L’alluvione di Salerno del 1954: il ricordo di mio padre

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Sono passati ben 67 anni dal triste evento che ha sconvolto la città di Salerno e i territori limitrofi: l’alluvione della notte tra il 25 e il 26 ottobre del 1954. Mio padre, all’epoca ragazzo di 15 anni, abitava in via Roma, non lontano dalla chiesa di Santa Lucia, e i suoi ricordi sono ancora molto nitidi e agghiaccianti.

Papà ricordi i tristi momenti dell’alluvione del ‘54?

“Certo che li ricordo, la sera del 25 iniziò un acquazzone talmente forte che l’acqua ricoprì tutta la strada raggiungendo e superando il limite del marciapiede. Ricordo di un mio zio che traportava con un furgoncino sacchetti di zucchero, doveva consegnarli a Cava de’ Tirreni. Non riuscendo a superare via Benedetto Croce poiché la strada era diventata un fiume in piena, ritornò indietro parcheggiando il furgone all’interno del portone del palazzo dove abitavo, per ripararsi dalla furia della pioggia. Il rumore della pioggia era molto intenso così come i tuoni, tanti e ripetuti. Andai poi a letto e la mattina successiva uscendo dal portone ritrovai via Roma inondata di fango e detriti provenienti in parte dalla zona dell’Annunziata e in parte dalla discesa di via Duomo.”

Quella mattina riuscisti ad andare a scuola? Frequentavi l’Istituto “Alessandro Volta” di Napoli, vero?

“No, non riuscii a raggiungere la stazione, allora prendevo il treno per andare a scuola. Le strade erano piene di detriti e melma, la città era completamente bloccata e non si poteva camminare agevolmente, impossibile arrivare alla stazione! Per pulire strade e vicoli ci vollero almeno 5-6 giorni. Ricordo che il negozio di mio padre, che era ciabattino e faceva scarpe e zoccoli, in vicolo Giudaica, purtroppo si riempì di fango e io, mio fratello e mia mamma aiutammo a pulire l’ambiente, parzialmente distrutto”.

Ma andasti a vedere i luoghi più martoriati dall’alluvione?

“Si, ma solo dopo qualche giorno e quella che si presentò ai miei occhi fu una scena veramente incredibile: il fango era proprio tanto, aveva raggiunto quasi il primo piano dei palazzi nell’area della chiesa dell’Annunziata. Vedevo le ruspe togliere i detriti … incredibile, non lo dimenticherò mai!”

Qual’è la tua riflessione al termine di questo breve ma intenso ricordo di quella “malanotte”?

“Cosa posso dire? La zona collinare di Salerno oggi è poco rispettata e per niente sottoposta a manutenzione del verde, non oso pensare se dovesse ripetersi anche in maniera più ridotta un evento analogo, non ci voglio pesare affatto. Si è cementificato troppo diffusamente poco dopo l’alluvione e, ancora adesso, noto che si costruisce tanto e male”

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