Risorge la chiesa longobarda di San’Eustachio da un oblio che dura da oltre sessant’anni

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 Risale a pochi giorni fa l’intervento di quasi totale pulizia di un antichissimo edificio sacro, a tanti salernitani ancora sconosciuto. Riemerge la chiesa longobarda di Sant’Eustachio da oltre sessant’anni da accumuli di sterpaglia, immondizia e rampicanti, nel quartiere collinare di Brignano.

Don Flavio Manzo, Parroco dell’omonimo territorio ecclesiastico, sempre molto attendo e sensibile al valore di tale patrimonio, si è adoperato affinché la comunità della zona potesse comprendesse la responsabilità di ereditare su tale area uno storico immobile che, in un futuro andrà tutelato e preservato, come è giusto che sia. già l’anno scorso denunciavo, su questa stessa pagina, lo stato di totale abbandono e degrado della millenaria chiesa di Brignano mentre, parallelamente il gruppo Facebook “Cava storie”, attraverso l’operato dei ricercatori Ferdinando Giordano e Aniello Ragone, e del fotografo e videografo Michele Massa, sono state riportate alla luce  alcune preziose testimonianze visive dell’immobile in questione: due interessanti raffigurazioni della struttura, retro e facciata, realizzate da ignoto  che descrivono la chiesa di S. Stasio di “Prignano”  datate tra il 1835 e il ’36.

Il nome Stasio si collega, ovviamente, a Eutachio, mentre la località di Prignano è proprio quella dell’odierno quartiere di Brignano. Da una prima analisi comparativa delle raffigurazioni ottocentesche con l’attuale situazione, si può dedurre che, purtroppo, molto è cambiato in peggio. L’immobile sacro, realizzato, come tutte le chiese longobarde della zona, lungo un asse est-ovest, presenta un portale d’ingresso rivolto ad ovest. Il tetto della chiesa è crollato a seguito del terremoto del novembre 1980, così come quello della sagrestia, posta lateralmente, e tutta la parte absidale della chiesa. La struttura subisce nei secoli numerosi rimaneggiamenti, si presenta a navata unica, e conserva ancora alcuni elementi che sono presenti nella raffigurazione della prima metà dell’800. Il portale unico d’ingresso alla chiesa visibile nel disegno è sormontato da una lunetta, allo stato attuale, in parte alterato nel tempo, ancora presente. Interessante è una finestra trilobata posta al di sopra del portale, ben evidenziata nel disegno ottocentesco, allo stato attuale, non proprio in linea con il portale centrale. Manca il campanile a vela, tipico delle chiese longobarde, con due monofore ospitanti due campane e sormontato da una croce. L’ingresso laterale, che dà alla sagrestia, risulta, nel disegno ottocentesco, privo dell’attuale lunetta a ventaglio sovrastante, inoltre non risultano rappresentati i finestroni che attualmente si vedono nella parte alta delle pareti laterali, due per ogni parete. S’intravede ancora l’intonacatura di color giallo ocra dell’ultimo intervento post-bellico, mentre quasi tutta la parte absidale è venuta giù lasciando libero l’arco trionfale, realizzato in mattoni tufacei e laterizi. Le pareti si presentano molto spesse e sono costituite da una muratura in pietrame di varia pezzatura e dimensione. Si notano inoltre due nicchie laterali e una porta d’ingresso alla sagrestia. In corrispondenza del portale, parte interna alla chiesa, è inoltre posto un ripiano sul quale era collocato un piccolo organo, adesso scomparso. Si vedono, infine, degli archi tompagnati sulla parete che separa le chiesa dalla sagrestia.

 Invito tutti coloro che vogliono approfondire la storia della chiesa e l’urbanistica del territorio di Brignano, si invita alla lettura del seguente articolo.

Sant’Eustachio di Brignano, una chiesa longobarda dimenticata da tutti

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