Muore Dario Fo, Premio Nobel e “Giullare” della Cultura

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A Salerno era venuto nel 2009-

E’ morto a 90 anni, di cui 70 dedicati al Teatro. Dario Fo si è spento all’ospedale Sacco di Milano, stroncato da problemi respiratori. Classe ’26, nato a Monvalle, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997 con la motivazione:« Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi », Dario Fo è stato drammaturgo, attore, regista, scrittore, scenografo, costumista, autore, illustratore, pittore,impresario della sua stessa compagnia e attivista italiano. E’ comparso persino, anche se brevemente, in un episodio (Accordi di bifolchi) della serie animata I Simpson, come personaggio di un cartellone teatrale. Anticonformista, anticlericale, ribelle e spesso blasfemo.
Appena il 20 settembre scorso ha presentato a Milano il suo ultimo libro dedicato a Darwin.

Fo è stato un attivo rappresentante della cultura della sinistra italiana, si è arruolato nelle file dell’esercito fascista, militanza che emerse solo negli anni 70, creando non poco scalpore. E’ nel 2004 che Oriana Fallaci risolleverà il caso con numerose interviste e, in particolare, scrivendo ne “La forza della ragione”:«Fui esposta al pubblico oltraggio. Istigato, questo, da un vecchio giullare [Dario Fo] della repubblica di Salò. Cioè da un fascista rosso che prima d’essere fascista rosso era stato fascista nero quindi alleato dei nazisti che nel 1934, a Berlino, bruciavano libri degli avversari». Fo si schiererà poi con le organizzazioni extraparlamentari di estrema sinistra, fondando il collettivo “La Comune”. Nel 1973, come ritorsione per l’attività politica svolta nei movimenti di sinistra, fu la moglie Franca Rame ad essere sequestrata e violentata da alcuni neofascisti legati alla destra eversiva e ad ambienti militari. La compagnia teatrale Fo-Rame ebbe numerosi processi e querele, nonché intimidazioni e minacce, compreso il posizionamento di bombe artigianali inesplose nei luoghi dove si esibiva.Erano anni difficili da vivere e da capire.

Tante le farse e satire di costume con cui Fo ha criticato il “teatro borghese”, recitando in luoghi alternativi quali piazze, case del popolo, fabbriche, rivolgendosi alle classi subalterne.
Sono infatti molte le farse con cui Fo si prende gioco della morale borghese e del mondo ecclesiastico, dal quale non sono mancate critiche.La censura intervenne così tante volte che con Franca Rame, abbandonò la televisione in favore del teatro.

Famosa resta la sua “giullarata” “Mistero buffo”, dove, unico attore in scena, recitava una fantasiosa rielaborazione di testi antichi in grammelot, linguaggio teatrale che si rifà alle improvvisazioni giullaresche e alla Commedia dell’arte.
Attraverso il “matto”, Fo esprime le sue idee su verità scomode, la rabbia del popolo con i tanti personaggi “da sottobosco”, visti però in chiave positiva: ubriachi, prostitute, truffatori carichi di inventiva.

In costa d’Amalfi venne il 26 agosto 2009, nell’ambito della rassegna “Scala incontra New York”, un ponte di pace dopo l’apocalisse dell’11 settembre, proponendo in scena brani dialettali.

Ciò che al di là dell’impegno culturale e politico resta dell’uomo Fo è l’esempio dell’amore che, per una vita, lo ha unito a sua moglie Franca, morta nel maggio del 2013. Una storia forte la loro, alla pari, moderna, intessuta di passioni condivise e battaglie, vinte e perse. Uniti, soprattutto, innanzi ai dolorosi fatti di cronaca che vissero.
Vista la sua vita intensa ed il suo impegno, ci resta, dunque,ciò che disse in riferimento alla sua vita con la moglie :”Con Franca abbiamo vissuto tre volte di più degli altri”

Claudia Izzo

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