L’edificio del Museo Diocesano: un interessante polo culturale

Maggio 7, 2018 0 Comments Culturaurbana 817 Views
L’edificio del Museo Diocesano: un interessante polo culturale

Culturaurbana-di Daniele Magliano-

Non lontano dal Duomo di Salerno e precisamente a nord del sacro edificio, si erge un elegante palazzo, sede del Museo Diocesano (ex Seminario), affacciato su Largo Plebiscito. L’area, interessantissima dal punto di vista urbanistico e soprattutto storico- architettonico, deve infatti affacciarsi non soltanto l’imponente palazzo del Museo Diocesano, posto a sud, ma anche l’elegante chiesa a pianta ottagonale del Monte dei Morti ad est, mentre a nord si colloca la chiesa di Gesù Sacramento di gusto neoclassico.

L’edificio museale fu voluto dall’Arcivescovo Mons. Cervantes il quale, in conseguenza del Concilio di Trento del 1563, volle realizzare l’involucro in prossimità del Duomo. La struttura che non aveva tuttavia importanti elementi, fu sottoposta pochi anni dopo a consistenti interventi di modifica tipologica da parte di Monsignor Colonna che si esplicitarono nella realizzazione della cucina, del Refettorio e della Cappella. Nei secoli l’edificio subì ulteriori e considerevoli modifiche sempre con il fine ultimo di contenere un numero crescente di seminaristi.

Nel 1731 L’Arcivescovo di Capua stravolse completamente l’edificio dandogli la tipologia costruttiva attuale. Così come appare oggi l’edificio è conseguenza di lavori effettuati dall’Arcivescovo Lupoli nel 1832. A lui dobbiamo la sopraelevazione del secondo piano, la facciata principale su Largo Plebiscito e la pavimentazione maiolicata con l’affresco posti nel Salone di Ricevimento. Nel XIX secolo il palazzo si arricchì di ulteriori elementi architettonici che lo ingentilirono ulteriormente. Tra essi ricordiamo, il completamento dello scalone principale, la realizzazione della volta della biblioteca affrescata dal pittore Gaetano D’Agostino e le facciate del cortile interno con le rappresentazioni di poeti del mondo classico, figure degli Apostoli e vari Dottori della Chiesa.

Molto bello è il terrazzo posto al secondo piano con i 14 raffinati busti marmorei in stile neoclassico che si possono ammirare anche dall’interno del cortile centrale. Durante la prima guerra mondiale, l’edificio si trasformò in ospedale militare, per essere poi restituito di nuovo alle Autorità ecclesiastiche nel 1919. La struttura ha una tipologia rigorosamente neoclassica, con cortile centrale circondato al piano terra da un elegante porticato. Lo sviluppo dell’immobile è simmetrico rispetto ad un asse centrale passante per il portone sormontato dallo stemma dell’Arcivescovo Lupoli e al di sopra del quale è presente un balcone che è incorniciato da una sorta di edicola che riprende il discorso architettonico del tempio classico.

Dopo il terremoto del 1980 la struttura è stata sottoposta a una serie di consolidamenti statici e di recupero conservativo. Nel frattempo da Seminario si trasformò in Museo, le cui sale sono presenti al primo piano, anche se già verso la metà degli anni trenta dello scorso secolo alcune opere, per volontà di Monsignor Arturo Capone, erano già state collocate in due ambienti. Sempre negli ultimi decenni il palazzo diviene anche sede di Archivio e di Biblioteca Diocesana. Il Museo contiene una vasta collezione di opere che testimoniano la complessa ricchezza del patrimonio artistico salernitano che abbraccia un periodo che va dal medioevo al XX secolo. E’ presente la più completa raccolta di tavolette d’avorio, 69 in tutto, realizzate molto probabilmente tra la fine del XI secolo e l’inizio del XII.

Tali preziosi elementi illustrano scene raffiguranti episodi del Vecchio e Nuovo Testamento. Interessantissimo l’Exultet che è una pergamena composta da 11 fogli illustrati con miniature, realizzata verso la metà del XIII secolo, e utilizzato durante la veglia pasquale e la benedizione del cero. La pinacoteca presenta una raccolta di quasi 100 dipinti che rappresentano una testimonianza di particolare rilievo dell’arte figurativa dell’Italia meridionale dal XIII secolo al XVIII secolo.

La sezione scultura, anche se non molto ampia è comunque importante per le opere presenti di alto pregio artistico, una tra tutte è la madonna con Bambino che risente della cultura degli scultori lombardi molto presenti nel napoletano alla fine del XV secolo. Ampio risulta essere anche il lapidario del Museo, dove sono presenti non solo lapidi, ma anche bassorilievi e plutei musivi. Inoltre conserva una interessante collezione di monete che vanno dalla Magno Grecia all’Impero Romano. L’edificio ospita, durante l’arco dell’anno, anche innumerevoli iniziative artistico-culturali. Tali incontri non solo promuovono e divulgano la cultura e l’arte locale, ma invitano anche le presone a poter conoscere lo splendido edificio dell’ex Seminario di Salerno.

                                               

Nei giorni scorsi, ad esempio, all’interno dell’accogliente cortile del palazzo è presente l’interessante manifestazione enoculturale di “VinArte” organizzata dall’Associazione Culturale Salerno Attiva-Activa Civitas. Nell’ambito di questa particolare iniziativa si è intrapreso un percorso enogastronomico dei prodotti locali accompagnato da visite guidate al Museo e di esposizioni temporanee di artisti contemporanei. Cultura, arte, storia sono parte della nostra vita, del nostro territorio e c’identificano! La mia speranza per il futuro resta che iniziative del genere possano essere ripetute anche più di frequente e quindi diventare un veicolo per la conoscenza delle innumerevoli opere d’arte presenti in città.

Fotografie a cura dell’Arch. Daniele Magliano

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