Tensione al Ruggi: muore una donna per Covid-19, i familiari vogliono la salma. Polichetti (Fials):”Calma, il momento è difficile”

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di Claudia Izzo-

Tristissimo l’episodio verificatosi ieri al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. A perdere la vita è stata una donna di 85 anni affetta da Covid-19, quindi anche a Salerno iniziamo a contare i nostri morti. L’episodio si è reso ancora più duro da accettare perché il Covid, da sempre, stravolge le nostre vite, rendendo difficile e problematico anche l’estremo saluto.

I familiari della donna deceduta, infatti, pretendevano, proprio in questo momento di grande allarme, qualcosa di umanamente comprensibile ma di altrettanto irrealizzabile: portare via la salma.  Creando non poca tensione, i familiari  sono riusciti a raggiungere la stanza che accoglieva l’anziana donna, quindi  sono anche entrati in contatto con il corpo della donna positiva al Covid-19. Sono così dovuti intervenire i Carabinieri e i familiari sono stati denunciati alle autorità competenti per interruzione di pubblico servizio e sanzionati per violazione delle norma anti-contagio. Perchè in questo periodo di preoccupazione e dolori, come abbiamo avuto modo di comprendere dallo scorso inverno, viene meno anche la possibilità di essere accanto ai nostri cari nel momento del trapasso e subito dopo.

Una pietas violata dalla brutalità delle norme anti-virus. Giorni bui anche per morire.

Ne parliamo con il dr Mario Polichetti, responsabile provinciale Fials, Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità.

L’incalzare del virus è una realtà, non è né una montatura politica né giornalistica, commenta Polichetti.

Esiste, fa danni e ne farà. Come sindacato chiediamo che vengano tutelate le categorie. Le nostre strutture ospedaliere sono quelle che sono, spesso non consentono, proprio da un punto di vista strutturale e architettonico,  la creazione degli adeguati percorsi che l’emergenza Covid-19 impone. Spesso, cioè, non si riesce a stravolgere la loro identità. Urgono strutture dedicate al Covid anche con riconversioni di strutture più adeguate, con determinati requisiti; questo consentirebbe agli ospedali di lavorare sull’ordinario, senza cioè essere costretti a rimandare a chissà quanto degenze ed interventi di routine.

Esprimo piena  solidarietà a coloro che si sono visti morire un parente, strappato via dal Covid 19, ma bisogna mantenere la calma, il momento è difficile per tutti, bisogna venirsi incontro, ricordando che il virus in questione non perdona alcuna superficialità. 

1 commento

  1. La disorganizzazione, l’insufficienza delle strutture per i ricoveri dei contagiati è manifesta . L’Italia è una Nazione colonizzata senza scampo.

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