Partorire al tempo del Coronavirus: ne parliamo con il dr Mario Polichetti

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Anche al tempo del Coronavirus si partorisce, tra le immaginabili preoccupazioni delle future mamme. Ne parliamo con il dr Mario Polichetti, Responsabile provinciale Fials (Federazione italiana Autonomie Locali e Sanità).

-Dr Polichetti, come viene gestita l’emergenza Coronavirus al Ruggi di Salerno?

“Nel reparto di Ostetricia e Ginecologia ci stiamo organizzando per gestire l’emergenza con la formazione interna del personale medico e paramedico. In seguito alle mie sollecitazioni è stato messo in rete materiale formativo per il personale riguardo alle modalità per contrastare la contaminazione”.

-Ritiene che i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), siano al momento sufficienti a salvaguardare la salute di medici e pazienti?

“Non sono stati distribuiti dispositivi per la protezione individuale. Abbiamo mascherine, che, a detta di tutti i colleghi, non sono idonee. Dal punto di vista dei presidi, ad oggi siamo ancora indietro”.

-Una donna incinta che giunge al Ruggi di Salerno in questi giorni di emergenza che situazione trova?

“Se non è stata contaminata dal virus viene ammessa normalmente come gravida. Invece per le pazienti con sintomatologia da Coronavirus è previsto l’isolamento.”

-Lei proponeva di creare un reparto ad hoc a Napoli per donne gravide con sintomatologia da Coronavirus…

“Il Governatore De Luca, a seguito delle nostre sollecitazioni, ha istituito un minireparto con quattro posti letto per le gravide a rischio di infezione Coronavirus presso il II Policlinico.”

-Dunque due obiettivi raggiunti che vanno a rendere più gestibile la situazione. Adesso?

“Adesso serve il personale medico. Quello che c’è è tra i 60 ed i 65 anni. E’ necessario ringiovanire l’organico. Sono arrivati due giovani medici  ma ne mancano 4 per andare a regime, anche in vista dei pensionamenti che si avranno a breve”.

-Quali previsioni si possono fare sull’andamento dei contagi?

Con il caldo l’epidemia perderà gran parte della sua virulenza, ma fino ad allora bisogna essere cauti. Per il futuro devono entrare nel’ordinario, nella quotidianità, queste norme igieniche a livello sociale con una serie di norme che consentono il contenimento del contagio. Non ci possiamo più permettere di farci trovare impreparati, la società non può permettersi di pagare questo prezzo e mi auguro che non vengano più sottratti fondi alla Sanità Pubblica.”

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