Salerno: arrestato il direttore dell’Agenzia delle Entrate

Febbraio 17, 2019 0 Comments Campania , Cronaca 226 Views
Salerno: arrestato il direttore dell’Agenzia delle Entrate

Tre le ordinanze di custodia cautelare-

Corruzione e istigazione aggravata alla corruzione, detenzione e porto illegale di armi da sparo clandestine, ricettazione e turbata libertà degli incanti aggravata dal metodo mafioso: questi i reati di cui sono accusati Emilio Vastarella, direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate, l’imprenditore del settore caseario Gianluca La Marca e Giovanni Maiale, capo dell’omonimo clan camorristico operante nella Piana del Sele almeno sino al 1994, anno in cui decise di collaborare con la Giustizia.

Dunque, la Guardia di Finanza e i Carabinieri di Salerno, su disposizione della Direzione Distrettuale antimafia di Salerno hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Salerno.

Gianluca La Marca avrebbe utilizzato proventi economici  dovuti all’evasione fiscale da parte dell’azienda di famiglia che egli stesso amministra per ottenere aziende zootecniche ed allevamenti di bufale tra Capaccio-Paestum ed Eboli in crisi o sottoposte a procedure esecutive.

A rendere il tutto possibile sarebbe stato Giovanni Maiale, scoraggiando con minacce gli imprenditori all’acquisto durante le aste giudiziarie. Così  Maiale avrebbe dissuaso un imprenditore “rivale” in merito ad un’asta giudiziaria  che aveva come oggetto l’aggiudicazione di un’azienda agricola di allevamento e produzione di latte di bufala di suo interesse. L’asta si è chiusa senza la partecipazione di altri imprenditori e la madre di La Marca si è aggiudicato il bene stimato per circa 3 milioni di euro, a soli 994mila euro.La Marca ha anche cercato di corrompere il custode giudiziario incaricato della vendita dei  beni.

Nel giugno scorso è poi stato arrestato il cugino di La Marca, dipendente del caseificio,  trovato in possesso di armi di proprietà di Giovanni La Marca. Quest’ultimo  si è poi rivolto al direttore provinciale dell’ Agenzia delle Entrate per risolvere pendenze tributarie del caseificio Tre Stelle e debiti con il Fisco, corrompendolo con un orologio di valore e con un bracciale da donna in oro e brillanti, in cambio di uno sconto di 60mila euro sulle sanzioni e lo sblocco di un rimborso IVA  che l’agenzia aveva congelato; prassi solita in presenza di controversie tributarie, per cui erano stati già sequestrati più di un milione di euro sui conti correnti del caseificio.

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