Strasburgo: Antonio e Bartek, martiri dell’estremismo islamico

Dicembre 17, 2018 0 Comments Attualità , Cronaca , Dal mondo , Editoriale 415 Views

Due ragazzi con il sogno dell’ Europa- di Claudia Izzo-

Uno sguardo pieno di vita rivolto al futuro ed alla “sua” Europa, uno sguardo che ti arriva dritto al cuore, come uno scrigno pieno di sogni. Questo si prova guardando le foto di Antonio Magalizzi, il  28enne originario della Calabria, cresciuto a Trento e morto a Strasburgo, vittima dell’attentato terroristico dell’11 dicembre. Il tesserino da giornalista pubblicista, sarà consegnato alla madre, perchè la sua vita, con tutto il carico di sogni, è finita. Un dicembre insanguinato: come Antonio, oggi è morto il 35enne Barto Pedro Orent- Niedzielski, detto Bartek, amico di Antonio; condividevano l’appartamento a Strasburgo, uniti dalla passione del giornalismo, della politica, dall’ amore per l’Europa. Il numero delle vittime sale, cosi, disperatamente a cinque. Eccola la nostra “meglio gioventù”, Antonio e Bartek, insieme a Strasburgo per seguire le attività dell’Europarlamento e dare voce al primo format radiofonico universitario internazionale, Europhonica. Un modo per parlare d’Europa a chi l’Europa la sognava unita e forte.

La meglio gioventù, ce la stanno portando via, nel peggiore dei modi,  quella gioventù che rischia in lavori difficili da realizzare, perchè la concorrenza è spietata, rincorrendo però la propria passione, quella che porta a scrivere, narrare, raccontare, con un proprio stile e con  le proprie idee, il mondo che ci circonda. Per capirlo meglio. Per amarlo di più. Persone piene di vita e di speranze.

Con una mira pazzesca il killer 28enne, Cherif Chekatt,  non ha esitato a sparare, spedendo i due giovani in coma, la fredda anticamera della  morte. Ed oggi piangiamo i figli di questa Europa, morti nel suo nome. Potevano essere i nostri fratelli, fidanzati, figli. Potevamo essere noi, per caso ai mercatini di Natale. Poteva essere chiunque, di qualsiasi età, preso a caso tra la folla.

E proprio con il Santo Natale che avanza, non va dimenticato che ad uccidere, non basta dire che sia stato il terrorismo. Ad uccidere i figli di questa Europa, della nostra Europa,  ad uccidere tutte le vittime fino ad oggi, nei vari luoghi del mondo è il fondamentalismo islamico,  quell’estremismo radicale fatto di ferocia inaudita che mal tollera la libertà occidentale, in tutte le sue forme; non tollera i concerti, i mercatini di Natale, il Natale, la Chiesa, l’Occidente, le donne moderne, non tollera i crocifissi, non tollera qualcosa di diverso da sè, non tollera le idee in toto che camminano sulle gambe di milioni di persone, persone pensanti che aspirano ad un mondo libero e migliore.

Intanto, mentre i nostri giovani muoiono, c’è un tale ventenne, Mohsin Ibrahim Omar, noto come Anas Khalil, che è stato intercettato dalla Dda di Bari mentre diceva “Mettiamo bombe a tutte le chiese d’Italia. La Chiesa più grande dove sta? Sta a Roma?”… Le intercettazioni parlano del Natale dei Cristiani, delle chiese piene…Chi stiamo accogliendo? Troppi interessi dietro gli sbarchi, che poco hanno a che fare con l’amore, l’altruismo e la filantropia.

Andremo ancora avanti assistendo attoniti ai massacri,  all’esaltazione del martirio ?

 

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