Le immagini della Natività di Gesù nella Cripta della Cattedrale di Salerno

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Realizzata alla fine dell’XI secolo, come testimoniano le lapidi murarie al suo interno, la Cripta della Cattedrale di Salerno è a unica aula composta da colonne di spoglio con tre absidi laterali poste in corrispondenza delle sovrastanti absidi del transetto superiore. Di particolare bellezza, con i suoi numerosi marmi policromi, intarsi e affreschi dai colori sgargianti, l’ambiente, nato per accogliere e custodire la tomba dell’Apostolo Matteo, conserva l’originaria impostazione medioevale solo nel perimetro e nella spazialità. L’attuale sistemazione dell’aula, infatti, risale alle modifiche apportate all’inizio del XVII secolo ad opera degli architetti Domenico Fontana e il figlio Giulio Cesare, trasformazioni volute dai sovrani di Spagna. Di cultura tardo manierista sono i due altari posti al centro della cripta, mentre di particolare interesse artistico è la statua bifronte di San Matteo realizzata dallo scultore Michelangelo Naccherino nel 1606. Delle tre absidi, quello centrale accoglie l’altare della Scuola Medica Salernitana e i busti dei tre santi Martiri salernitani realizzati nel 1680 da Gian Domenico Vinaccia. Gli affreschi della volta, ben 36 dipinti tutti inscritti in riquadri ovali e ottagonali, sono stati realizzati da Belisario Corenzio che venne pagato, alla fine dei sui lavori, 1300 ducati in data settembre 1608. Gli stucchi furono eseguiti, invece, da Domenico Nuvolone, Bernardino Vassallo e Andrea Merliano mentre le dorature sono opera di Giovan Leonardo di Gaeta. Gli affreschi ispirati ad episodi del Vangelo mostrano un orientamento a sud quelli post a meridione, e a nord quelli posti a settentrione dell’aula. Nella parte meridionale della Cripta, ritroviamo, in particolare, episodi legati alla nascita di Gesù: l’Annunciazione (inscritta in un riquadro ovale), la Visitazione (inscritta in un riquadro ovale), la Natività e l’Adorazione dei pastori (inscritta in un riquadro ottagonale), la Circoncisione (inscritta in un riquadro ottagonale), l’Adorazione dei Magi (inscritta in un riquadro ottagonale), la Presentazione al tempio (inscritta in un riquadro ovoidale), la Fuga in Egitto (inscritta in un riquadro ovoidale). Questi affreschi che descrivono i primi momenti di vita di Gesù, sono tutti realizzati direttamente dal Corenzio, mentre quelli posti dall’altare centrale in poi, verso nord, sono realizzati dalla sua bottega.  Descritti dallo storico Arturo Carucci, di fattura mediocre, in realtà, come ben precisa lo storico Antonio Braca, alcune rappresentazioni del ciclo appaiono particolarmente semplificate come, ad esempio, la Fuga in Egitto che compare addirittura grottesca. Meno semplificate, invece, sono proprio le scene legate alla Natività, all’Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio e alla Circoncisione. Nell’Adorazione dei Magi, il Bimbo, in braccio alla Madonna, benedice i Magi, mentre uno dei tre, inginocchiato dinanzi al Salvatore, bacia il suo piedino. Nella scena, particolarmente delicata e dai colori molti vivaci, si evidenziano anche i ricchi doni dei Magi e la delicatezza dei movimenti della Madonna e di San Giuseppe.  Anche nelle altre due rappresentazioni, quella della Natività e della Circoncisione, ritroviamo delle raffigurazioni ben dettagliate e ricche di particolari. Nella Natività Gesù, posto a terra su un piccolo lenzuolo bianco, sembra illuminare i restanti personaggi che lo circondano, in primis la Madre che lo prega e il vecchio Padre che lo osserva poggiandosi, con la mano sinistra, su un bastone di legno. Nella parte bassa dell’affresco e a sinistra ritroviamo i pastori alcuni intenti alla preghiera e altri invece con visi quasi di stupore, ma tutti con lo sguardo rivolto a Gesù. Nella circoncisione, ancora una volta sotto la capanna del nascituro, viene raffigurato il rituale con la Madonna che sembra accennare a un delicato sorriso tutto rivolto al Figlio mentre il Padre, più serio e leggermente chinato verso il Bambino, sorregge un panno bianco e osserva la scena. Anche quest’ultimo affresco dai colori sgargianti è pieno di particolarità nei vestiti dei singoli personaggi ben rappresentati. Infine nella Presentazione al tempio si nota, in alto a destra, l’Arca dell’Alleanza, una cassa di legno di acacia tutta rivestita d’oro chiusa da un coperchio con cherubini con le ali spiegate. Secondo la Bibbia, l’Arca custodiva le Tavole della Legge volute da Dio e date a Mosè sul Monte Sinai. Nella scena la Madonna con in braccio il Bimbo si avvicina al Sacerdote Simeone, mentre quest’ultimo in ginocchio volge lo sguardo vero l’alto. A fianco alla Madonna è San Giuseppe che ha sulla mano destra una candela accesa, mentre si appoggia con quella sinistra a un bastone. Sulla sinistra, poi, ritroviamo anche la Profetessa Anna che compare solo nel Vangelo secondo Luca. Nell’affresco la donna sostiene un libro con la mano sinistra, mentre con la destra indica la scena.

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