Pino Grimaldi, il ricordo di M.G. Alfano

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Lo avevo incontrato lo scorso 4 marzo al teatro Ghirelli di Salerno in occasione della proiezione di “A Gaza le donne”, il coinvolgente docufilm di Maria Rosaria Greco al quale Pino Grimaldi aveva collaborato come consulente.

Negli ultimi tempi ci eravamo sentiti diverse volte al telefono, ma erano alcuni mesi che non ci incontravamo. Quella sera era in ottima forma, allegro e positivo come sempre.

E’ forse la ragione per cui la mia mente rifiuta di accettare l’idea che sia morto.

Ho conosciuto Pino Grimaldi nel 2012. Avevo da poco assunto la carica di Presidente delle Riserve Naturali Foce Sele-Tanagro e Monti Eremita-Marzano. L’Ente non aveva il logo e avevo deciso di bandire un concorso di idee.

Conoscevo il Professore solo di fama. Lo chiamai al telefono e lui fu immediatamente disponibile ad aiutarmi. Una consulenza che non prevedeva compensi, che fornì con generosità, facendo sue le difficoltà economiche dell’Ente Riserve.

Come qualche volta accade, sarà stato quel “vissuto” di fatti, di storia e di politica comuni a entrambi, anche senza la reciproca conoscenza, o l’idea della vita e dei suoi valori, o chissà cos’altro, fatto sta che fin da quel primo incontro saltammo i convenevoli e ci demmo del tu.

Pino mi diede ottimi consigli su come introdurre nel bando per il logo gli elementi necessari per raggiungere l’obiettivo di un brand adeguato al prestigio delle Riserve Regionali e mi accompagnò per l’intero procedimento che portò alla selezione del vincitore. Da lui imparai molto sul brand e sul claim che pure fu richiesto ai partecipanti e, più in generale, sull’importanza della comunicazione.

Da presidente dell’Ordine degli Architetti di Salerno lo coinvolsi in diversi incontri formativi in cui affrontò il tema del Self marketing, cioè su come promuovere se stessi nel mondo competitivo delle professioni e sulla centralità del brand nel sistema della comunicazione, sia tradizionale che digitale. Avevo letto con grande interesse il suo libro “Blur design, il branding invisibile” e ne ero rimasta affascinata.

Nel suo stile incisivo ed efficace, parlò a noi architetti delle attività di creazione del personal branding, inteso come il percorso consapevole verso l’idea visiva, ma anche e soprattutto contenutistica dell’attività professionale.

Fu con noi architetti e con gli ingegneri anche nell’incontro sulla trasparenza dell’attività della pubblica amministrazione che si svolse presso la sede della Provincia di Salerno con un interessante focus sulla “comunicazione di utilità pubblica”.

E fu ancora con noi alla fine di dicembre 2016 presso l’auditorium del Terzo Tempo Village, dove catturò l’attenzione di tutti con una sua interessantissima e coinvolgente relazione sul design.

Agli inizi del 2016, l’approssimarsi delle elezioni al comune di Salerno ci spinse a dedicare un intero numero di “Progetto”, il trimestrale dell’Ordine degli architetti, a individuare idee e proposte da porre all’attenzione di coloro che si sarebbero candidati alla guida della città. Una call che coinvolse esponenti della cultura, dei settori produttivi, dell’associazionismo, delle professioni, di singoli cittadini, in un processo partecipativo “dal basso”.

Pino Grimaldi rilasciò un’intervista a tutto campo su Salerno in cui, partendo da un’analisi lucidissima della realtà, giungeva a proposte strategiche concrete e fattibili per il suo futuro. Gran parte di esse sono ancora di grande attualità e meritano di essere prese in considerazione. Mi auguro che ciò accada.

Ecco il link   http://www.architettisalerno.it/public/PROGETTO%2001_2016_web.pdf .

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