata al culto di Michele in cui ritroviamo ancora oggi simboli e rappresentazioni sacre dell’epoca longobarda e bizantina. La figura del Santo è preponderante nella vita spirituale e sociale del Medioevo al punto che i Longobardi, nell’VIII secolo d.c., elessero l’Arcangelo Michele a patrono nel loro popolo, mentre, sotto Carlo D’Angiò, nel XIII secolo, si realizzò la Basilica superiore. Interessante all’interno della grotta è un altare in pietra che reca l’impronta del piede di un bambino, secondo la tradizione, forse dell’Arcangelo Michele. La struttura sacra è Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 2011. Dirigendoci a nord, raggiungiamo il Santuario posto sulla sommità del monte Pirchiriano in Piemonte in Val Susa: la Sacra di San Michele. Si tratta di un’abbazia benedettina costruita intorno all’XI secolo che però ha subito, negli anni, molte modifiche. Luogo di stazionamento e foresteria per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, la leggenda vuole che sia stato lo stesso San Michele a chiedere al vescovo di edificare la struttura religiosa. Lasciando il Piemonte proseguiamo il nostro viaggio sempre lungo la linea sacra che unisce i santuari, per raggiungere la famosa isola Mont Saint-Michel, in Francia, nella regione della Normandia. Anche qui, nel VIII secolo, San Michele fece la sua apparizione al cospetto del vescovo Avranches (Sant’Auberto), il quale fu da lui esortato a fondare l’Abbazia di Mont Saint-Michel dove tutt’ora l’Arcangelo è molto venerato. L’abbazia benedettina (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1979) è situata in una baia in cui il forte gioco delle maree trasforma il luogo sacro in un’isola vera e propria. L’imponente struttura, anch’essa luogo di pellegrinaggio, è caratterizzata da un misto di stili architettonici che vanno dal gotico al carolingio fino al romanico. Superando il Canale della Manica, giungiamo in Inghilterra, nell’area della Cornovaglia, in un isolotto molto simile a Mont Saint-Michel, anch’esso sottoposto alle maree e raggiungibile a piedi a intervalli scanditi. Siamo a St. Michael Mount, dove anche in questo caso, l’Arcangelo Michele apparve a un gruppo di benedettini. Sulla sua sommità è presente un antico e affascinante castello che ha preso il posto dell’Abbazia benedettina di cui rimane solo la chiesa. L’ultima tappa di questo misterioso viaggio sulle tracce dell’Arcangelo Michele ci fa riscoprire una piccola isola dell’Irlanda dove l’Arcangelo apparve a San Patrizio per assisterlo nella battaglia di liberazione dell’Irlanda dalle tentazione del Demonio. Fu proprio in questo luogo che si realizzò un piccolo monastero (VI secolo d.c.), Skelling Michael, ovvero la Roccia di San Michele, anch’esso Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1996. Molto particolare è la struttura sacra costituita da una serie di celle che ospitavano i monaci a forma circolare, raggiungibili attraverso una lunga e impervia scalinata.

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