Omar Galliani : la sua arte esposta al museo Diocesano nell’ambito di VinArte

Maggio 3, 2019 0 Comments Culturaurbana 323 Views

All’interno dello storico Museo Diocesano “San Matteo”, già sede del vecchio Seminario realizzato alla metà del ‘500 nel cuore del centro antico di Salerno, è in corso un’interessante manifestazione culturale – enogastonomica “VinArte”,  ideata dall’Associazione Salerno Attiva – Activa  Civitas. La kermesse, alla X edizione, è un invito al visitatore a prendere parte a  laboratori guidati di degustazione di prodotti locali e vini, accompagnati da seminari e tavole rotonde focalizzanti tematiche di stampo gastronomico e vinicolo. La manifestazione si affianca a tre mostre d’arte: una pittorica, intitolata “Sguardi”- La seduzione del Disegno Italiano –  esposizione personale di Omar Galliani, e due fotografiche, la prima dal titolo “Salerno at work”, organizzata dall’Associazione Colori Mediterranei, che immortala e valorizza il lavoro nella città di Salerno; la seconda, Mostra Wild Life “ Incontri lungo il cammino nel parco Nazionale D’Abbruzzo”. L’esposizione personale di Omar Galliani (docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera) è curata dal  gallerista Giuseppe Benvenuto e omaggia il visitatore di una ventina di opere realizzate dagli anni ’90 ad oggi. Tra elementi dell’arte classica italiana e contaminazioni moderne, è un artista che predilige figure femminili, o meglio, i loro volti che appaiono tra luci ed ombre, immersi in  silenziosi  ambienti stellari. Le opere, esposte in numerose città d’Europa e anche della Cina, trasmettono allo sguardo attento dell’osservatore, sensazioni  d’introspezione profonda, bellezza e pura esteticità. Tra le più interessanti la  “Chlorophelia”, composta da due tavole, è  realizzata con matita di grafite su tavola di legno più inchiostro e incorpora anche l’antica tecnica della foglia d’oro punzonata, già utilizzata nel medioevo per impreziosire ulteriormente il soggetto artistico, soprattutto Madonne e Santi. Nel quadro s’intravede accanto al soggetto principale, un delicato viso di donna contornato da fiori, un richiamo alla cultura orientale (i dragoni). Nella “Lontani da Xian” si ripropone sempre su tavola in legno, un gentile volto di donna disegnato a matita nera con sfondo stellato, sul quale si rappresenta, a tempera, un dragone di color rosso (altro richiamo alla tradizione orientale). Più particolare è il “Mirror in Shanghai”, dove il soggetto, immerso in uno fondo stellato, è una parte di volto di donna con occhi chiusi accompagnato da  un altro  dragone sempre di color rosso (matita nera su tavola e tempera). Le  palpebre socchiuse nascondono un celato invito ad una sorta di dialogo tra l’osservatore e l’opera stessa. Il critico d’arte Teodolinda Coltellato afferma: “La ricerca di Omar Galliani affonda nelle densità figurali del passato, nelle estensioni storiche dell’arte, di cui evoca modelli culturali e motivi linguistici che coniuga in originale sintassi espressiva. La sua sensibilità, pienamente contemporanea, sa accogliere gli aspetti di transitorietà e complessità del nostro tempo, gli scenari mobili che ne connotano la dimensione sistematica, ma li traduce in modi e forme che sollecitano lo sguardo a percorsi interpretativi più profondi che non si esauriscono nel “qui ed ora”, proponendo il ricorso alla memoria e alla citazione come processo di rinascita creativa nell’alchimia della forma…..”. Altro critico e storico d’arte, Flavio Caroli, afferma che : “Galliani ventenne era perso principalmente in due ambizioni. In una ricerca di magia, di seduzione, di fascino che è l’ossessione primaria di ogni grande artista, in qualsiasi tempo, sia egli tragico (Caravaggio), classico (Ingres) o fondamentalmente realista ( Degas). Tutto cambia e tutto corre, ma non c’è grande artista quando non ci sia ricerca di Bellezza; di qualche forma di Bellezza. La seconda ossessione di Galliani era infatti la qualità esecutiva, proprio tecnica nel senso antichissimo del termine, della pittura e dei suoi misteri: cosa non facile in un tempo in cui i balbettii e la cattiva pittura parvero la chiave della modernità…..”. Al termine della personale di Galliani, il visitatore è invitato a scoprire, inoltre, le meravigliose opere contenute all’interno del Museo. Si passa dal prezioso ciclo eburneo delle tavolette avoriate realizzate tra l’XI e il XII secolo all’esposizione dell’Exultet (manoscritti  e immagini del XIII secolo utilizzati durante la veglia del Sabato Santo)  per poi passare alle opere realizzate dal medioevo al rinascimento che testimoniano un contesto culturale e artistico campano molto influenzato dagli artisti del centro-nord Italia come ad esempio, nella “Crocifissione” di Roberto D’Oderisio (della fine del XIV secolo) o nell’Annunciazione (affresco staccato  – era posizionato in vicolo dei Sediari -) del XIV secolo. Le opere del Rinascimento risentono dell’influenza del primo Raffaello o dello stesso Leonardo, come per “L’Adorazione dei Magi” di Andrea Sabatini (inizio XVI secolo) o la “Pietà” dello stesso Sabatini realizzata nel secondo decennio del XVI secolo. Dal Rinascimento si passa poi alla sala del ‘600 con le opere di pittura napoletana dove si evidenzia il gusto naturalistico accompagnante da altre di natura barocca, ricordiamo in primis “La Giuditta” che è un olio su tela del 1635 circa realizzata da Francesco Guarino. Con VinArte: l’ arte contemporanea e l’arte antica si uniscono  in questi giorni in un  itinerario culturale e plurisensoriale  davvero unico assolutamente  da non perdere!

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