Al Giffoni Film Festival, Andrea Bocelli e 5601 giurati da 52 Paesi del mondo

Luglio 20, 2018 0 Comments Cronaca , Cultura 1109 Views
Al Giffoni Film Festival, Andrea Bocelli e 5601 giurati da 52 Paesi del mondo

Il Festival che racconta il mondo, rivolto ai ragazzi- di Claudia Izzo-

Al Giffoni Film Festival, è stato Andrea Bocelli l’ospite d’onore della giornata di apertura, scelto direttamente dai giovani giurati. Bocelli, accompagnato dalla sua famiglia, è da sempre impegnato in progetti di grande spessore e proprio non poteva mancare per questa 48esima edizione in cui ha ricevuto i premio Truffaut. All’inaugurazione del Festival non è mancato il benvenuto di Claudio Gubitosi, ideatore della manifestazione, Antonio Giuliano, Sindaco di Giffoni Valle Piana e Pietro Rinaldi, Presidente del Giffoni Experience.

Il grande Francois Truffaut, che di cinema se ne intendeva,  disse  nell’edizione del GFF del 1982 che era il Festival più necessario al mondo e stava parlando proprio del Giffoni Film Festival.”La mia fortuna più grande è stata quella di essere stato sempre circondato da affetto, sin da piccolo” ha commentato Bocelli, ” è questo il vero scopo della vita. Lo dico sempre ai miei bambini e lo dico anche a voi: l’importante non è fare quel che amate, ma amare quel che fate. Solo così sarete davvero felici. E poi non perdete mai la speranza, né l’ottimismo e non date retta all’allarmismo che riempie i nostri tempi”. In chiusura, ricevendo il Premio Truffaut, Bocelli ha commentato la definizione che il regista diede: “Penso davvero sia il più necessario: qui a Giffoni si esortano i ragazzi a pensare e il pensiero è la base dell’azione. La tendenza, invece, è quella di non farli pensare. E invece voi dovete farlo, sempre con la vostra testa e siate sempre aperti al pensiero degli altri”.

Come ogni appuntamento,  anche quest’anno, il festival più atteso promette meraviglie, anche se in effetti, è vincente già in partenza. E’ vincente perché il suo creatore, Claudio Gubitosi, ha saputo creare qualcosa in un territorio su cui non tutti avrebbero scommesso, Giffoni, appunto, un simpatico paesino vicino Salerno. Ma Gubitosi ha visto lontano perché è proprio qui che approdano stelle indiscusse del panorama cinematografico italiano ed internazionale, è proprio qui che si proiettano film , se ne discute, si cresce. E’ proprio qui che giungono da ogni dove ragazzi uniti in un girotondo di colori e gioia di vivere. Si, perché il Giffoni Film Festival è vincente già per l’oceano di ragazzi di ogni età che, con le ormai famose magliette e pass al collo, popolano un mondo pregno di comunicazione e messaggi.

Cento i film in concorso tra cortometraggi e lungometraggi con tematiche che vanno dal bullismo alle migrazioni, dai conflitti generazionali alla diversità,  dai sentimenti ai dubbi, dall’adolescenza alla crescita personale. Piace il GFF perché aiuta  crescere spingendo i giovani ad interrogarsi sulle tematiche della quotidianità con un grande respiro di internazionalità. Squarci sorprendenti e inediti, dunque,  su cinematografie proiettate al futuro provenienti da tutto il mondo destinate a colpire l’immaginazione dei 5.601 giurati provenienti da 52 paesi del mondo.

Tema di scottante attualità è quello affrontato da More, film turco di Onur Saylak, su un quattordicenne che aiuta il padre a gestire il traffico clandestino in Europa tra immigrazione sfruttamento immoralità e sofferenza umana.Un fantasy potentissimo, diretto dal danese Anders Walter, I kill giants, questo il titolo della pellicola, racconta la storia di un’adolescente che sceglie di sfuggire alla realtà della scuola e a una squallida vita familiare ritirandosi nel magico mondo di Titani e Giganti ma saranno i suoi giganti, cioè le sue paure rappresentate dai bulli della scuola, i suoi veri avversari da sconfiggere. Il keniano Friend di Wanuri Kahiu è il sorprendente caratterizzato da una grande attenzione ai temi delle donne: nella pellicola si affronta un tema come l’omosessualità femminile in un paese in cui è contro la legge.Ma Giffoni sa osare e sa andare alla ricerca di storie incredibili come quella ambientata in Siria e diretta dall’olandese Brothers di Hanro Smitsman: una strana coppia di fratelli formata da un cinico comico di cabaret e da un veterano afgano viaggiano verso il paese devastato dalla guerra in cerca del loro fratello più piccolo scomparso dopo aver lasciato un campo profughi in Giordania. Occhi puntati sull’americano Some Freaks (+18) di Ian MacAllister McDonald con Thomas Mann, Marine Ireland e Lily Mae Harrington in una storia in cui un punk sovrappeso, un derelitto con un occhio solo e un gay lottano per dare un senso alla propria esistenza. Straordinaria si preannuncia l’ opera prima dell’americana Jordana Spiro, Night Comes on, storia di una ragazza che esce dal carcere minorile e intraprende un viaggio assieme alla sorella per vendicare la morte della madre. Il giapponese The Hungry Lion di Takaomi Ogata affronterà il difficile tema della prostituzione minorile e della pedopornografia con la storia di un insegnante arrestato dopo pesanti accuse. This Crazy heart è il fiore all’occhiello del concorso, diretto dal tedesco Marc Rothemund il film, che uscirà anche in Italia, racconta la storia di due ragazzi diversissimi, uno figlio di papà, l’altro in costante pericolo di vita per una malattia cardiaca, tra cui nasce una sorprendente amicizia. Occhi puntati anche sul brasiliano Rust di Aly Muritiba, sulla deviazioni dei social media e del bullismo digitale capaci di distruggere le esistenze.

Che dunque il Giffoni Film Festival abbia inizio e … buon divertimento a tutti!

 

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