Il Santuario di Maria SS. della Stella a Salerno

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Il comune di Salerno presenta un territorio assai variegato che comprende aree collinari a nord, pianure, principalmente a sud, valloni e montagne. Una di esse sovrasta, a nord-est, la città risultando così l’area più alta dell’intero Comune: Monte Stella. Il massiccio che sfiora i 960 m.l.m., lo si ammira da quasi tutti i quartieri di Salerno, in particolar modo dal centro della città. Ad esso mi lega particolarmente un ricordo d’infanzia, quando appena dopo il Natale, con l’inizio del nuovo anno, mia madre mi confidava ogni volta di voler far visita alla Befana che abitava, secondo la sua fantasia, proprio sulla cima della montagna. Ed io, bambino, ingenuamente le credevo senza mai chiedermi come riuscisse mai la mia mamma a raggiungere la vecchina con quella sua piccola cinquecento rossa. Ma, puntualmente, al suo rientro, lei portava sempre a mia sorella e a me un pungitopo regalatole proprio dalla Befana, come testimonianza dell’avvenuto incontro.  Da adulto, mi sono sempre riproposto di andarlo a scalare e nell’Agosto di 6 anni fa ho organizzato un trekking assieme al mio compagno. Parcheggiata la macchina nella parte più alta di Ogliara, frazione di Salerno, ci siamo incamminati lungo un ripido sterrato.  La passeggiata, nonostante il percorso impervio, mi ha fin dall’inizio entusiasmato. Man mano che salivo lungo lo sterrato contornato da ricca vegetazione di macchia mediterranea, la visione della città di Salerno si faceva sempre più completa fin quando, prima di arrivare in cima, abbiamo potuto godere di un panorama mozzafiato che abbracciava punta Licosa e tutta la litoranea a sud, il Capoluogo per esteso, parte della costiera Amalfitana e a nord-ovest il golfo di Napoli col Vesuvio e parte della pianura casertana. A nord, invece, potevamo ammirare i monti dell’avellinese e quelli del beneventano, avendo quasi l’impressione di essere su un aereo e l’aria quel giorno era particolarmente limpida e ventosa. Sulla sommità del monte, poggiata su di uno sperone di roccia, vi è una chiesetta dedicata alla Madonna Regina del Monte Stella. Sono secoli che si venera tale Madonna, la cui primordiale effige era inizialmente posta in un’abbazia benedettina risalente ai primi anni del XIV secolo, purtroppo mal recuperata agli inizi degli anni ’70 dello scorso secolo. Il Santuario, come ben descrive lo storico Massimo La Rocca, era in stile gotico ridotto a rudere fino a 50 anni fa, così come attestano una serie di foto di quel periodo. Effettuati i lavori di recupero della chiesa, che hanno tuttavia stravolto la sua tipologia primordiale, direi anche in senso davvero brutale, all’interno di una nicchia posta sulla facciata del sagrato era collocata fino al 2013 una scultura rappresentante la Madonna col bambino segnalata nel 2011 alla Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Salerno sempre da Matteo La Rocca. La Statua è di scuola senese appartenente a un allievo dello scultore Tino da Camaino, ed è allo stato attuale, collocata nella chiesa di San Nicola di Ogliara (SA). All’interno della chiesa ritroviamo 2 recenti maiolicati: il primo rappresenta il Santuario prima del recupero con una scritta che attesta l’area sacra dopo gli eventi bellici del 1943 (sulla destra ritroviamo una scritta che evidenzia l’anno di realizzazione – Settembre 1977 – al cui fianco, è riportata una ulteriore scritta -Ceramiche Artistiche Fedele, Ogliara). Il secondo maiolicato, invece, rappresenta l’allora Monsignor Gaetano Pollio su una jeep per l’inaugurazione del ricostruito Santuario, avvenuta nel 1973, datato Settembre 1974. Non lontano dal sagrato si trova una grotta detta “Vocca sens’ossa”, un antico rifugio di briganti. Al di là della chiesa è presente una vecchia cisterna d’acqua che probabilmente asserviva i monaci benedettini mentre, nella parte orientale, è collocata una struttura in pietra con pianta absidale, probabilmente il refettorio del Monastero, purtroppo mal tenuto e abbandonato. Il monte ha avuto per la città un certo rilievo nel corso dei secoli. In ambito medievale, ad esempio, il Maestro Garioponto (salernitano di origine longobarda), della Scuola Medica Salernitana, prediligeva tale monte per i suoi studi perché luogo ricco di innumerevoli varietà di erbe medicamentose.  Vi è, poi, una festa dedicata alla Madonna del Monte Stella che aveva luogo ogni anno, il giorno 8 settembre, fino al 1940, durante la quale la statua dal borgo di Ogliara veniva trasportata fin alla sommità del monte dal quale, la stessa, benediceva i suoi due versanti quello salernitano e l’altro lungo la valle dell’Irno. Dopo il 1940 la festa si è parzialmente modificata e la tradizione si ripete l’ultima Domenica di Agosto, quando la sacra statua viene portata con un elicottero dei Vigili del Fuoco dal Santuario ad Ogliara, dopo di che la prima Domenica di Settembre riportata a spalla in processione fino alla cima del monte. Questa particolare tradizione è forse sconosciuta alla maggior parte dei salernitani come pure la natura presumibilmente vulcanica del massiccio stesso con il suo ampio altopiano degradante verso ovest dove in località Pozzale si ritrova un’area detta “cratere”. Terminata la passeggiata, stanco ma felice, ho subito riunito tutte queste preziose e interessanti informazioni su questa montagna tanto familiare a tutti i cittadini salernitani, ma sconosciuta nelle sue origini geologiche e nelle sue singolari tradizioni religiose che la caratterizzano. La montagna che mi riporta alla mente i ricordi di mia madre e dei suoi incontri con la buona e gentile vecchina.(le foto delle rovine del Santuario e della statua della Madonna sono di Massimo La Rocca)

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