Napoli: si chiude il cerchio sull’omicidio Natale al Parco Verde. Borrelli: “grazie alla mamma si aprì la stagione delle denunce”

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Si chiude il cerchio sull’omicidio di Antonio Natale, il pusher ribelle di Caivano ucciso il 4 ottobre 2021 dal clan di cui faceva parte perché colpevole di essersi impossessato di una borsa contenente droga, armi e denaro.
La madre di Natale fu protagonista di una dura battaglia pubblica durante la quale con il supporto dell’allora consigliere regionale (oggi deputato) Francesco Emilio Borrelli organizzò manifestazioni e iniziative contro gli spacciatori e accusò pubblicamente i Bervicato di aver ucciso il figlio.
La stessa madre lo stesso Antonio Natale perchè si era resa conto che il giovane era entrato in un brutto giro di delinquenza e spaccio. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, al termine di indagini coordinate dalla Dda di Napoli, hanno notificato tre arresti in carcere a tre persone già detenute ritenute appartenenti al commando che attirò in un tranello e poi assassinò Natale con tre colpi di pistola al torace e alla testa.
Tutto avvenne di ritorno da una giornata di shopping a Napoli. Natale venne assassinato in auto e il suo cadavere, esposto all’intemperie, venne trovato dopo due settimane in un fondo agricolo. Il mandante di questo feroce omicidio è ritenuto Domenico Bervicato, facente parte dell’omonimo gruppo malavitoso del Parco Verde che organizzò anche una manifestazione pubblica fuori la caserma dei carabinieri per affermare la propria innocenza rispetto alle accuse che gli venivano mosse dal giornalista Pino Grazioli.
“Le manifestazioni pubbliche contro le piazze di spaccio nel parco Verde – dichiara il deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli – sono iniziate grazie a questa coraggiosa mamma che ebbe il coraggio di denunciare tutti. Sin dall’inizio era certa della colpevolezza dei Bervicato. Durante uno dei cortei andammo pure sotto la loro casa che era occupata illegalmente.
A quei cortei partecipammo sempre in numero ridotto. C’erano diverse donne e bambini del Parco Verde, Don Maurizio Patriciello, esponenti dei Verdi ma mai gli uomini del territorio. Ricordo anche che dovevamo fare le manifestazioni scortati da diverse camionette della polizia. Mi auguro che gli assassini di questo ragazzo paghino fino in fondo per le loro colpe. Questa mamma ha grandi meriti nella battaglia contro i criminali nel Parco Verde”.

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