S.O.S. Comune di Salerno ed Enti preposti: l’Associazione Contaminazioni segnala l’incuria nel centro storico (passeggiata del 14 giugno 2022).

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L’ultima delle tre passeggiate di “Cultura Urbana I edizione”, frutto dell’omonima rubrica della testata giornalistica di “salernonews24” (alla riscoperta del centro storico di Salerno come contenitore di un ampio patrimonio storico- architettonico di grande rilievo), e dell’opera creativa dell’Associazione Culturale “Contaminazioni”, affiancata dall’Associazione “Parco Sichelgaita” con la Presidente prof. Clotilde Baccari Cioffi, si è tenuta il 14 giugno scorso, con la tematica “Edicole votive  e Mascheroni”.

Partendo dal Vicolo delle Galesse (dalle botteghe artigiane di calessi un tempo presenti in zona) ci si imbatte in un cospicuo numero di edicole votive e di mascheroni. I tabernacoli sono strutture di piccole dimensioni che ospitano e preservano affreschi o maioliche sacre; la loro denominazione di edicola deriva dal latino “aedes”, che vuol dire casa o tempio, che nella sua forma diminutiva assume un significato ben diverso legato principalmente a un fine religioso. La maggior parte delle edicole sono dedicate a icone mariane, ma non mancano anche altre figure religiose, come il Patrono di Salerno San Matteo, San Giovanni Battista o ancora Santa Rita. Il centro storico del Capoluogo custodisce decine di edicole sacre, quasi tutte realizzate tra il XVIII secolo e il XIX, alcune delle quali presenti all’interno di cortili privati. Queste piccole ma preziose strutture religiose sono facilmente individuabili lungo le strade del centro storico o sulle facciate dei palazzi o agli angoli degli stessi, come veri e propri elementi decorativi molto elementari caratterizzati, il più delle volte, da piccoli timpani o frontoni sorretti da colonne o semplici paraste che riflettono la tipica architettura templare. Esse sono espressione architettonica frutto di una forte volontà religiosa e popolare spontanea. I mascheroni, invece, sono elementi decorativi utilizzati già nell’antica Grecia preellenica, poi nel periodo etrusco e romano, utilizzati anche come decori per arredi domestici o associati a monumenti funebri. Rappresentano “protomi” ovvero elementi decorativi costituiti dalla testa di figura umana o animalesca o raffigurazioni fantasiose. La principale funzione dei mascheroni presenti nel centro storico del Capoluogo è di tipo “apotropaica” ovvero di difesa delle abitazioni e di allontanamento dei flussi negativi. Già su Vicolo delle Galesse, parte occidentale del centro storico di Salerno, si notano, sui due cantonali di un edificio, due mascheroni angolari, risalenti al XVIII secolo: si tratta di due caproni con un piccolo corno sulla fronte, il becco barbuto e grosse labbra dalle quali si scorgono i denti, in buone condizioni. Nello stesso vicolo ritroviamo, inoltre, ben tre edicole votive di cui, una (angolare) particolarmente bella e in buon stato di conservazione, inserita all’interno di una cornice a stucco baroccheggiante, raffigurante l’immagine mariana della Pietà. Le altre due, più semplici tipologicamente parlando, ma sempre in elegante stile barocco, rappresentano la Madonna col Bambino e san Gaetano e la Madonna col Bambino; sono in discreto stato di conservazione, in particolare la prima che, in realtà, avrebbe bisogno soltanto di un intervento di manutenzione ordinaria. Proseguendo verso vicolo Colonne, si scorge una edicola angolare a tempietto con un faretto incastrato, con noncuranza del pregio storico e artistico dell’opera, proprio nella sua parte bassa. Su Vicolo Guaiferio è presente una elegante edicola caratterizzata da una cornice finemente decorata con modanature a volute, un cartiglio con colomba centrale e, in alto, un frontone circolare sorretto da paraste con capitelli corinzi. L’edicola in questione si presenta abbandonata a se stessa e in cattive condizioni, senza più alcuna immagine al suo interno (di sicuro conteneva un affresco), tutto questo nel totale disinteresse degli enti competenti, in una città che si definisce “turistica”! Ci fermiamo per una breve sosta in Largo Campo per mostrare altri mascheroni, come quelli che adornano i bocchettoni della monumentale fontana (teste senili con ghirlande sulla testa, probabilmente divinità fluviali) o ancora l’inquietante mascherone (figura umana) presente sull’interessante portale in stile barocco del XVII secolo in bugnato, con bocca e occhi aperti e naso schiacciato, in buon stato di conservazione. Procedendo verso via Mercanti, alla fine di via Giovanni Da Procida (l’antica ruga Speciarorum), nell’area della Curtis arechiana, si ammira un affresco sotto un ampio arco di attraversamento, dedicato alla Madonna dei sette dolori. L’affresco mariano è tra le più grandi del centro storico, da recuperare, i colori sono molto incupiti e le stesse figure in esso presenti sono poco leggibili. Un’altra edicola su via Mercanti (l’antica Drapperia), unica nel suo genere, in quanto racchiude al suo interno un affresco raffigurante la Madonna col Bambino al centro e ai lati i due santi protettori di Salerno: San Felice (il più antico protettore della città) e San Matteo. Nonostante sia protetto da un vetro, l’affresco si mostra visibilmente in pessime condizioni. Altra sosta in Piazza Sedile di Portanova, nella Cappella di Santa Maria delle Grazie per ammirare un importante affresco murale realizzato nel 1690 all’interno della Palazzina Pisacane. L’affresco mariano, legato a un particolare miracolo avvenuto nel 1895, è ingentilito da un altarino di marmi policromi ed è in buon stato di conservazione. Camminando verso Porta Nova si può scorgere, con certa difficoltà, un ulteriore mascherone angolare posto in alto, tipologicamente molto simile a quelli di Vicolo Galesse, in discreto stato di conservazione. In corrispondenza di Porta Nova, scorgiamo un’edicola in maiolicato (Santa Maria della Porta), realizzata nel 1907 e prodotta dalla fabbrica A. Avallone, mentre fuori Porta Nova un’altra edicola la Madonna della Porta, costituita da un piccolo altarino sormontato da pilastrini decorati da marmi policromi che sorreggono un frontone con tre puttini, custodita all’interno di una bacheca vitrea, versa in condizioni molto precarie a causa della presenza di erbacce che crescono al suo interno evidenziando, purtroppo anche in questo caso, numerose problematiche. Vi è un mascherone che forse più di tutti testimonia l’indifferenza e la poca sensibilità, non solo degli Enti che dovrebbero mantenerli in buono stato di conservazione, ma anche dei cittadini stessi  sempre più miopi di fronte al degrado inflitto alle opere cittadine: si tratta del mascherone posto su Piazza Alfano I, esattamente davanti la Cattedrale di Salerno. E’ un elemento angolare, completamente svilito da alcuni fili della luce che passano proprio nella sua parte alta, mentre mento e bocca sono quasi completamente distrutti! Altro elemento particolarmente abbandonato a se stesso e in pieno degrado è un’edicola, su Vicolo Porta Rateprandi, posta tra due archi, in corrispondenza dell’intradosso di un solaio in legno, si tratta di un elegante edicola costituita da una cornice con volute laterali, nella sua parte alta, rettangolare in basso e ricurva nella sua parte superiore (con faretto incastrato), presenta anche un piccolo altarino. Priva di affresco, perduto nel tempo, l’edicola versa in pietose condizioni, parti delle modanature sono andate perdute, mentre l’altarino è quasi distrutto. Dulcis in fundo, la martoriata edicola è abbellita da una scritta (Madonna) a vernice verde scura.  Si resta davvero basiti dinanzi a tale situazione, per lo più nel cuore del centro storico lungo l’asse viario che collega Largo Campo con la longobarda Santa Maria De Lama, che sarebbe (uso il condizionale) anche un collegamento altamente turistico! In un passato non troppo lontano tali elementi architettonici rientravano in un ampio programma di recupero generale.  L’iniziativa di restauro e risanamento di tali edicole, promossa dalla Giunta Comunale agli inizi degli anni 2000 che mirava a coinvolgere enti, associazioni private, scuole e la Soprintendenza per i Beni Culturali, purtroppo, è riuscita solo in parte nel suo intento. Difatti, molte strutture sacre rimangono ancora oggi in pessime condizioni, essendo oltretutto esposte agli agenti atmosferici, all’inquinamento e soprattutto alla generale noncuranza. Sarebbe opportuno una campagna di sensibilizzazione per il restauro di tutte le edicole, ma anche dei mascheroni e delle colonne di spoglio presenti in numerosi punti del centro storico. Anche se si tratta di strutture a se stanti dal punto di vista tipologico, fanno comunque parte integrante del patrimonio storico e architettonico della città. L’intento finale potrebbe essere quello di farle rientrare, a pieno titolo, in un percorso itinerante culturale, suggestivo ed esplorativo, della caratterizzazione sociale e antropologica del nostro territorio e dei culti votivi di manifestazione spontanea e popolare.

 

 

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