Urgenza di nuovi medici, ma specializzazioni ancora bloccate. La lettera della dr.ssa Titti D’Ambrosio

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La lettera della dr.ssa Titti D’Ambrosio, Responsabile Sportello Giovani e Revisore dei Conti Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Salerno

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“La vicenda che ha investito gli aspiranti specializzandi in Italia sembrerebbe una commedia degli equivoci, se non si stesse svolgendo durante una delle più grandi tragedie sanitarie che abbia mai affrontato il nostro Sistema Sanitario Nazionale”, così il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Salerno Dott. Giovanni D’Angelo apre la riflessione sulla vicenda che sta tenendo con il fiato sospeso centinaia di giovani medici.

“Ogni anno – continua il Presidente D’Angelo – assistiamo a disguidi, ritardi e ricorsi che caratterizzano l’immissione dei giovani medici nei percorsi di formazione post-laurea (specializzazione e corso di formazione in medicina generale), ma che ciò si potesse verificare anche quest’anno in piena pandemia, in carenza diffusa di personale medico, ha dell’irreale”.

“L’elenco degli specializzandi sarebbe dovuto uscire alle 12.00 del 5 Ottobre, ma i ricorsi contro il bando hanno finito per rallentare ogni operazione, con il risultato che tra “stop and go” da Settembre, abbiamo circa 1200 medici abilitati in attesa di entrare in scuola di specializzazione e cercare di dare una mano e ossigeno ai nostri ospedali” ha commentato  la dr.ssa Titti D’Ambrosio Responsabile Sportello Giovani e Revisore dei Conti Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Salerno, in una lettera.

“Abbiamo formato dei giovani, gli abbiamo chiesto di prepararsi al meglio, abbiamo chiesto allo Stato e alle loro famiglie sforzi economici e organizzativi per sostenerli nel loro cammino formativo e adesso che sono pronti ad essere immessi in corsia, sono bloccati da cavilli burocratici. La situazione del post-laurea nel nostro Paese è sempre stata abbastanza complessa e non è purtroppo cambiata neanche in piena emergenza, basti pensare che a fronte di 24.000 aspiranti specializzandi solo 14.445 avranno la possibilità di ottenere una borsa di specializzazione; ma se questo dato lo rapportiamo ai numeri delle carenze di personale che ci arrivano dai nostri ospedali e non solo va da sé che, se non poniamo presto un argine, il sistema non reggerà.

Va ricordato inoltre che, pensando fosse imminente il loro inserimento in corsia, non pochi di questi giovani hanno lasciato da settimane gli incarichi nelle USCA, nella guardia medica, nella Medicina Generale come sostituti, nelle RSA, in quanto attività incompatibili con il percorso di specializzazione, per cui, oltre alla privazione di  sostegno economico per i nostri ragazzi, stiamo sottraendo professionisti preziosi alla lotta al COVID-19 ; al danno la beffa.

A questo punto non resta che sperare nella sentenza definitiva che il 15 Dicembre il Consiglio di Stato emanerà su questa triste pagina della medicina, dando finalmente ai nostri giovani Colleghi la possibilità di effettuare la loro presa di servizio prevista per il 30 Dicembre; e questo purtroppo porterà molti di loro lontani dai propri cari, in poco tempo, in un periodo particolare per le famiglie, pur di non creare disservizio. Cosa può consolarci: aver avviato giovani colleghi ad un percorso professionale tra i più stimolanti e foriero di soddisfazioni in primis di carattere morale, etico e sociale, un cammino nel quale ognuno potrà con dedizione, passione e amore impegnarsi nel preservare il diritto alla salute di tutti noi.

L’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Salerno, continuerà a seguire con attenzione e partecipazione tutti i risvolti di questa vicenda e sarà pronto come sempre, qualora se ne ravvisi la necessità, a scendere in campo al fianco dei propri giovani iscritti.                                                                                                                  Quando la tempesta sarà passata occorrerà una serena e profonda riflessione su cosa la politica nazionale voglia fare di quel che resta di un Sistema Sanitario, a impronta sempre meno Nazionale, anche di fronte ad una tragedia di salute pubblica, che per definizione riporta al concetto di unitarietà assistenziale, pur preservando ineludibili applicazioni differenziate nella nostra lunga penisola.

L’obiettivo di tutti noi medici e dei nostri concittadini sarà quello di preservare e migliorare il “Sistema Sanitario Nazionale” uno dei Sistemi migliori nella sua formulazione concettuale ed enunciazione costituzionale, in quanto garantisce a tutti noi, senza distinzione alcuna, l’accesso alle cure sanitarie nel rispetto del principio solidaristico, che deve continuare a caratterizzare il diritto alla salute. A noi giovani questo compito.”

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