Museo della ceramica nel “Complesso Monumentale di San Giovanni” a Cava de’ Tirreni. La testimonianza di Massimo Bignardi

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Lo scorso 26 Luglio, presso il Salone d’Onore del Comune di Cava de’ Tirreni, è stato presentato il piano progettuale esecutivo del Museo della Ceramica Contemporanea Mediterranea (MCCM) da allestire all’interno del “Complesso monumentale di San Giovanni” nel cuore del centro storico della città metelliana. Il progetto è stato illustrato, alla presenza del Sindaco Vincenzo Servalli, dai curatori: prof. Francois Burkhardt, noto storico e critico dell’architettura e design, Massimo Bignardi, professore di Storia dell’Arte contemporanea, Arte ambientale e Architettura del Paesaggio, e l’architetto e designer Diego Granese. Inserito in uno dei quattro interventi previsti dal Progetto Pics (Sistema Culturale Integrato), il Museo è finanziato con fondi P.I.C.S. PO FESR 2014/2020 Asse 10 Azione 6.8.3, per la rigenerazione urbana delle medie città campane. In un rapido colloquio al telefono, il professore Bignardi mi ha spiegato nel dettaglio la futura realizzazione del Museo.

Prof. Bignardi a che punto siamo con la realizzazione del Museo?

Il progetto della collezione è stato assegnato a Gennaio di quest’anno e le opere stanno lentamente arrivando. C’è la donazione di Linde Burkhardt, la donazione di Ugo La Pietra, di Ugo Marano, e diversi altri artisti. C’è anche la donazione da parte dell’azienda Pinto o di Linda De Maio (di Fisciano). Nel tempo bisognerà fare anche qualche acquisto. Il Museo è ampio 800 mq. circa, tutto sul primo livello: si rispetteranno le norme covid di contenimento dei flussi di persone.

Come e quando nasce l’idea del Museo sulla ceramica contemporanea?

Il primo incontro lo abbiamo avuto alla fine del 2018, poi, nell’estate del 2019, si è incominciato a tirar fuori i primi tentativi di progetto. Francois Burkhardt arrivava con la donazione di Linde mentre io arrivavo con un progetto un po’ più complesso sul design. Poi si sono fuse le due cose attraverso un progetto un po’ più ambizioso di Atredea (Associazione Culturale) da parte di Francois Burkhardt. Tuttavia non cercavo soltanto nomi importanti, ma qualcosa che appartenesse al territorio e quindi che fosse espressione della capacità delle aziende metelliane di farsi largo, a cavallo tra gli anni ‘70 e la fine degli anni ’90, tra le grandi aziende internazionali e nazionali. Penso, ad esempio, a Fornace della Cava. Le due idee, dunque, si sono fuse e, quando nel 2020 ci siamo aggiudicati il Bando, abbiamo proseguito il nostro obiettivo, rientrando nel progetto più ampio del Sistema Culturale Integrato voluto dal Comune di Cava. Esso solo è uno dei quattro interventi: un altro, ad esempio, tratterà del Museo della Longobardia meridionale. L’Assessore di Cava de’ Tirreni, l’architetto Giovanna Minieri (Assessore con delega all’Urbanistica e Fondi Europei) ha portato avanti testardamente questi quattro progetti e soprattutto quello del Museo della Ceramica.

Nonostante si tratti di ceramica contemporanea è presente un riferimento anche sulla sua storia nei secoli?

 Tutta la parte che riguarda l’aspetto storico della ceramica sarà contenuto nella prima sala. Abbiamo affidato il lavoro di ricerca storica a Dario Cantarella, storico dell’arte medioevale e moderna, il quale ci ha fornito una schedatura di tutti i pannelli e delle edicole votive sparse nel territorio metelliano. Ci sono anche alcuni pavimenti maiolicati da visitare, come quelli della chiesa di Passiano, di fine ‘700. Il tutto ci deve far comprendere come la ceramica è una identità metelliana molto forte, di derivazione chiaramente vietrese. Quindi allestiremo un museo che darà la possibilità al visitatore di allargare gli orizzonti verso itinerari differenti come quello a sud-est (direzione Paestum) che abbraccia la zona di San Pietro, Rotolo, Alessia, o quello verso la Costa Amalfitana che comprende l’area di Sant’Arcangelo e infine la parte che porta giù a marina di Vietri (il vecchio porto della Badia di Cava). Questi sono i tre itinerari descritti anche dal Gran Tour, percorsi attraverso i quali si ha la possibilità di ammirare le edicole settecentesche o i pavimenti maiolicati delle chiese.

Avremo un’anteprima museale per il periodo natalizio?

 Prima dell’inaugurazione del Museo, ci saranno degli “intermedi” ospitati nel San Giovanni, ovvero l’area accanto all’attuale scelta del Museo che guarda la Strada Nazionale.  In quell’area certamente ci saranno tre mostre significative in quanto l’obiettivo sarà di presentare al pubblico la collezione di Linde Burkhardt, più altre opere come quella di Ugo La Pietra e forse un’altra di Annibale Oste. Mostre da presentare nel periodo natalizio. È molto probabile che il Museo verrà allestito definitivamente e aperto al pubblico nei primi mesi del prossimo anno.

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